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Catanzaro Catania 1-2: l’analisi tecnico-tattica

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Scritto da Davide Greco

Nel big-match di giornata il Catania di Novellino rende l’onore delle armi al Catanzaro che soccombe di fronte al cinismo e all’esperienza dei giocatori etnei

Seconda sconfitta consecutiva per i giallorossi di Auteri che davanti ad oltre 8000 spettatori cedono l’intera posta in palio in quella che doveva essere la partita della svolta.

Il Catanzaro accusa il calo di condizione di alcuni giocatori sovrautilizzati come Statella e Celiento, i nuovi carichi di lavoro di Casoli e Bianchimano e ovviamente sconta ancora il non pieno recupero di Fischnaller e Kanoutè, oggi in campo dopo una prolungata assenza.

Il Catania di contro si riscopre rivitalizzato dalla cura Novellino, va subito sotto di un gol ma non si scompone e alla fine riesce a capitalizzare al massimo gli errori dei padroni di casa. Vittoria tutto sommato meritata, ma figlia soprattutto della grande esperienza di alcuni giocatori.

Primo tempo spettacolare

In una giornata condizionata da un forte vento di libeccio Novellino schiera un accorto 3-5-2 con Pisseri fra i pali, Aya Silvestri e Marchese in difesa, Calapai Rizzo Lodi Biagianti e Baraye sulla mediana, Marotta e Di Piazza in attacco.

I giallorossi rispondono con la formazione tipo eccezion fatta per Casoli che parte dal primo minuto esterno di centrocampo a sinistra più i ritrovati Kanoutè e Fischnaller in attacco. Il Catanzaro parte fortissimo con una grande apertura di Kanoutè per Statella, ne scaturisce un corner su cui si avventa D’Ursi che insacca facendo esplodere il Ceravolo.

Il vantaggio e il vento a favore gonfiano le ali delle aquile che continuano a spingere costringendo gli ospiti ad abbassare molto il baricentro. Tuttavia il Catania ha il merito di non scomporsi e la fortuna di non capitolare quando Casoli dal limite tira di poco a lato e poco più tardi D’Ursi non riesce a dare al pallone quel giro in più che avrebbe trafitto Pisseri.

Sono trascorsi solo 25 minuti di gioco e la partita sembra aver preso la piega sperata dai tifosi giallorossi quando è il Catania a uscire fuori con un’azione magistrale che vede Biagianti servire Baraye che di testa trova DiPiazza in area, l’uomo del mercato di gennaio serve l’accorrente Marotta che tira a botta sicura ma viene murato da Signorini che s’immola salvando la porta difesa da Furlan.

Se in mezzo al campo il Catania vanta giocatori dal passato eccellente, il Catanzaro dimostra tutta la propria forza con un Maita su di giri che fa mangiare la polvere a Rizzo e costringe Silvestri al fallo che gli costerà il giallo. Sale la tensione in campo e poco più tardi toccherà a Rizzo e Signorini beccarsi il giallo per un faccia a faccia non gradito all’arbitro.

Al 34esimo è il turno di Lodi che contro vento calcia una punizione insidiosissima su cui Furlan compie un vero miracolo facendo esplodere di gioia il pubblico di casa per lo scampato pericolo.

Trascorre una manciata di minuti e sulla corsia destra Calapai imperversa confezionando l’ennesimo cross al bacio che supera Furlan e trova DiPiazza che di testa manca clamorosamente il gol a porta vuota.

Il tanto atteso rientro di Kanoutè inizia a scaldare i cuori quando al 37esimo ruba palla a Marchese e s’invola verso l’area crossando basso per D’Ursi che calcia al volo e impegna Pisseri in una difficile parata. Al 42esimo Kanoutè perde palla proprio su pressione di Marchese, DI Piazza serve subito Marotta che fulmina la difesa giallorossa.

Il primo tempo si chiude sul risultato di parità che premia la capacità degli ospiti di non essersi scomposti dopo lo svantaggio, sapendo contenere e ripartire oltre che dimostrare una grande pericolosità negli ultimi venti metri.

Ripresa ad alta tensione

Nei secondi quarantacinque di gioco il Catanzaro inizia con il piglio giusto. Il Catania si abbassa e aspetta. Marchese rimedia subito il giallo per l’ennesimo fallo su Kanoutè, mentre Maita prende in mano il pallino del gioco orchestrando due azioni che termineranno con Bianchimano in offside.

Dopo una discesa firmata da Kanoutè e Statella il pallone arriva dalle parti di Casoli che tira di poco a lato. Non è un Catanzaro stellare, ma sicuramente vivo.

Il Catania nel frattempo ha finito di aspettare. Un posizionamento errato della difesa giallorossa, in particolare di Signorini, consente a Di Piazza di colpire in contropiede dopo essere stato imbeccato da Marotta. Furlan superato e palla in rete. Quello che appariva impossibile si è concretizzato. Il Catanzaro è addirittura sotto.

Il Catania senza troppi affanni controlla la partita, cosi arrivano i primi cambi. Il Catanzaro sostituisce Bianchimano con Fishcnaller, Statella con Favalli e Iualiano con De Risio. Cosa che obbliga Casoli a spostarsi sulla corsia destra, mentre D’Ursi occuperà la posizione centrale in attacco.

La voglia del Catanzaro di riprendere in mano il risultato prevale, ma il Catania arroccato dietro chiude tutti gli spazi rendendo assai difficile la manovra sulle corsie laterali.

Di azioni corali in velocità manco a parlarne, le aquile cercano di prevalere con la numerosità in un fazzoletto di campo oppure con le improvvise accelerazioni di Kanoutè.

Due situazioni proprio al limite faranno salire la tensione in campo per il mancato fischio dell’arbitro, ma a parte questi episodi il Catanzaro finisce per soccombere senza più impensierire Pisseri e scoprendo l’amaro sapore della seconda sconfitta consecutiva.

Nel finale Manneh si divora la terza marcatura che avrebbe comportato un passivo troppo pesante per i padroni di casa che vedono allontanarsi le posizioni di vertice della classifica con le speranze ormai aggrappate al “se le vinciamo tutte… “.

Sono altre le considerazioni da fare in casa giallorossa.

Due squadre sprecate in serie C

Sono due i temi principali della partita del Ceravolo. Da un lato la buona performance di entrambe le formazioni con spunti tattici interessanti e individualità di altissimo spessore, dall’altro la maggior esperienza di alcuni elementi che di fatto ha inciso sul risultato.

Da più parti si sente dire che il Catanzaro esprime il miglior calcio della serie C, ma questo non basta per vincere le partite e comunque non da nessuna certezza di vincere i campionati. Inoltre il gioco spumeggiante di Auteri lo si vede solo a patto che gli avversari siano disposti a giocarsela a viso aperto e solo disponendo di tutta la rosa in perfette condizioni.

Il Catanzaro di questi tempi, dopo aver speso tanto nella prima parte di stagione, accusa un calo fisico naturale che fa il paio con alcuni infortuni eccellenti da poco smaltiti. L’aver rivisto in campo Fischnaller e Kanoutè ha garantito maggior peso in attacco, ma in compenso Statella e Celiento sono apparsi in evidente calo di condizione.

Probabilmente l’intero staff sta studiando il modo di mettere tutti in pari e in forma per presentarsi ai play-off nel migliore dei modi, ma nel frattempo c’è un campionato da giocare e una posizione di classifica fondamentale per affrontare i match da dentro o fuori con il vantaggio del fattore campo.

Tatticamente il Catanzaro ha cercato di imporre il proprio gioco, mentre il Catania ha giocato per lunghi tratti della partita con il baricentro basso. L’intento degli ospiti era quello di concedere ai padroni di casa il possesso palla costringendoli a scoprirsi per poi sfruttare le ripartenze.

In altri frangenti del match, quando il Catania si è visto costretto a recuperare il risultato, Marotta è diventato il terminale di riferimento raccogliendo una miriade di palloni, facendo salire la squadra, agevolando gli inserimenti di Biagianti e le sovrapposizioni di Baraye, dimostrando un’ottima intesa con Di Piazza dal quale ha ricevuto l’assist per il pari e al quale ha fornito l’assist per il secondo gol. C’è altro da chiedere a un attaccante? Probabilmente no.

Di contro il Catanzaro ha sofferto il centrocampo a 5 del Catania, si è visto precluse molte delle iniziative che normalmente si sviluppano sulle corsie esterne e non è riuscito a sfondare centralmente dove Lodi ha calibrato ogni intervento, qualcuno al limite, forte di un bagaglio tecnico che non appartiene alla serie C.

Vince l’esperienza

Si diceva dell’esperienza. Il Catania vanta la rosa con il più alto tasso tecnico e d’esperienza del girone, ma anche questo non basta a vincere i campionati. Però nell’arco dei 90 minuti disporre di gente come Lodi, Biagianti, Aya, Marotta, Calapai e Di Piazza consente alla squadra siciliana di poter capovolgere qualsiasi risultato e in qualsiasi momento.

Senza nulla togliere ai nostri attaccanti, al Catanzaro di ieri è mancato un Marotta o un Di Piazza, cioè quel tipo di giocatori che trasformano in oro anche i palloni più sporchi.

Per quanto Riggio e Signorini abbiano disputato una buona partita commettendo pochi errori, la maggior esperienza degli attaccanti siciliani ha fatto la differenza.

L’esperienza dunque paga ma non sempre si ha la meglio, ne è la prova la prestazione di Kanoutè che ha fatto vedere i sorci verdi al veterano Marchese, cosi come capitan Maita che ha fatto un figurone in mezzo al campo superando Rizzo di una spanna e costringendo spesso Lodi ad affannosi raddoppi.

Biagianti e Baraye sulla corsia sinistra hanno creato tantissimo mettendo in ombra l’asse Celiento Statella che vuoi la condizione fisica vuoi la disposizione tattica del Catania sono apparsi meno lucidi e incisivi del solito.

Sul fronte opposto Calapai tutte le volte che ha spinto è riuscito a confezionare cross molto invitanti avendo la meglio su Casoli che non è ancora il giocatore a lungo atteso dai tifosi giallorossi.

Extra-time

L’ago della bilancia ha dunque favorito gli ospiti e c’è poco da recriminare per i soliti discutibili episodi arbitrali. Forse non è nemmeno il caso di fare della dietrologia per il cucchiaio di Giannone o per le scelte di mercato, quanto meno lo scopo delle discussioni non deve essere quello di avvelenare un ambiente sano.

Però è inevitabile che taluni argomenti siano tornati a bomba in seno alla tifoseria giallorossa proprio quando i primi nodi stanno venendo al pettine. Dopo aver speso belle parole per il lavoro svolto, rimane la forte sensazione che non si sia fatto uno sforzo supplementare per avere ragione dei propri competitors.

Dopo tanti anni il Catanzaro fa divertire i tifosi e garantirà il massimo impegno in tutte le partite, ma la consapevolezza di giocarsela con chiunque o il calcio brioso non sono sinonimo di vittoria. Sia chiaro!

Ed è proprio su questo che società e tifosi dovranno misurare le proprie aspettative. Conquistare la serie B non sarà scontato né nella stagione in corso e nemmeno nella prossima. Ma ormai il dado è tratto e bisognerà fare di necessità virtù.

Per il futuro l’augurio è che talune talune scelte meriteranno ben altra attenzione dentro e fuori dal campo, forti del fatto che i giallorossi hanno appena iniziato un nuovo ciclo dopo anni di spento anonimato.

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Davide Greco

14 Commenti

  • Penso che a gennaio abbiamo preso pochi giocatori, Statella, celiento e Maita non hanno saltato 1 minuto. Bianchimano ottimo acquisto, ma se é alto 2 metri e non gli viene messo mezzo pallone sul testa allora è inutile, mi tenevo infantino in panchina e ciao. Perché non sono arrivati gli esterni d’attacco tanto congeniali al gioco di Auteri?

  • Come sempre un’analisi perfetta. Condivido i concetti che ha vinto l’esperienza e aggiungerei la furbizia dei giocatori e di Novellino. In una trasmissione su un sito web della città si è parlato tanto della differenza dei “campioni” del Catania. I calciatori del Catanzaro sono altrettanto “campioni” e l’hanno dimostrato a Catania quando erano in forma e motivati al massimo, non hanno fatto toccare palla a Marotta, oggi mitizzato, Curiale, Sarno, Lodi e compagnia bella. Ora si combatte in pò con la forma che latita, i recuperi di calciatori infortunati da molto tempo e la MITICA presunzione di Auteri che non ha calcolato evidentemente che questo era un periodo nero per cui era meglio gestirlo in altra maniera, magari inculcare ai giocatori meno “fraseggio” e più praticità. Ma si sa che LUI è così e non c’è nulla da fare, ciò rappresenta la sua grandezza e nello stesso tempo il suo limite. Rimane un ottimo allenatore che ha un’ottima squadra che deve solo recuperare forma in alcuni elementi. Permettetemi un unico gigante in campo MAITA classe cristallina.

  • SABATO 3 NOVEMBRE : CATANZARO – BISCEGLIE ORE 16: 30 FINITA 1-1 ROBILOTTA CI ANNULLA AL NOVANTUNESIMO UN GOL VALIDISSIMO . DA QUEL GIORNO NON E’ CAMBIATO NULLA. DA DOMENICA 16 SETTEMBRE CHE DO’ LA SVEGLIA MA EVIDENTEMENTE IL NOSTRO PRESIDENTE IN LEGA NON E’ STATO ASCOLTATO .

    • L’avevo detto che era un arbitro di m……..
      Avevo visto in televisione Reggina-Rende arbitrata da lui…… non da parramu che è meghiu!!!

  • Terza partita consecutiva con avversari disposti a 5 a centrocampo che ci hanno messo in grosse difficoltà. In questa fase del campionato tutti giocano per ottenere più tenacemente il risultato, tutti ti conoscono e probabilmente Auteri deve cambiare qualcosa a livello tattico

  • Scusate ma senza “campioni” il Catania dei “campioni” l’abbiamo battuto 2 volte su tre . Insomma, non mettiamoci a fare troppe analisi, si è persa una partita da tripla, loro in condizione migliore , noi in un momento così così. Non partiamo con sti discorsi sulla qualità dei singoli, l’esperienza, ecc…
    le stesse squadre si sono incontrate altre due volte quest’anno ed è finita diversamente, in barba ai campioni e all’esperienza. Su, dai…

  • A parte la qualità del Catania, che non ha rivali in lega pro, la partita l’ha vinta Novellino preferendo al suo 4-4-2 il 3-5-2, ovvero un centrocampista in più che ha fatto la differenza, l’ha vinta Novellino obbligando i suoi a fare un pressing asfissiante a tutto campo, l’abbiamo persa noi con i soliti passaggini corti del cazzo, perdendo la palla a fovore di Marotta che ci ha puniti, l’abbiamo persa noi con una difesa troppa alta contro vento, sbagliando l’intervento su Di Piazza che ci ha inculato! E comunque non meritavamo di perdere, considerando che nella ripresa abbiamo condotto il gioco pur non tirando mai in porta e la terna arbitrale ci ha come al solito danneggiati! Andiamo avanti, cambiando questo registro, perché così non andiamo molto lontano.

    • ripeto, con QUESTO registro sei arrivato fino a qui… Non cambierei proprio nulla, piuttosto spero che staff medico e preparatori atletici lavorino bene per restituire smalto a tutti e recuperare bene gli infortunati. Il gioco va benissimo così. Così come due rondini non fanno primavera, due temporali non fanno un uragano.

  • Non esageriamo e sosteniamo Auteri e i ragazzi.
    E’ un momento così, con tanti infortunati al rientro e non al top, ma siamo in corsa. E’ il momento di vedere se siamo il Catanzaro: pubblico squadra e società.

  • Analisi perfetta, un allenatore che si crede tale, alcune volte, deve rendersi conto che per far giocare casoli de risio e ciccone e come regalare la partita all’avversario. Come dicevo quando si hanno delle certezze e dei riscontri è inutile utilizzare pseudo giocatori che ti cambiano radicalmente un sistema di gioco ben collaudato, anche se, non sono giocatori fortissimi ma di sicuro affidamento. Dopo l’uscita di Bianchimano nell’aria avversaria arrivavano i cross per ciccone ( andare a chi l’ha visto) prima ci liberiamo di questi giocatorini e prima auteri si libera dalla confusione mentale in cui è caduto per farli giocare a tutti i costi a danno dei risultati. Monopolo purtroppo non gli ha insegnato niente e poi bisceglie idem. Dobbiamo riprendere il cammino interrotto perchè ogni partita sarà durissima ed un allenatore deve capire per il bene della squadra della società e dei tifosi di fare le scelte più giuste e non insistere ed essere testardi, inoltre se auteri si facesse un bagno di umiltà ne beneficieremmo tutti, perchè anche lui è un dipendente della società e deve in ogni modo darne conto e non setirsi in una campana di vetro perchè anche le campane si possono rompere. Siamo grati all’allenatore di quello che stiamo facendo, ma gli 8000 di ieri che potrebbero essere di più o di meno non meritano di veder perdere in queste ultime partite la loro squadra per scelte sbagliate o condizionati da certi giocatori voluti a tutti i costi come casoli, che non sta rendendo per come dovrebbe. Il tutto si à complicato dopo l’errore gratuito del fenomeno giannone che ha fanificato una stagione e i sacrifici della società dei compagni dell’allenatore e dei tifosi

  • E mafia arbitrale autentica anche in serie D, girone D. Essendoci il “blasonatissimo” Cesena nell’altro raggruppamento, i pupari della Lega temono una scomodissima simultanea promozione di romagnoli e canarini. Aggiungendovi il fatto che nel girone D del Modena milita la Reggio Audace (Reggiana….), le paure di questi uomini di cartone sono altissime. Con una possibile retrocessione del Carpi in serie C, nel girone settentrionale avrebbero TROPPE emiliane, no??!?! Chi bastonare, quindi? Il Modena, naturalmente. Porta meno pubblico dei romagnoli, tutto qui. SIETE DISGUSTOSI cari ometti vestiti di fucsia e/o verde ramarro. Servi della gleba sportiva. FORZA MODENA, FORZA CATANZARO.

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