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Il Catanzaro macina punti dopo il mercato. L’affaire Balistreri e la lettera “da Sparta” non intralciano il cammino

Tra la chiusura del calciomercato e le due vittorie contro Ebolitana e Milazzo, la prima settimana di febbraio è stata più che positiva per il Catanzaro di Cozza, nonostante un paio di polemiche abbiano macinato un po’ di pepe sull’ambiente. L’ultima in ordine di tempo ha visto come protagonista Maurizio Ferrara, ex presidente in pectore della celeberrima e acclamata “gestione spartana” dell’ultimo FC Catanzaro. Quella specie di squadra, per intenderci, che l’anno scorso fece vergognare tutti i tifosi del Catanzaro sparsi per il globo di essere tifosi del Catanzaro. Quella specie di squadra, sponsorizzata dalla brillante classe politica dei tre colli, che perse 21 partite su 30 e finì ultimissima in classifica con 11 punti. Quella specie di squadra, partita con un tennistico 0-6 a Sorrento, che chiuse la stagione con un fallimento societario e una salvezza nelle aule giudiziarie, solo grazie alla condanna del Pomezia e all’unica retrocessione prevista da un campionato monco.

AFFETTO PATERNO – È successo che, vantando i meravigliosi risultati ottenuti dall’FC in termini di bilancio e abbattimento del debito (ma l’FC non era fallito?), Maurizio Ferrara abbia deciso di scrivere una polemica lettera al presidente Cosentino, pubblica naturalmente, proprio alla vigilia della delicatissima trasferta di Milazzo. Un tempismo eccezionale per chi si definisce “tifoso tra i tifosi”. In questa lettera, oltre alla rivendicazione del lavoro svolto e dei meriti “spartani”, spicca un’accorata e comprensibile difesa del figlio Alessandro, cresciuto nelle giovanili giallorosse e poi passato in prima squadra con l’FC. La colpa del presidente Cosentino, secondo Maurizio Ferrara, è quella di fare allusioni in alcune uscite pubbliche al “pesante fardello” ereditato dal vecchio FC, in riferimento ai contratti di alcuni calciatori.

AUTOLESIONISMO SUI 3 COLLI – Della sincerità e della comunicazione diretta di Cosentino abbiamo già parlato in altre circostanze. Al neo patron giallorosso non piace il “politichese”, linguaggio in cui sguazzavano tutte le ultime gestioni del Catanzaro Calcio. Ma è una colpa fare certe affermazioni? È una colpa dire che il contratto di Gianni Di Meglio – le cui cifre sono note – era scandaloso e fuori mercato? È una colpa se alcuni giocatori, tra cui Alessandro Ferrara, non rientrano evidentemente nei piani tecnici di Cozza? È una colpa se Ferrara ha giocato nello scorso campionato la metà delle partite, nonostante la squadra avesse un tasso tecnico infimo, mentre quest’anno non gioca perché il Catanzaro è molto forte e lotta per vincere il campionato? E soprattutto, vista la sessione di mercato di gennaio e la sua situazione, non era meglio trovare un’altra squadra come il giovane Santaguida o lo stesso Di Meglio? O forse è più comodo restare vicini a casa, sotto il mantello protettivo di Cosentino che gli stipendi li paga, magari anche con puntualità, piuttosto che rischiare e rimettersi in gioco altrove? Tutto assolutamente lecito. Ma allora, caro Ferrara, perché adombrare il sospetto di mobbing e polemizzare contro la società dalla cui promozione tutti, compreso suo figlio, trarrebbero giovamento? Per concludere questo capolavoro di autolesionismo in salsa catanzarese ci mancherebbe solo una causa contro quell’Us che fu di suo padre Aldo, indimenticato presidente, che guidò la società negli anni ’50 e cedette il testimone a Ceravolo per l’inizio dell’epopea giallorossa.

SCHERMAGLIE DI MERCATO – L’altra piccola polemica, rientrata dopo una telefonata conciliante tra i due presidenti, è sorta nell’ultimo giorno di mercato tra Catanzaro e Perugia. Le due società, oltre al campionato, si sono contese l’attaccante Balistreri, finito poi in Umbria. Cosentino stava corteggiando il calciatore da qualche settimana, il Perugia si è inserito all’ultimo momento con Mazzola e Agnolin e lo ha soffiato al Catanzaro. Uno sgarbo che non è piaciuto al patron giallorosso ma che è all’ordine del giorno in un calciomercato con pochi soldi. Dove le società forti hanno contatti, relazioni, figure professionali navigate ed esperte, abili a muoversi nella palude di procuratori che provano a strappare il massimo per i propri assistiti. Poco male visto che il Catanzaro ha un centravanti, Masini, voluto da Cozza e che ha segnato più di Balistreri.

MAI PIÙ FATAL MILAZZO – Il mercato del Catanzaro in entrata è stato comunque molto positivo. Colmate le lacune dell’attaccante esterno (D’Anna) e del cursore destro di centrocampo, anche se Giampà sembra sprecato sulla fascia. Aumentato il tasso tecnico della squadra con l’innesto di Sirignano in difesa e di Quadri in mezzo al campo, qualcosa in più ci si attendeva dal mercato in uscita, per sfoltire una rosa troppo ampia. Rescissioni e brasiliani a parte, hanno lasciato Catanzaro solo Figliomeni (in prestito) e Maita, due giovani promettenti. Mentre Romeo e Ricciardi hanno rifiutato il trasferimento al Melfi (in cambio sarebbe arrivato il promettente centrocampista Viola). Ma anche qui incide la sicurezza, in termini economici, che garantisce la società giallorossa. Piccoli problemi per un Catanzaro forte, che punta senza mezzi termini al primo posto e che non perde più come 10 mesi fa 4-0 a Milazzo.

Ivan Pugliese
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