Catanzaro – Potenza 2-3 (cronaca)

Stecca la prima in casa l’ F.C. Catanzaro, dando un seguito tutto negativo alla prima uscita in quel di Monopoli. La scarsa amalgama e alcuni episodi arbitrali le “scuse” del dopo partita.
Inizia in un clima surrele l’avventura casalinga dell’F.C. Catanzaro; soliti gesti, solita routine , ma qualcosa è diverso, qualcosa nell’aria è cambiato, lo si avverte che non sarà “una delle tante”, e la testimonianza arriva quando i giallorossi entrano in campo e dalla curva non si sente quel “siamo la massimo capraro…” che per anni ci ha accompagnato quasi fosse un inno sacro da cantare a squarciagola. Solo uno striscione campeggia in una Capraro insolitamente vuota di colori e coperta da quel caratteristico pino che per ironia della sorte è seccato nel corso dell’estate : “PER LA FEDE DEI NOSTRI PADRI”. Sarà forse proprio questa fede che ci spinge ancora a seguire una squadra che con oggi incassa la seconda sconfitta stagionale ad opera di un Potenza certamente più ordinato ed in palla, ma non irresistibile, ed indubbiamente avvantaggiato da un rigore non concesso al Catanzaro che avrebbe potuto cambiare il volto del match. Ma non badiamo a queste sottigliezze, e centriamo subito il nocciolo della questione : siamo un’incognita. La squadra assemblata dal d.g. Longo ha certamente delle qualità indiscutibili, su tutte un centrocampo di qualità, ma, francamente, in attacco e sopratutto in difesa, qualcosa va urgentmente registrata, perchè il Potenza ne ha segnato “solo” tre, ma il passivo alla metà del secondo tempo, poteva essere ben più consistente. Ma procediamo con ordine. La partita inizia con un minuto di raccoglimento in memoria di Giacinto Facchetti, mentre si alternano , in curva, due striscioni : uno rivolto alla precedente gestione societaria, e l’altro inneggiante a mister Dellisanti, che a fine partita dichiarerà di aver  vissuto il momento più emozionante di tutta la sua carriera. Al fischio d’inizo del sig. Ballo, le due squadre iniziano a giocare ad un ritmo abbastanza sostenuto con il Catanzaro che parte subito forte spingendo sulla fascia con capitan Coppola che si porta spesso al cross, senza però trovare compagni in area pronti a ribadire di testa in rete. Si mette subito in evidenza anche l’argentino Cuffa, arrivato in settimana dalla Juve Stabia via Chievo Verona, con le sue giocate che dimostrano una buona visione di gioco ed una discreta tecnica. Da parte sua il Potenza appare subito ben messo in campo, ed incitato dai circa 200 sostenitori rossoblù presenti nel settore ospiti del Ceravolo, effettua un pressing alto con raddoppi di marcatura sui portatori di palla giallorossi, e con delle manovre caratterizzate da ripartenze veloci che trovano spesso in affanno la difesa catanzarese, soprattutto i due centrali Angan ed Alderuccio apparsi in ritardo di condizione. Ed è proprio su una di queste ripartenze che al 26′ il Potenza trova un rigore, ai più apparso perlomeno dubbio, assegnato dopo una consultazione tra arbitro ed assistente di linea. Al dischetto va  Dettori che con un tiro debole spiazza Botticella siglando la rete che manda in delirio i tifosi ospiti. Il vantaggio rossoblù, come si dice in gergo, taglia letteralmente le gambe agli uomini di Domenicali, che non hanno nemmeno il tempo di riorganizzarsi. E’ infatti su un errato disimpegno del centrocampo catanzarese che il Potenza recupera palla e si invola verso la porta siglando ,con Nolè, la rete del 2-0, facilitata dall’uscita in extremis dell’incolpevole Botticella che cerca di rimerdiare, invano, all’assenza di difensori nelle prossimità. Questo micidiale uno-due sembra quasi narcotizzare l’undici giallorosso che gioca l’ultimo quarto d’ora senza produrre azioni significative, se non qualche iniziativa personale di Giuntoli che tira debole sul portiere, e qualche spunto interessante di Cuffa che però non impensierisce l’estremo difensore rossoblù. Si conclude senza recupero la prima frazione di gioco con i padroni di casa che sembrano non avere più molto da chiedere all’incontro. La seconda frazione non si discosta molto dalla prima, con il Potenza che pressa incessantemente sui portatori di palla riuscendo a chiudere adeguatamente tutti i rifornimenti all’attacco giallorosso. La doccia fredda, però, arriva al 61′ quando su preciso cross dalla destra, nuovamente Nolè insacca di testa il pallone con l’incolpevole Botticella che non può fare nulla per opporsi. Inutile descrivere la delusione dei tifosi catanzaresi che, in particolare nel settore distinti, si fanno sentire nei confronti della dirigenza, rea di aver allestito una squadra inadeguata alle aspettitive ed alle promesse fatte nei periodi post Lodo-Petrucci. Intanto sul rettangolo verde mister Domenicali decide di effettuare due cambi; escono lo spento Fiore e l’infortunato Procopio (per lui affaticamento muscolare) ai quali subentrano Wahab e Cunzi. I due innesti si dimostrano subito più lucidi dei compagni sostituiti, e danno quel dinamismo e quel minimo di fluidità alla manovra che era mancata fino al loro ingresso in campo. E’ proprio dai piedi di Cunzi che parte l’assist trasformato in gol da Cuffa, al 68′ , con un colpo di testa che trafigge l’estremo difensore potentino. La partita improvvisamente si rianima, e come nei migliori dei copioni calcistici, è ora il Catanzaro a spingere sull’acceleratore in cerca di un insperato pareggio. Ma arriva poco dopo il gol dei padroni di casa, l’episodio più controverso della partita. Su un cross indirizzato in piena area avversaria ad un giocatore in casacca giallorossa, un difensore rossoblù tocca visibilmente con la mano senza che il sig. Ballo prenda alcun provvedimento. L’episodio fa letteralmente adirare mister Domenicali che inveisce nei confronti del direttore di gara, il quale , ovviamente, non ci pensa su due volte a mandare anzitempo negli spogliatoi il tecnico ferrarese. A questo punto la partita sembra definitivamente indirizzarsi verso una mesta sconfitta che fa il pari con quella rimediata 7 giorni fa a Monopoli, ma il Catanzaro non demorde e prosegue ad attaccare a testa bassa seppur in maniera poco ordinata. Il Potenza si rende sempre pericoloso con Nolè che di testa solo davanti a Botticella manda alto, ma è il Catanzaro a raddoppiare all’81’ con un guizzo di Giuntoli che ricevuta palla appena fuori area, lascia partire  un potente tiro rasoterra che coglie in anticipo difensori e portiere rossoblù. A questo punto il match si riapre e seppure manchino solo 9 minuti i giallorossi si insediano stabilmente nella tre quarti potentina mettendo in atto un forcing che raggiunge il suo apice con la palla gol avuta tra i piedi da Cunzi che , sullo scadere, tira addosso al portiere da due passi  vanificando quella che di fatto sarà l’ultima vera occasione per il pareggio, visto il triplice fischio finale che di li a poco decreta la fine dell’incontro. Inutile dilungarsi, nel commento di questa partita, su sterili considerazioni tecnico-tattiche o su fin troppo facili paragoni con gli anni passati; sarebbe un pò come sparare sulla croce rossa. E’ certo però che questa società gode di una fiducia a termine, nel senso che il periodo degli onori per aver salvato il calcio professionistio nel capoluogo deve necessariamente aver fine per lasciare posto a quello degli onèri e sopratutto del lavoro serio e programmatico che possa permettere agli attuali dirigenti di costruire una base societaria ancora più solida, non fosse altro in nome di quella chiarezza e trasparenza portate in dote come segno di discontinuità profonda rispetto al passato !!! Altri banchi di prova attendono questa società, e li ci si dovrà far trovare pronti !!!

Autore

Francesco Panza

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