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Dal baratro della Serie D al sogno Serie A: Catanzaro, nove anni tra paura e rinascita

Scritto da Redazione

Le date del playout con la Vibonese e quelle della sfida al Monza raccontano il viaggio incredibile di una tifoseria passata dall’incubo del dilettantismo al sogno del grande calcio

21 maggio 2017, 28 maggio 2017, 24 maggio 2026 e 29 maggio 2026.

Date – le prime due in particolare – che, probabilmente, a molti non diranno nulla. Eppure, per chi ha vissuto davvero il Catanzaro, rappresentano un viaggio emotivo che può essere riassunto in due sole parole: baratro e sogno.

Baratro 

Perché quelle due partite del 2017 contro la Vibonese segnarono uno dei momenti più drammatici della storia recente giallorossa. Dopo il sofferto 3-2 dell’andata al “Ceravolo”, il Catanzaro si giocò tutto a Vibo Valentia. Bastava una sconfitta per precipitare in Serie D, cancellando di fatto una storia calcistica gloriosa e trascinando nel dilettantismo una delle piazze più importanti del Sud Italia.

Quel ritorno terminò 1-1 e il Catanzaro riuscì a salvarsi, ma chi era presente ricorda ancora oggi la tensione, la paura e quel peso sul petto che sembrava togliere il respiro.

Furono giorni durissimi, emotivamente logoranti. Altro che semplice partita di calcio: per molti tifosi fu un vero rischio per la salute.

Servivano nervi saldi, cuore e resistenza per sopportare novanta minuti che sembravano eterni. Solo chi c’era può capire davvero cosa significasse vivere quelle ore con l’incubo concreto della Serie D davanti agli occhi.

Sogno 

Le date del 2026, invece, raccontano tutt’altra storia. Oggi il Catanzaro si gioca una storica finale contro il Monza inseguendo il sogno della Serie A. Non sappiamo ancora come finirà, ma il solo fatto di poter sognare rappresenta già una vittoria enorme per una tifoseria che nove anni fa vedeva il precipizio a un passo.

Dal rischio concreto di scomparire nel calcio dilettantistico alla possibilità di giocarsi la massima serie: il Catanzaro ha riscritto il proprio destino attraverso programmazione, sacrifici e passione. La rinascita giallorossa ha restituito orgoglio a una città intera, riportando entusiasmo attorno a colori che sembravano destinati a spegnersi.

 “Prima Fila”

Oggi, attorno alla vendita dei tagliandi per queste finali, si registra una corsa senza precedenti. Migliaia di tifosi cercano un posto, mentre le richieste superano di gran lunga la disponibilità.

Ma se qualcuno avesse davvero diritto a un posto in prima fila, quel privilegio andrebbe riconosciuto ai 3.296 presenti in Catanzaro-Vibonese e a quel migliaio di tifosi che seguirono la squadra a Vibo.

Perché in quei giorni non bastava amare il Catanzaro: serviva avere un cuore enorme per resistere a una paura che sembrava infinita.

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