Alla vigilia della storica finale PlayOff d’andata contro il Monza, mister Alberto Aquilani si presenta in conferenza stampa con l’orgoglio di chi sa di aver costruito qualcosa di speciale. Dopo l’impresa di Palermo, il Catanzaro si prepara all’ultimo doppio atto della stagione con entusiasmo, consapevolezza e quella “leggerezza” mentale che il tecnico considera una delle armi principali della sua squadra.
“Ci siamo arrivati con la nostra forza e con le nostre idee – ha spiegato Aquilani. – È la cosa che mi rende più orgoglioso. Adesso dobbiamo continuare a farlo con coraggio e tenacia, perché è questo che ci ha portati fino a qui”.
Il tecnico giallorosso ha sottolineato come la preparazione della gara sia stata più mentale e video-analitica che fisica, vista la scarsità di giorni a disposizione dopo la battaglia del Barbera: “Queste partite si preparano quasi da sole. L’adrenalina, lo stadio pieno e il sogno di raggiungere qualcosa di storico ti fanno trovare energie che non pensavi di avere”.
Aquilani ha poi ribadito un concetto chiave della stagione del Catanzaro: non snaturarsi mai. Anche davanti a una corazzata come il Monza, costruita per tornare subito in Serie A, i giallorossi non cambieranno pelle: “Noi dobbiamo credere nelle nostre idee. La leggerezza di cui parlo non significa non voler vincere, ma essere liberi mentalmente per giocare il nostro calcio. È così che possiamo competere contro squadre più attrezzate”.
Grande rispetto per il Monza, definito più volte “una corazzata”, ma anche grande fiducia nei propri mezzi: “Se continuiamo a essere umili e determinati, ce la giocheremo. Guai a pensare che sia tutto scontato dopo Palermo. Non abbiamo capito niente se pensiamo questo”.
Il mister ha poi parlato del legame speciale nato all’interno del gruppo, evocando le immagini delle lacrime di Iemmello e Favasuli dopo la semifinale: “Quando in un gruppo succedono certe cose vuol dire che nasce qualcosa di magico. Nulla è costruito o strumentalizzato. È tutto vero, naturale. E quando nasce questa magia, possono succedere cose belle”.
Spazio anche a un parallelo suggestivo tra Pietro Iemmello e Francesco Totti: “Con le dovute proporzioni, qualche similitudine c’è. Pietro vive Catanzaro in modo totale, sente questa maglia dentro di sé. Sono emozioni diverse”.
Infine, l’appello al Ceravolo, pronto a trasformarsi in una bolgia giallorossa davanti agli occhi di milioni di spettatori collegati da tutto il mondo: “Domani avremo il nostro pubblico, il nostro dodicesimo uomo. Noi siamo arrivati fin qui facendo qualcosa di straordinario, ma manca ancora l’ultimo scalino. E per salirlo serviranno coraggio, personalità e cuore”.
Redazione 24

