Il mercato è finito. E forse, per molti tifosi del Catanzaro, è arrivato anche il momento di tirare un sospiro di sollievo. Non tanto perché la campagna acquisti abbia lasciato tutti soddisfatti, quanto perché adesso, almeno fino a gennaio, si torna finalmente a parlare soltanto di calcio giocato.
Quello appena concluso è stato un mercato profondamente movimentato, che ha modificato in maniera significativa il volto della squadra. Diciotto nuovi arrivi, sedici partenze e dodici calciatori reduci dalla passata stagione compongono una rosa che, nei fatti, è stata quasi completamente ricostruita.
Ma proprio perché il mercato è stato così importante, è inevitabile fare qualche riflessione. E farlo senza pregiudizi, senza bocciare a priori chi è arrivato e senza dimenticare che dietro ogni operazione ci sono un budget, delle esigenze societarie e le scelte di un direttore sportivo chiamato a muoversi all’interno di determinati parametri.
Tanti arrivi, ma restano alcune domande

Il riepilogo finale racconta di una campagna acquisti decisamente ampia.
In difesa sono arrivati Postiglione, Candela, Ruggero, Dorval e Imperiale. A centrocampo sono stati inseriti Reita, Pafundi, Tchaouna, Mosti, Giovane e Cassa, mentre il reparto offensivo è stato rinforzato con Garnica, Arditi, Pecorino, Pogacar, Loubao e con il rientro di Buso oltre a Tchauna l’attaccante che non sarà per il momento disponibile poiché infortunato.
Numeri importanti, ai quali fanno da contraltare le numerose partenze: da Liberali a Cissé, passando per Cassandro, Rispoli, Jack, Pontisso, Brighenti, Favasulli, Oudin, Nuamah, Pompetti, Bashi, Esteves, Seha, Volpe e Buglio.
A completare l’organico sono rimasti alcuni elementi della scorsa stagione: Pigliacelli, Antonini, Frosinini, Petriccione, Iemmello, De Francesco, D’Alessandro, Borrelli, Marietta, Koffi, Alesi e Verrengia.
Una vera e propria rivoluzione, dunque

Eppure, nonostante la quantità delle operazioni, è proprio qui che nasce il principale interrogativo.
Dopo le prime partite ci si aspettava altro.
Le prime uscite di campionato avevano evidenziato, secondo le valutazioni di molti addetti ai lavori e della stampa, alcune necessità abbastanza precise: un centrocampista e un difensore sembravano essere i due profili sui quali intervenire per completare la rosa.
Alla fine, però, quei giocatori che sembravano essere maggiormente indicati come prioritari non sono arrivati.
Ed è difficile negare che un pizzico di delusione ci sia
Non perché gli ultimi acquisti non possano rivelarsi utili. Anzi, sarebbe profondamente ingeneroso esprimere giudizi definitivi su calciatori che conosciamo ancora poco. Di Cassa, Pogacar e Loubao, soprattutto, sappiamo relativamente poco al di là delle informazioni reperibili in rete e delle loro esperienze precedenti.
Sarà il campo, come sempre, a dire se si tratta di operazioni azzeccate.
L’auspicio, naturalmente, è che tutti i nuovi arrivati possano rivelarsi giocatori importanti e funzionali alla causa giallorossa.
Ma la domanda resta.
Erano questi i giocatori che il tecnico aveva chiesto per completare la squadra?
È un interrogativo legittimo, soprattutto alla luce di quanto emerso nelle prime giornate.
Polito ha fatto di necessità virtù?

Senza nulla togliere al lavoro di Ciro Polito, che resta il dirigente chiamato a costruire la squadra e che merita di essere giudicato nel complesso del suo lavoro, occorre ricordare un aspetto fondamentale: il direttore sportivo può muoversi soltanto sulla base delle risorse che la proprietà mette a disposizione.
E allora potrebbe essere accaduto che Polito abbia semplicemente dovuto fare di necessità virtù, cercando le migliori opportunità possibili all’interno di un budget evidentemente da rispettare.
Non sarebbe una colpa.
Anzi, in una società chiamata a mantenere determinati equilibri economici, è una responsabilità precisa.
Ma proprio per questo diventa ancora più comprensibile la delusione di quella parte di tifoseria che, guardando alle operazioni in uscita e al cosiddetto “tesoretto” che si era venuto a creare, sperava che una parte di quelle risorse potesse essere reinvestita in maniera più consistente sul mercato.
Il caso Pecorino

Da questo punto di vista, l’operazione che ha avuto maggiore consistenza sembra essere stata quella relativa a Pecorino, arrivato a rinforzare l’attacco.
Un’operazione importante, ma che inevitabilmente deve essere letta anche in relazione all’uscita di Pittarello.
In sostanza, almeno per quanto riguarda il reparto offensivo, si è trattato di una sostituzione che ha consentito alla società di mantenere un certo peso numerico e tecnico nel reparto.
Il problema, secondo alcuni, è che ci si aspettava forse qualcosa in più proprio negli altri reparti, soprattutto considerando quanto le prime partite avevano suggerito.
Adesso basta con il mercato: parla il campo

A questo punto, però, continuare a rimuginare sul mercato avrebbe poco senso.
Il mercato è chiuso e non sarà una valutazione fatta oggi a stabilire il valore degli acquisti. Potrà farlo soltanto il campo.
Cassa, Pogacar, Loubao e tutti gli altri nuovi arrivati meritano tempo, così come lo merita un gruppo profondamente rinnovato.
Il Catanzaro dovrà trovare rapidamente una propria identità, mettere insieme i vecchi e i nuovi e consentire a Gorgone di costruire quella squadra che, inevitabilmente, non può essere pronta al cento per cento dopo una rivoluzione di queste dimensioni.
E allora è il momento di rimboccarsi le maniche.
Il momento di mettere da parte aspettative, malumori e discussioni sul mercato e sostenere la squadra. A prescindere.
Perché se una cosa ha insegnato la storia recente del Catanzaro è che spesso le scelte della società, anche quelle inizialmente meno comprese, sono state poi premiate dal campo.
La speranza è che possa accadere ancora.
Perché la delusione per un mercato che forse non ha risposto completamente alle aspettative rimane, ed è giusto dirlo. Ma sarebbe altrettanto sbagliato trasformarla in una sentenza sui giocatori arrivati.
Adesso tocca a loro.
Tocca a Gorgone trovare la formula giusta.
Tocca alla società dimostrare che le proprie scelte hanno una logica.
E tocca soprattutto al Catanzaro scendere in campo e dimostrare che, al di là dei nomi mancati e delle aspettative disattese, questa nuova squadra può comunque regalare soddisfazioni alla sua gente.
Il mercato è finito. Adesso, finalmente, parla il campo.
Redazione 24


Sulla carta potremmo salvarci con tranquillità, ma ciò dipende molto dal mister, effettivamente sembra mancare qualcosa in difesa e a centrocampo, ma a maggior ragione il tecnico è importante 💛❤️🦅
Noto quando era stato premiato a Squillace aveva detto che sarebbero arrivati 3 giocatori di categoria che non ho sono arrivati…
Sono stati accostati al Catanzaro i fedeli di Gorgone Meazzi Valzania e Di Nardo che non sono arrivati…
Sono stati accostati Cocchi, Topolovic, dall’ Inter Sardo e Cappelletti dal Milan, Aquah dal Toro, Okoro,Folino, la punta Braschi della fiorentina, Ciervo, Berardi dal Venezia, il ritorno di Ghion e Rispoli, e tanti altri.. ci hanno spiegato caratteristiche, dove e come giocano, e alla fine ci siamo ritrovati questi semi sconosciuti mai nominati…
La solita campagna acquisti in cui il CAOS regna. È successo anche gli anni passati non dimentichiamoci, ogni anno una scommessa, grazie a Dio vinta, ma le scommesse hanno purtroppo una caratteristica: non sempre si vincono.
Speriamo bene e sempre Forza Giallorossi.