Ci sono luoghi che non sono semplicemente una meta estiva, ma diventano parte dell’anima. Per Claudio Ranieri quel luogo è la Calabria. È qui, a Stalettì, nella villa che domina l’immenso Golfo di Squillace, che il “Sir” ritrova ogni anno il silenzio, gli affetti e la serenità. Non è raro che Ranieri organizzi serate conviviali con i suoi ex compagni di squadra, gli amici di una vita. Li immaginiamo a raccontare le loro avventure, a ridere ed a scherzare amabilmente.
Ed è quasi un segno del destino che proprio mentre il calcio italiano voltava pagina, affidandogli un ruolo di primo piano nel nuovo corso della Nazionale, Ranieri si trovasse nella terra che lo ha adottato e che non ha mai smesso di considerare casa.
Per i tifosi del Catanzaro il suo nome non è soltanto quello di un grande allenatore. È il ragazzo che ha scritto pagine indimenticabili con la maglia giallorossa, il simbolo di un legame che il tempo non ha mai spezzato. Dalle domeniche al Comunale alla quiete delle estati sullo Ionio, il filo che unisce Ranieri alla Calabria continua a essere forte e autentico.
Oggi quel filo arriva fino alla Nazionale. E, in fondo, sapere che uno degli uomini chiamati a ricostruire il calcio italiano alzi ogni mattina lo sguardo sul Golfo di Squillace è un motivo d’orgoglio anche per tutti i tifosi giallorossi.
Foto web tratta da Facebook
Palanca, Ranieri e Nicolini (per chi non li avesse riconosciuti)
Redazione 24

