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Avellino: col Catanzaro per ritornare ad alta quota

Scritto da Emanuele Mongiardo

Come le aquile, anche gli irpini arrivano alla sfida in cerca di risultati all’altezza della propria rosa

A quasi un anno di distanza, il Catanzaro cerca di nuovo la svolta ad Avellino. Dopo un inizio titubante, con troppi pareggi e poca brillantezza col pallone tra i piedi, i ragazzi di Calabro affrontano uno degli avversario più forti del girone C, in una gara con possibili contraccolpi emotivi molto forti, in positivo e in negativo.

La partita scotta per entrambe le squadre. Anche gli irpini, infatti, hanno raccolto meno punti delle attese in questo inizio di stagione: tre pareggi contro Campobasso, Juve Stabia e Latina e una sola vittoria, giunta all’ultima giornata contro il Potenza. Senza dimenticare l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano dell’Ancona. Insomma, le due squadre vivono momenti simili e visto il peso dell’incontro non sorprenderebbe assistere a una gara bloccata, su ritmi da spareggio playoff.

Braglia al solito ha impostato i suoi col canonico 3-5-2. Sarà interessante vedere chi terrà di più il pallone al Partenio. Al Catanzaro non dispiace abbassare il baricentro, ma per attitudine sembra avere soluzioni in più nella prima fase di circolazione; l’Avellino pertanto potrebbe attendere per ripartire, come tanto piace al suo tecnico. I pattern da controllare sono i soliti: i tagli profondi delle mezzali per liberare la linea di passaggio verso le punte e il contributo degli esterni nell’occupazione dell’area sui cross. Occhio in particolare al tornante di sinistra Tito, abile a garantire profondità con le sue corse senza palla.

Quasi nessuno nel girone C ha una rosa al livello dell’Avellino e centrocampo e attacco contengono una lista di nomi in grado di fare la differenza. Carriero, autore del gol vittoria contro il Potenza, è un centrocampista abile a proteggere palla e può agire sia da vertice basso di centrocampo che da mezzala. Vicino a lui a garantire inserimenti c’è Santo D’Angelo, già protagonista nel Potenza di Raffaele. Dal mercato estivo poi è arrivato un campione della categoria come Alessandro Mastalli, tre stagioni fa in grado di guidare da capitano la Juve Stabia alla promozione.

In attacco l’ultima coppia titolare era composta da Maniero e Gagliano, ex primavera del Cagliari. Maniero, per curriculum, è sicuramente il giocatore più temibile, dotato di tecnica sopra la media per un centravanti. L’altra punta è Plescia, santone di un metro e novanta pronto a fare a sportellate e a garantire sponde. Ma l’Avellino non vive di soli attaccanti, perché ci sono alternative in grado, volendo, di cambiare anche forma alla fase offensiva dei campani. Kanouté lo conosciamo bene, ma l’acquisto di grido potrebbe essere Antonino Di Gaudio, protagonista in Serie A col Carpi; l’ala siciliana ha 32 anni, ma in pochi possono reggerne gli scatti palla al piede. Un giocatore in grado di spaccare la partita, di quelli che procurano vittorie alle grandi squadre.

Al Partenio si vedrà chi riuscirà a tornare per primo in carreggiata.

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Emanuele Mongiardo

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