Tre punti, 19° posto, cinque gol fatti e nove subiti
La fotografia del Catanzaro dopo le prime cinque giornate non è certamente quella che i tifosi avrebbero voluto vedere. La preoccupazione c’è, ed è giusto riconoscerla. Quattro sconfitte e una sola vittoria non sono numeri da minimizzare, così come non si possono ignorare le difficoltà mostrate soprattutto ell’insieme di squadra
C’è però un altro dato che merita di essere considerato: quattro delle prime cinque partite sono state giocate in trasferta.
Vicenza, Pisa, Südtirol e Sampdoria: quattro viaggi, quattro sconfitte, quattro gol segnati e nove subiti. L’unica gara disputata al Ceravolo è stata quella contro la Carrarese, terminata con una vittoria per 1-0.
La classifica, dunque, racconta un momento complicato. Ma dopo appena cinque giornate non può ancora raccontare tutta la stagione.
Anche le ultime due partenze insegnano qualcosa
Il recente passato del Catanzaro offre un motivo in più per non lasciarsi trascinare dal pessimismo.
Nel 2024/25, con Fabio Caserta in panchina, dopo cinque giornate arrivarono 6 punti, con 4 gol fatti e 4 subiti. Una vittoria, tre pareggi e una sconfitta.
Questi i risultati:
• Catanzaro-Sassuolo 1-1
• Catanzaro-Juve Stabia 0-0
• Cesena-Catanzaro 2-0
• Catanzaro-Carrarese 3-1
• Cittadella-Catanzaro 0-0
Quella stagione sarebbe terminata con il Catanzaro al 6° posto, con la qualificazione ai playoff.
L’anno successivo, con Alberto Aquilani, l’inizio fu ancora più particolare: cinque giornate, cinque pareggi e 5 punti, con 6 gol segnati e 6 subiti.
• Catanzaro-Südtirol 1-1
• Spezia-Catanzaro 0-0
• Catanzaro-Carrarese 1-1
• Reggiana-Catanzaro 2-2
• Catanzaro-Juve Stabia 2-2
Anche quella squadra, partita senza una vittoria nelle prime cinque giornate, avrebbe poi chiuso il campionato al 5° posto, raggiungendo i playoff.
Ma attenzione: il confronto va fatto con equilibrio
Non bisogna utilizzare questi precedenti come un alibi.
Il Catanzaro di oggi è un’altra squadra.
Gran parte dei calciatori che hanno costruito quei risultati non fa più parte dell’attuale gruppo. Sono cambiati gli uomini, sono cambiate le dinamiche e bisogna concedere tempo a chi è arrivato per inserirsi e costruire nuovi equilibri.
Per questo sarebbe sbagliato pensare che il passato garantisca automaticamente un futuro positivo.
Ma sarebbe altrettanto sbagliato dimenticarlo.
Perché quei due campionati dimostrano una cosa molto semplice: la quinta giornata non è una sentenza.
Oggi il Catanzaro ha 3 punti, contro i 6 della squadra di Caserta e i 5 di quella di Aquilani nello stesso momento della stagione. Il dato è peggiore e va riconosciuto.
Così come va riconosciuto che nove gol subiti in cinque partite rappresentano un campanello d’allarme.
Ma c’è ancora tempo per intervenire, correggere, crescere.
Anche lo stadio può fare la differenza
In questo momento anche la vicenda legata allo stadio merita attenzione. Il Catanzaro ha bisogno del suo pubblico e del Ceravolo nella sua versione migliore. La storia recente del calcio ci ricorda quanto possa pesare giocare senza il sostegno del pubblico delle grandi occasioni: è successo anche a piazze importanti, dalla Fiorentina ad altre realtà costrette per periodi a fare a meno del proprio ambiente. Quando manca quella spinta, qualcosa inevitabilmente si perde. Ecco perché, oggi più che mai, società, squadra, istituzioni e tifosi devono remare nella stessa direzione.
La vera sfida è reagire
Il Catanzaro oggi ha bisogno di punti, ma anche di fiducia. La preoccupazione è legittima. La delusione anche.
Quello che non serve è trasformare la delusione in una condanna anticipata. Perché il tifoso vero non è quello che sostiene la squadra soltanto quando tutto gira bene.
È proprio quando arrivano le difficoltà che si misura l’appartenenza. La nave non si abbandona Nessuno chiede ai tifosi di far finta che vada tutto bene.
Nessuno chiede di ignorare la classifica o di cancellare le quattro sconfitte.
Si chiede semplicemente di ricordare che questo è il Catanzaro di oggi, una squadra che deve ancora trovare i propri equilibri e che ha davanti una stagione lunghissima.
I giocatori cambiano. Gli allenatori cambiano. I cicli finiscono e ne cominciano altri.
Quello che non dovrebbe cambiare è il legame con la maglia. Perché tre punti dopo cinque giornate fanno preoccupare ma non decidono una stagione.
La storia è ancora tutta da scrivere.
Foto US CATANZARO
Redazione 24

