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Catanzaro, un punto importante

Luca Verna centrocampista dell'Us Catanzaro 1929
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Un altro pareggio ma segnali di crescita al “Partenio” per il Catanzaro. Adesso però servono i punti

Quinto pareggio consecutivo per il Catanzaro. Un punto importante al termine di una partita tutto sommato positiva. I ragazzi di Calabro sfoderano una prestazione grintosa su un campo sempre difficile, senza rischiare quasi niente e andando vicini al successo in un paio di occasioni. Segnali incoraggianti per una squadra ancora alla ricerca della sua nuova identità.

Il fascino del “Partenio”

La trasferta di Avellino ha sempre una dose in più di romanticismo calcistico. Due squadre di fronte che, negli anni ’80, erano le provinciali terribili che sfidavano gli squadroni del nord. Juary e Palanca i simboli di irpini e calabresi.  E di un calcio che non c’è più. Oggi le due squadre sono appaiate in una posizione anonima di classifica. Sette punti a testa, frutto di una vittoria e quattro pareggi. Unica consolazione: sono entrambe imbattute. Nell’aria la delusione per questa falsa partenza. Avellino e Catanzaro, per gli addetti ai lavori, sono tra le favorite insieme al Bari per la vittoria finale.

Un ex pesante

Sulla panchina dei lupi c’è Braglia, ormai un avversario abituale in questa categoria. Accanto all’ex tecnico ed ex calciatore dei giallorossi siede il vice De Simone, col quale Braglia e il Catanzaro conquistarono la B nel 2004. I tifosi di fede avellinese ci credono e si presentano all’appuntamento in tremila. Non sono pochi visti l’orario e l’insolita giornata di giovedì. Una quindicina circa i tifosi giallorossi presenti nel settore ospiti.

Assenze e turnover

Come contro il Potenza, Braglia lamenta qualche assenza. Fuori Plescia, Del Gaudio, Micovschi, Moreschi, Kanoute. In panchina solo 6 giocatori di movimento. Calabro deve rinunciare a Cinelli e Rolando per infortunio e da un po’ di riposo a Carlini che inizia dalla panchina. Cianci e Welbeck per la prima volta in questo torneo giocano da titolari. Le due squadre si affrontano quasi a specchio. Le due difese sono compatte ed è difficile penetrarle.

Tensione palpabile

Il Catanzaro fa la partita per tutto il primo tempo. Dimostra buona personalità, pur senza un regista di ruolo. L’Avellino è ingabbiato e ha difficoltà ad arrivare nei pressi di Branduani. Con l’andare dei minuti cresce il nervosismo: qualche protesta di troppo per calciatori e panchina dei lupi. Il piano partita di Braglia non funziona, quello di Calabro sì.

Il primo tempo è giallorosso

Così, nella prima frazione di gioco, sono proprio i giallorossi che potrebbero passare. Prima con Vandeputte che, ingenuamente, si fa trovare in fuorigioco. Poi con Cianci che ruba palla sulla destra, arriva davanti a Forte e, anziché tirare, fallisce l’assist a Vasquez, solo al centro dell’area. Ma l’occasione più grande ce l’ha Verna. Il motorino giallorosso s’incunea in area con la sua classica percussione. Potrebbe calciare di punta o darla a Bearzotti liberissimo sulla destra, invece si schianta su Forte in uscita disperata. Il rimpallo fa ballonzolare il pallone verso la rete, ma l’intervento di Bove anticipa Bearzotti e salva l’Avellino.

La musica cambia

Il primo tempo si chiude con Branduani inoperoso.  La ripresa parte con un Catanzaro diverso. Dieci-quindici minuti con i giallorossi che sembrano stanchi e poco propensi a stare sul pezzo. L’Avellino sale, cerca di trovare soluzioni, ma il risultato rimane sempre inchiodato su quello di partenza. Branduani continua a fare da spettatore, ma il Catanzaro riparte con meno brillantezza.

Arriva la stanchezza

Quando le squadre iniziano a sentire le fatiche da turno infrasettimanale, il ritmo cala. Porcino a sinistra e Bearzotti a destra provano a sfondare sulle fasce. Senza grossi risultati. Con l’abbassamento di Vandeputte sulla fascia destra difensiva e l’ingresso di Carlini al posto di Vasquez, c’è un momento di sbandamento. Fino a quando gli ordini di Calabro non arrivano a destinazione, il Catanzaro rischia di capitolare. D’Angelo colpisce al volo solo in area, ma la traversa salva Branduani.

Cambi benedetti

De Santis, all’esordio, va a limitare il subentrato Tito. Entrano anche Tentardini, per un poco propositivo Porcino (dalla sua parte c’era Carriero), e Curiale per uno stremato Cianci. L’attaccante barese da segnali di ripresa, si batte contro tutti col fisico e svolge il classico lavoro sporco. Risolo sostituisce Welbeck, il Catanzaro riprende le redini del gioco. I giallorossi si difendono pressando alto: un buon segnale a pochi minuti dal triplice fischio finale.  L’Avellino ci prova fino alla fine con qualche palla inattiva, più per inerzia che per merito.

Segnali di crescita

Il pari non è sicuramente un risultato da buttare e ha un sapore diverso dagli altri. Vincere ad Avellino non è facile, anche se l’anno scorso al Catanzaro riuscì l’impresa, proprio nel suo momento peggiore. I giallorossi, però, devono uscire dalla sindrome dei pareggi. Per farlo serve una vittoria, serve sbloccarsi mentalmente, serve buttarla dentro. Un episodio può cambiare il corso di un campionato. Non bastano i segnali, adesso servono anche i punti per riportare il Catanzaro nelle prime posizioni.

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10 Commenti

  • Tutti in fila, guai a criticare e perdoniamogli pure questa, anche quest’anno e peggio degli altri, accontentiamoci di un pareggio abbiamo raggiunto il Picerno, 16 nuovi giocatori e che servivano, a fine campionato si gridava dobbiamo tenere l’ossatura della squadra, cui cazzi giocatori che vanno avanti e indietro nel campo senza tiri in porta e neanche con l’arbitro a favore vinciamo, un allenatore che sperimenta e si sta facendo la scuola a Catanzaro speriamo che impari qualcosa perche’ fino adesso non si è visto niente, l’anno scorso “grazie” al covid ha dovuto per forza mettere giocatori in campo che non avrebbero MAI giocato, che dire Presidente spendi spendi a Cosentino buon’anima non gli è stato perdonato niente mentre questa dirigenza vive di luce senza pagare bolletta.

  • Questi segnali di crescita ancora non li vedo, i cross finiscono quasi sempre sulle gambe dell’avversario, vero Porcino?
    Quelli che riescono ad arrivare in area sono sempre preda degli avversari, non ne prendiamo uno, vero Cianci e company? Manovra offensiva mai vista, difesa forte sicuramente ma 2 cazzate a partita lu fa sempre, vero Potenza e Avellino? Ma se lo dite Voi e il disoccupato Somma allora……. bisogna crederci.

  • Quando inserisci dei giocatori nuovi non e’ facile amalgamarli subito c’e’ bisogno di piu’ tempo , e’ stato sempre cosi’ . Bisogna avere fiducia perche’ il livello qualitativo dei giocatori e’ superiore rispetto all’anno scorso per cui appena si sbloccheranno mentalmente le cose dovrebbero cambiare in meglio, almeno c’e’ lo auguriamo tutti .

    • Cara Frecciadel sud con tutto il rispetto ma, come ho già specificato in altro intervento, questo amalgama con i nuovi è solo un alibi. Di fatto se hai la pazienza di guardarti le formazioni fin dalla prima giornata i nuovi in campo sono in media 3 massimo 4 su 11, quindi….. trai tu le conclusioni.

  • Francamente, al di là del punticino che serve a smuovere la classifica ( come se dovessimo salvarci…) , neppure ad Avellino si sono visti segnali di crescita.
    Passaggi frequenti al portiere, Confusione totale a centrocampo, giocatori spesso fuori posizione..
    Già 6 punti di distacco dal Bari ( quest’anno autorevole capolista )

    • Prutroppo possiamo parlare di quello che volete. Il “risultato” a cui avremmo dovuto puntare é già un lontano ricordo. Il resto sono chiacchiere inutili sull’ennesima stagione anonima.

  • La prossima è una giornata fondamentale poiché esiste un solo risultato, bisogna vincere, in caso contrario la contestazione è più che giustificata

  • Sicuramente il punto di Avellino non è da buttare, anche se ottenuto contro un avversario più malato di noi e non certo contro una squadra che fa paura, almeno per ora. Ma da voi redazione vorrei sapere una cosa: ma che partita avete visto? Piccoli passi di miglioramento? Segnali di crescita? Cianci che dà segnali di ripresa? Ma state parlando della stessa partita che ho visto io? È Calabro il problema. Gli allenatori difensivisti non li vogliamo a Catanzaro.

  • Calabria è arrivato secondo quindi era da confermare, ma ora non possiamo continuare così, quindi se non dovessimo vincere le prossime deve essere sostituito prima che sia tardi, noto quest’anno ha speso più di tutti, non possiamo buttare via questa occasione

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