L'altra partita

«Cazzi ppè frischetti»

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Un racconto fra il serio e il faceto, e con l’ausilio di espressioni tipiche della nostra lingua (u jermitu), delle giornate allo stadio quando giocano le Aquile

Riprende il campionato e torniamo a scrivere. Era da parecchio che non scrivevo, ma prima dell’antivigilia e Natala (u vintitri) a Santu Stefanu e prima e Capudannu, c’è stato il cosiddetto “Boxing Day” che come dicono gli inglesi per noi catanzaresi è quando si ioca sutta i festi.
Io l’inglese l’ho studiato a scuola e spesso lo riparavo a settembre. Fortunatamente quando ho qualche dubbio, con google translate risolvo.

Il problema è quando mi scriva Mistuffo e qua hai ma ti guardi, perché all’imbulicamento generale che ho, si aggiunge l’imbulicamento di natura mistuffiana.
Questo il testo della conversazione in wozzapp (lo scrivo in jermito) con Mistuffo inviatomi prima del 23 dicembre.
«Tonì buongiorno, si prontu ppe u “Box Dai».  Io rispondo «Mistu’ chi voi ma dici».

Lui, che come i professionisti non mostra l’ultimo collegamento e non ti fa vedere la spunta della lettura del messaggio, ti risponde dopo venti minuti così:

«Capisco che non sei mai stato a Londra e che passatu u Sansinato si vai a Filadefia si convinto ca si in America, però cerca ma t’aggiorni».
Mi prendo il cazziatone e pacatamente chiedo di spiegare cosa vuole dire. Quando vedo che non risponde e l’attesa comincia a farsi lunga, gli chiamo ma lui non riceve e non è che ti rifiuta la chiamata.

Anzi la fa ancora più sporca, ti risponde e ti dice «On ma cacara» e riattacca»

Questo perché deve dimostrarmi com’è tecnologicamente avanzato e così mi scrive in premessa.

«Te cazzuna, aggiornati ca mo ti mandu i linchi così capisci»

Appena mi arriva il primo link accompagnato dalla parola “Mungo” io vado già in tilt. Lui scrive “Mungo” e non clicca. Vorrebbe dire «mungia».

Ma dato ca mi segnalava quotidianamente le premiazioni giornaliere che faceva l’ex assessore alu sport do Comuna e Catanzaru, in memoria alu T9 ava Mungo.

Io clicco e la prima cosa che mi esce è na pubblicità e nu box ppa doccia. Clicco su “dai” e mi nescia “jamma ja”. Che sarebbe la traduzione di “dai” in dialetto catanzarese. Quando gli scrivo ca non capiscetti, lui mi manda u simbulo da capra cu a faccina incazzata.
L’enigma lo risolvo grazie a mia moglie Amalia. Infatti, lei, capito il mio problema, coi suoi modi gentili s’affaccia do barcuna e all’ex professore di lingue straniere in pensione di mio figlio, gli urla «Professo’ chi vol dira boxing day ca c’è Mistuffu ca ava e stamatina chi cugghiunia a maritumma».

Tutto il condominio apprende così il mio problema. Io scopro finalmente che significa che si giocano tre partite sotto le feste, però come dazio devo sorbirmi a coglionetta de vicini chi non ngagghianu nu condizionala e nu congiuntivo, che appena mi vedono mi salutano dicendomi “Good Morning” e quella di Mistuffo che mi dice «Vi ma t’aggiorni ca si arretratu cu i cazzi e cerca ma t’impari comu funziona internet».
FischnallerTornando a noi sei punti in tre partite. La vittoria con il Siracusa, la sconfitta arrobbata e con rammarico a Trapani e la manita spettacolo al Potenza, sono un bel bottino. Adesso aspettiamo la ripresa contro il Rende.
Nel frattempo si è aperto il mercato che purtroppo durerà fino al 31 di gennaio e anche qua c’è da sbattersi la testa. Mistuffo, al quale piace fare i rebus e darmi le anticipazioni, mi mandava immagini di Piazza Navona, Piazza Plebiscito e Piazza San Marco.

Quando capisco che voleva dire che abbiamo preso Di Piazza e gli dico vedi che è saltato, lui per non darmi soddisfazione mi risponde «E chi voi e mia, io ti mandavo le immagini ma ti dicu comu averamu e fara Piazza Matteotti».
Il mercato impazzisce ma io sogno un mercato anche fra i tifosi. Ad esempio cederei i tifosi degli scuups che imperversano sui social e prenderei tifosi chi hannu i iriti ciunchi e non ponnu scrivira subba a tastiera.

Poi farei uno scambio con diritto di riscatto a loro favore di quelli che appena sentono il nome e ti dicono «On bala, è ruttu, è vecchio, è giovane”, cu du muti, nu surdu e nu cecatu.»
In tutto questo ci mancava la conferenza stampa del presidente Noto.

Anche qua ne abbiamo visto delle belle. «La società non comunica» è un’altra frase classica che si dice quando hai poco da dire. Poi, non appena annunciano la conferenza stampa, gli stessi ti dicono «Non capisco il senso di questa conferenza stampa».
Senza parlare poi di come vengono interpretate le parole dette. Forse in questo caso devo dare atto a Mistuffo il quale mi ha scritto di fargli un favore.

«A dominica alu stadiu arrampicatti ala palazzina e dinci alu presidente, ca quando fa i conferenzi duva iddu s’assetta, invece ma si minta i pubblicità, ma si minta nu pannellu fosforescente d’arretu e ma scriva on capisciti cazzi ppè frischetti».
Mo facimuni sti dui derby con Rende e Vibonese e vediamo di vincerli che possiamo davvero sperare in qualcosa di positivo.
Per ultimo voglio dirvi che proprio mentre ho scritto le ultime due righe di sopra è passata mia moglie Amalia che ha letto e mi ha detto «Chi aviti du amichevoli?»
Io incasso. Quelli vetusti come me avranno capito cosa voleva dire.

Presidente Noto, sono sicuro che anche voi l’avete capito. Jamuninda e Forza Giallorossi.

Tonino

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