Avversario di turno

Casertana: un avversario insidioso nonostante infortuni e Covid

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I falchetti, nonostante l’emergenza infortuni, cercano la prima vittoria stagionale contro il Catanzaro voglioso di allungare la sua striscia positiva

«A Caserta tenim’ a ragg’» canta Speranza in una delle sue canzoni più famose, con una pronuncia particolare che, se tradotta, gioca col senso dell’ultima parola del verso, a metà tra Reggia, il monumento simbolo della città, e la rabbia, il sentimento che infiamma ogni canzone di Speranza, che nell’ultima settimana con “L’ultimo a morire” ha messo Caserta sulla mappa della musica italiana. La stessa rabbia che dovrà ardere tra i giocatori dei falchetti, l’unico modo per non soccombere a una situazione davvero critica, tra campo e infermeria: non solo l’infortunio del lungodegente Castaldo, ma anche il Covid che ha colpito la squadra del presidente Giuseppe D’Agostino, con un membro del gruppo squadra positivo ed ora in isolamento fiduciario come da protocollo. Positività che ha avuto come conseguenza il ritardo della partenza per Teramo e del calcio d’inizio alle 20:30. I tamponi effettuati alla vigilia della sfida contro i giallorossi sono, per fortuna, risultati tutti negativi come si legge nella nota del club sul sito ufficiale.

L’ultima giornata di campionato oltre a non portare punti alla classifica, ha messo KO anche l’esterno d’attacco classe 1998 Luca Matarese, ex Frosinone, per una distorsione al ginocchio sinistro che lo ha costretto ad uscire in barella dal terreno di gioco.

È emergenza, dunque, nel reparto offensivo.

Lo score stagionale dei falchetti di 2 punti in 3 partite non deve ingannare: nelle prime due gare della stagione, terminate con il segno X, i campani hanno affrontato il Potenza e, soprattutto, una delle big del girone C, la Ternana. L’ultimo match invece non ha lasciato sensazioni positive: contro il Teramo è arrivata una brutta sconfitta per 2-0, maturata per via dell’approccio sbagliato alla partita.

Proprio di approccio ha parlato il tecnico Guidi nel post gara: “Nel primo tempo ho visto troppo poco coraggio e personalità. La palla circolava troppo lentamente ed eravamo in balìa dell’aggressività del Teramo. Nel secondo tempo siamo riusciti a venire fuori, ma non abbiamo avuto il guizzo per poter rimettere in discussione la gara. In questo momento poi non siamo neppure fortunati”.

L’ANALISI TECNICO-TATTICA

Al Partenio si presenterà una Casertana rimaneggiata, non solo per l’assenza del totem Castaldo. Mancheranno, tra gli altri, anche Santoro, il regista, e Fedato trequartista più talentuoso e decisivo per oliare il possesso dei campani.

Guidi schiera i suoi con un 4-2-3-1 in cui variano di parecchio le posizioni degli interpreti. Se domenica scorsa il Catanzaro ha affrontato un avversario incline ai lanci e alla conquista delle seconde palle, ad Avellino incontrerà una squadra abituata a palleggiare con calma sin dalla difesa.

A inizio azione uno dei due mediani si abbassa tra i due difensori centrali in salida lavolpiana per occuparsi del primo passaggio (di solito Santoro, contro il Catanzaro ci penserà il suo sostituto, probabilmente Bordin). L’altro mediano, Izzillo, si può disporre in verticale, oppure si defila sul centro sinistra. Mentre il compagno di reparto fa uscire la palla dalla difesa, Izzillo è la cinghia di trasmissione tra primo possesso e trequarti. Sa passare il pallone in avanti verso i compagni tra le linee, ma non disdegna conduzioni con cui porta in prima persona la sfera nella metà campo avversaria. Davanti a lui, le tre mezzepunte stringono; quella di destra e quella di sinistra, in particolare, occupano i mezzi spazi, i corridoi intermedi alle spalle del centrocampo avversario. La posizione interna dei trequartisti permette ai due terzini di alzarsi e presidiare in ampiezza il campo.

Il giro palla degli uomini di Guidi, come detto, punta a trovare l’uomo libero sulla trequarti. Se non ci riescono i centrocampisti, una delle mezzepunte si abbassa per dare fluidità al possesso. Decisiva in questo senso l’assenza di Fedato, il più abile ad abbassarsi per farsi dare palla, proteggerla, e portarla dagli altri rifinitori.

Vista l’inclinazione dei falchetti a costruire in maniera ordinata, senza giocate codificate troppo veloci, il Catanzaro potrebbe giocare una partita maggiormente d’attesa. Il tasso tecnico direbbe il contrario, ma non è detto che i giallorossi non pensino a un piano gara reattivo. In ogni caso, sarà decisiva la prestazione dei braccetti della difesa a tre, chiamati a uscire in avanti per prevenire le ricezioni alle spalle dei centrocampisti.

Calabro, Coppa Italia a parte, non ha ancora vinto in trasferta sulla panchina giallorossa. La situazione della Casertana è tutt’altro che rosea, ma vietato sottovalutare una squadra a cui non scotta la palla tra i piedi.

 

Foto: www.casertanafc.it 

Samuele Cardamone & Emanuele Mongiardo

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