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Catanzaro Siracusa 3-1: l’analisi tecnico-tattica

Scritto da Davide Greco

Il Catanzaro si abbatte sul Siracusa con la forza di un uragano, partita senza storia che conferma lo splendido momento di forma della aquile

Tre punti servivano e tre punti sono arrivati. Se non è stata una passeggiata poco ci manca, troppo forte e spietato il Catanzaro targato Auteri che in vista delle festività natalizie regala ai tifosi un’altra vittoria da incorniciare.

Il malcapitato di turno è il Siracusa di mister Raciti (terzo allenatore sulla panchina dei biancoazzurri) che raccoglie il pesante fardello di un organico che la scorsa stagione aveva vinto il campionato di serie D con il Troina e che oggi si scontrava con una delle corazzate dell’intera serie C.

Partita senza storia

Schierato con il classico 3-5-2, il Siracusa di Raciti è sceso al Ceravolo con pochissime frecce nel proprio arco. In attacco si è visto Tiscione (appena reclutato dopo essere stato svincolato dal Latina) in coppia con Catania (prossimo ai 38 anni), centrocampo affidato al play basso Palermo e agli esperti Franco e Daffara, rispettivamente sulle corsie sinistra e destra. Difesa nelle mani del centrale Turati, anche lui con un po’ di annetti sulle spalle.

Troppo timido l’approccio alla gara del Siracusa, troppo voglioso e determinato il Catanzaro. Le lancette dell’orologio non fanno in tempo a completare un giro completo che Fischnaller imbecca Favalli sull’out sinistro, ma il cross basso e teso del numero 13 non trova compagni in area.

I primissimi minuti di gara sono un vero assedio, il Catanzaro aggredisce gli ospiti costringendoli all’angolo. Il terreno è in discrete condizioni, così i giallorossi ritornano al fraseggio nello stretto che manda fuori giri Tuninetti e Del Col, con Palermo che cerca di salvare i cocci di una mediana ripetutamente bucata dagli inserimenti di Iuliano e le sovrapposizioni di Maita che dialoga bene con Fischnaller.

Il primo pericolo arriva con D’Ursi, schierato in posizione centrale nel tridente giallorosso, ma il portiere ci mette una pezza. Trascorrono pochi minuti e il Catanzaro confeziona altre due azioni che mettono in evidenza la capacità tecniche di Giannone, Statella e Celiento che con veloci sovrapposizioni mandano in bambola Franco e DiSabatino.

Il Siracusa capitola al 17esimo minuto quando dopo un break di Iuliano a centrocampo, D’Ursi viene servito sull’out sinistro tenendo Bruno a debita distanza ed esplodendo un destro a giro su cui Messina interviene come può, ma la comoda ribattuta di Giannone fa esplodere lo stadio.

Il Catanzaro non si ferma e continua a macinare gioco trovando il raddoppio con Maita e Fischnaller. Il capitano affonda sulla sinistra, entra in area e serve Fischnaller che a tu per tu con il portiere realizza con un destro chirurigico.

Il primo tempo si chiude con un verdetto implacabile: Catanzaro 2, Siracusa non pervenuto.

Ripresa e risultato in cassaforte

La ripresa si apre con un gol ingiustamente annullato a Riggio (ed è già il secondo in due gare) che fa da preludio al gran gesto tecnico di Fischnaller che sigla la sua prima doppietta dopo un lancio di 70 metri di Furlan. Il giovane bolzanino sfrutta il rimbalzo del pallone e si beve Di Sabatino in velocità, poi si aggiusta il pallone di tacco e infila Messina. Maracanà? No, tipico gol altoatesino.

Quando mancano ancora 40 minuti al termine il Catanzaro si trova in vantaggio di tre reti e non accenna a fermarsi. I giallorossi si divertono e cercano ancora la segnatura con Maita, che arriva sul fondo e si vede ribattere il tiro da pochi passi, D’Ursi che raccoglie un cross teso di Statella e Signorini che di testa non trova la deviazione fortunata su cross di Giannone.

Il Siracusa prova a rialzare la testa trovando la marcatura con Tiscione che sulla linea del fuorigioco supera un distratto Celiento e trafigge Furlan da pochi passi. Evento un po’ casuale che nasce da un recupero palla di Catania che innesca il compagno prendendo in controtempo la retroguardia giallorossa e nello specifico Celiento colpevolmente lontano da Tiscione.

Il gol degli ospiti non desta particolari preoccupazioni e cosi dopo più di un’ora a livelli altissimi, Auteri decide per la prima volta in stagione di operare simultaneamente ben 4 cambi inserendo Eklu per Maita e cambiando l’intero tridente offensivo con gli innesti di Kanoutè Ciccone e Repossi.

Nel finale ci sarà ancora spazio per una conclusione di Repossi e una di Kanoutè che è stato a lungo salutato dal pubblico.

Divario iniquo per fare un’analisi

Per una volta soprassediamo sui concetti tecnico tattici di un match che ha offerto pochi spunti di riflessione nuovi rispetto al passato. Il Catanzaro con i soli Maita e Iuliano ha fatto il vuoto in mezzo al campo, forte della linea di difesa alta e dell’inesauribile spinta sulle corsie esterne di Statella e Favalli.

D’Ursi si conferma in uno splendido momento di forma anche se in qualche occasione si perde in preziosismi estraneo ai dettami del mister. Riesce comunque a mettere la sua firma sul match. Molto positiva anche la prova di Fischnaller che realizza due belle marcature quasi irridendo gli avversari per la semplicità con cui ha concluso a rete.

Per la prima volta in stagione, non si è assistito ai consueti riposizionamenti del tridente. Fischnaller ha giocato sempre a sinistra, D’Ursi sempre al centro e Giannone sempre a destra. Quest’ultimo in una zona si campo a lui più congeniale (la trequarti) ha sciorinato un bel calcio mettendo in mostra le proprie doti tecniche favorendo le discese di Statella sulla corsia o le sovrapposizioni di Maita e Iuliano.

Ennesima prestazione positiva del giovane Eklu con le sue lunghe leve riesce a scardinare palloni che ai comuni mortali potrebbero sembrare saldati ai piedi degli avversari. Bene anche il giovane Repossi che avrebbe meritato la marcatura.

Sono altri e più probanti i test che attendono le aquile. La difficile doppia trasferta di Trapani e Potenza servirà a dare un giudizio definitivo sulla bontà dei singoli e sulla forza di un collettivo che pur avendo disputato un ottimo girone d’andata necessita di alcuni rinforzi nel mercato di riparazione.

La grinta del Ceravolo

Nonostante il periodo festivo e il ritorno in patria di tanti emigrati, il Ceravolo ha di poco sfiorato le cinquemila unità osannando i suoi beniamini e regalandosi una bella domenica di festa e di sport.

Significativo il coro Kanoutè Kanoutè che ha anticipato l’entrata in campo del numero 17 giallorosso. Il pubblico ha iniziato a scandire il nome di Kanoutè perché si identifica nella tenacia e nella grinta che Mamadou riesce a dare alle proprie prestazioni anche a risultato acquisito.

La fame di gol e di calcio ha trascinato gli undici in campo e i cinquemila sugli spalti ricordando a tutti che tornare ai fasti del passato è possibile. Il Catanzaro non è una squadra costruita per vincere, ma che ha i mezzi e la voglia per vincere. Regaliamoci un sogno.

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Davide Greco

10 Commenti

  • Bravissimi tutti. Andreabbero messi sotto inchiesta gli organi federali che hanno permesso a certe squadre di iscriversi al campionato e dovrebbero spiegare come mai il matera contro di noi ha buttato il sangue e contro la juve stabia si è presentata in campo per onor firma. Campionato falsato. Arbitri, che se arbitrassero nei campionati tra ragazzini verrebbero presi a calci nel sedere.
    Non vogliamo favoritismi ma nemmeno essere penalizzati per partito preso. Se la federazione incompetente, lecchina e mi fermo qui, non prende seri provvedeminti, che si tenesse il matera la reggina la juve stabia e tutte queste degne società che non hanno un soldo.

  • Non cerchiamo colpevoli. Ci mancano 6/7 punti perché all’inizio non giocavamo convinti. Cerchiamo di raggiungere gli obiettivi con le ns forze. Se continuano cosi non c’è niente per nessuno. Niente ci può fermare

  • concordo con pulce…su tutta la sua disamina il suo pensiero espresso non fa cilecca da nessuna parte anzi, ti ricordo caro amico tifoso che molti arbitri hanno più penalizzato noi quando giochiamo in casa con un semplice tocco di spalle e via cartellino giallo cosa che invertendo le posizioni i nostri avversari giocano a calci…non a pallone/ calcio senza nessun provvedimento arbitrale….cmq sia auguri a tutti di buon natale e speriamo che in quel di trapani allo gnomo gli facciamo lo sgambetto…

  • Assolutamente concorde con quanto letto nell’articolo e nei commenti. La Juve Stabia ha numeri da record su tutti i fronti (punti totali, reti all’attivo, goal subiti) e sarebbe poco oggettivo pensare che non ci sia sostanza. Va però detto che, per i motivi ricordati, il 4 a 0 al Matera è bugiardo. Ed anche la goleada alla Sicula Leonzio è stata propiziata da un rigore nei primissimi minuti più espulsione del portiere avversario che ha permesso alla squadra di Caserta di giocare praticamente sul velluto. Poi c’è il pareggio strappato in pieno recupero alla Vibonese. E così via in tanti altri casi. Va detto, però, che c’è un intero girone di ritorno da giocare e, come ha ribadito Auteri, pensare di tenere quei ritmi è poco credibile. Noi dobbiamo crederci e fare il nostro tenendoci sottovento, pronti ad effettuare il sorpasso. Forza Catanzaro e buon Natale a tutti.

  • È vero però se gli arbitri ti favoriscono vinci anche non giocando benissimo, basta non dare un rigore e la partita cambia, basta ammonire qualche giocatore in più e sei inevitabilmente condizionato, siamo i più forti ma non siamo il Barcellona

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