Catanzaro News Dalla Redazione In primo piano

Ceravolo, molto più di uno stadio: il cantiere che può ridisegnare Catanzaro

Scritto da Tony Marchese

Dalla riqualificazione da 9 milioni alla trasformazione del quartiere: viabilità, economia e identità urbana nel progetto che guarda al futuro

Ci sono opere pubbliche che si limitano a migliorare ciò che già esiste. E poi ce ne sono altre che, se accompagnate da visione e coraggio, diventano il punto di partenza per ripensare un intero pezzo di città. La riqualificazione dello stadio Nicola Ceravolo appartiene senza dubbio a questa seconda categoria.

Il passaggio amministrativo che ha portato all’indizione della gara segna una svolta concreta: non più solo progettualità, ma l’avvio reale di un percorso che mette insieme sport, sviluppo urbano ed economia locale. Un investimento complessivo da 9 milioni di euro che non riguarda soltanto gradinate, impianti o servizi, ma che apre una riflessione più ampia sul ruolo dello stadio nella Catanzaro del futuro.

Perché il Ceravolo, oggi, non è semplicemente un impianto sportivo. È un nodo urbano, un punto di aggregazione, un simbolo identitario. E proprio per questo, la sua riqualificazione può generare effetti che vanno ben oltre il rettangolo di gioco.

Uno dei temi più rilevanti è quello della viabilità. Chi frequenta lo stadio lo sa: nelle giornate di gara, l’area vive una pressione importante, con flussi di traffico che spesso mettono in difficoltà il quartiere. Il progetto rappresenta l’occasione per ripensare questi flussi in modo più moderno e funzionale: accessi più ordinati, percorsi pedonali più sicuri, una migliore gestione dei parcheggi e, potenzialmente, una connessione più efficiente con il trasporto pubblico.

Non si tratta solo di evitare disagi nelle domeniche di calcio, ma di costruire un sistema che renda l’area più vivibile ogni giorno della settimana. Un quartiere che respira meglio, che si muove meglio, è anche un quartiere che cresce.

E la crescita, inevitabilmente, passa anche dall’economia. Uno stadio rinnovato, più accogliente e funzionale, diventa un attrattore. Più pubblico, più eventi, più occasioni di presenza sul territorio. Attorno a questo flusso si sviluppa un indotto naturale: attività commerciali, ristorazione, servizi, micro-imprese.

È qui che il progetto può fare la differenza. Non solo nei giorni delle partite dell’US Catanzaro, ma anche nel resto dell’anno, trasformando l’area in uno spazio vivo, capace di generare opportunità. Il rischio, in molti contesti, è quello di avere strutture che si accendono per poche ore e poi restano vuote. La sfida, invece, è esattamente opposta: fare del Ceravolo un luogo attivo, integrato nel tessuto urbano.

C’è poi un aspetto più profondo, meno misurabile ma altrettanto importante: quello sociale. Uno stadio moderno, sicuro, accessibile, è anche uno spazio di comunità. Un luogo dove famiglie, giovani e tifosi possono ritrovarsi in condizioni migliori, rafforzando quel senso di appartenenza che a Catanzaro è sempre stato un valore distintivo.

In questo senso, la riqualificazione si lega direttamente al momento sportivo della squadra. La crescita del Catanzaro negli ultimi anni ha riacceso entusiasmo e partecipazione. Ora serve che anche le infrastrutture siano all’altezza di questa spinta. Perché una squadra che cresce ha bisogno di una casa che cresca con lei.

Il vero salto di qualità, però, sarà nella capacità di accompagnare il cantiere con una visione più ampia. Il Ceravolo può diventare il fulcro di una rigenerazione urbana che coinvolga l’intero quartiere: spazi pubblici più curati, servizi migliorati, una maggiore integrazione tra sport e vita quotidiana.

Non è un percorso automatico. Richiede programmazione, coordinamento, continuità amministrativa. Ma le basi, oggi, ci sono tutte.

E allora il punto non è più chiedersi cosa diventerà lo stadio. La domanda, semmai, è più ambiziosa: che città vuole diventare Catanzaro partendo proprio da qui, da quel colle che ogni domenica si colora di giallorosso e che ora può trasformarsi nel cuore pulsante di una nuova stagione urbana.

TM

Autore

Tony Marchese

5 Commenti

  • Scusate se insisto ma chiedete a quelli che vengono da fuori dove devono lasciare la macchina , in quale parcheggio ? Dopo tanti anni ci mancava pure che chiudessero I’ingresso del Parco dove quantomeno ci parcheggiavano un po’ di auto . Lo stadio li dove’ fa comodo solo a quelle quattro pizzerie e a quei quattro bar, vedo gente che parte tre ore prime con il panino dietro per trovare un posto , ma cosa stiamo dicendo Tony , sicuramente per uno stadio nuovo ci vuole un grosso investimento però dai siamo lontani anni luce dalle altre realtà che creano attorno lo stadio tante opportunita’ di lavoro e tant’altro .
    Purtroppo per il momento ci dobbiamo accontentare della toppa che non riuscira’ mai a coprire un grosso buco .

    • Parcheggio con navetta al Musofalo oppure parcheggio con navetta a Sant’Antonio. Non entri in città, non ti sbatti per il parcheggio e non ti avveleni il sangue
      Io mi batterei più che altro, per dei pullman che partono, da lido, da Marcellinara, dai pesi silani a nord della città. Meno macchine che circolano, meno confusione e meno parole. Solo a Londra e a Madrid, la metro ti porta col culo allo stadio STOP

  • Con i 3 milioni già spesi due anni fa continuiamo a buttare milioni per tenere in vita lo stadio forse peggio posizionato d’Italia, dove tante partite vengono letteralmente falsate dal vento come da nessuna altra parte. Con i soldi che in complesso verranno spesi più qualche altro sforzo si poteva pensare ad uno stadio nuovo, più comodo e meno battuto dal vento
    Poi ci sarebbe da spiegare come dopo questi lavori migliorerebbe la viabilità, quali sarebbero i maggior ritorni economici per qualcuno, quale sarebbe il maggior indotto e i nuovi eventi che si potrebbero realizzare se i lavori previsti sono solo il rifacimento della curva (ottimo) e l’eliminazione dei piloni dalla tribuna (ottimo) e niente altro fuori dallo stadio

    • Non si discutono le criticità del Ceravolo e anche della zona, ma abbiamo una minima percezione di quanto possa costare oggi un impianto nuovo anche di appena 20/25 mila posti a sedere?

      Fra progettazione, espropri, urbanizzazione dell’impianto e costruzione non basterebbero nemmeno 50 milioni, ma senza contare i tempi biblici e mettere in conto anche le solite “magie” tipiche del nostro paese.

      E poi chi dovrebbe costruirlo, per caso il comune, che non ha nemmeno le risorse per garantire in modo continuo la pulizia e il decoro della città?

      Purtroppo questo passa il convento, ma sperando almeno che la ristrutturazione questa volta venga fatta in modo solare e non come la precedente!

  • Lo stadio li dov’è non porterà nessun beneficio ne economico ne sportivo. Tanti tifosi che vorrebbero andare allo stadio non possono per l’accessibilità dello stesso .Uno stadio con pochi posti costringe la società ad aumentare il costo dei biglietti ed una famiglia, non si può permettere ogni 15 giorni di spendere una cifra importante per vedersi le partite, se ci fosse uno stadio con più posti, di conseguenza diminuerebbe anche il costo del biglietto e si avrebbe uno stadio con tanti tifosi in più. Purtroppo si spendono soldi senza valutare i costi ed i benifici.

Scrivi un commento