Il risultato finale dice 1-1, ma per quanto visto al Ceravolo il Catanzaro avrebbe meritato qualcosa in più. Anche in caso di vittoria non avremmo potuto parlare di squadra guarita, ma i segnali di ripresa sono evidenti e, soprattutto, incoraggianti. Contro il Padova le Aquile hanno mostrato un volto diverso, fatto di attenzione, intensità, organizzazione e voglia di cercare il risultato.
Mignani conferma il 3-5-2: una sola novità
Mignani conferma il 3-5-2 già utilizzato nel suo esordio a Benevento, apportando una sola variazione rispetto alla formazione iniziale: Frosinini al posto di Ruggero nel ruolo di braccetto destro della difesa. Una scelta che non cambia l’impianto tattico, ma conferma la volontà del tecnico di dare continuità al lavoro avviato.
Un primo tempo da grande squadra
La prima frazione di gioco è stata probabilmente la migliore fotografia della partita disputata dai giallorossi. Dopo il vantaggio firmato da Dorval, il Catanzaro ha continuato a spingere, costruendo diverse occasioni per raddoppiare e sfiorando più volte la rete. Per quanto prodotto, il risultato avrebbe potuto essere ben più largo già all’intervallo.
Anche nella ripresa, soprattutto nei primi minuti, i giallorossi hanno avuto altre situazioni favorevoli che, per un soffio, non si sono trasformate in gol. Poi, al 66′, è arrivato il pareggio di Varas, una rete che ha premiato il Padova in una gara nella quale, fino a quel momento, la squadra veneta aveva faticato a rendersi pericolosa.
Il Padova si salva, il Catanzaro recrimina
Dopo l’1-1, il Catanzaro non si è disunito. Anzi, ha rialzato la testa e ha continuato a cercare la vittoria. Due salvataggi sulla linea e una fortunosa parata di Sorrentino sulla conclusione ravvicinata di Mosti hanno impedito alle Aquile di conquistare tre punti che, per quanto espresso sul terreno di gioco, sarebbero stati ampiamente meritati.
Resta anche il rammarico per l’episodio del primo tempo, con il calcio di rigore non assegnato ai giallorossi – https://www.uscatanzaro.net/catanzaro-padova-il-caso-fusi-iemmello-oltre-al-rigore-non-dato-cerano-gli-estremi-per-il-rosso/ – e la mancata espulsione che, secondo la corretta applicazione del regolamento, avrebbe potuto lasciare il Padova in inferiorità numerica.
Non è un caso che anche alcuni commenti della stampa padovana abbiano sottolineato le difficoltà della formazione veneta, arrivando a titolare: «San Sorrentino salva un brutto Padova dalla sconfitta». Una fotografia piuttosto eloquente di quanto accaduto al Ceravolo.
Qualche disattenzione, ma la strada sembra quella giusta
C’è naturalmente anche qualcosa da correggere. Il gol subito è arrivato proprio nel momento del cambio tra Candela e Ruggero, probabilmente durante una fase di assestamento della squadra che ha pagato a caro prezzo un attimo di disattenzione.
Anche Tchaouna, ormai stremato dopo aver dato tutto, ha mostrato qualche difficoltà nel recuperare la posizione sulla diagonale difensiva, probabilmente condizionato dai crampi. Dettagli che non cancellano quanto di buono si è visto, ma che ricordano quanto lavoro ci sia ancora da fare.
Manca ancora il terminale offensivo
Un aspetto sul quale Mignani dovrà continuare a lavorare riguarda la fase offensiva. Si nota maggiore attenzione sui calci piazzati e una migliore organizzazione nella fase di non possesso, ma manca ancora qualcosa davanti. E’ evidente che serve come il pane reuperare Pecorino.
In particolare, serve un riferimento offensivo capace di tenere il pallone, far salire la squadra e alleggerire la pressione degli avversari nei momenti di difficoltà. Iemmello e Koffi hanno caratteristiche differenti, ma non rappresentano quel tipo di terminale offensivo che oggi sembra mancare alla squadra.
Il Ceravolo applaude: il Catanzaro c’è
Rimane il rammarico per i due punti lasciati per strada, soprattutto perché la classifica continua a vedere il Catanzaro all’ultimo posto. Ma sarebbe sbagliato fermarsi soltanto al risultato e alla posizione in graduatoria.
Se non possiamo ancora dire «Finalmente è tornato il Catanzaro», possiamo certamente affermare che il Catanzaro c’è e ieri lo ha dimostrato ampiamente. Gli applausi del pubblico del Ceravolo al termine della gara sono stati meritati e rappresentano un segnale importante anche per il gruppo.
L’avventura di Mignani è iniziata con due pareggi, a Benevento e contro il Padova. Risultati che non cambiano ancora la classifica, ma che restituiscono qualche motivo di fiducia. Certamente una vittoria avrebbe rappresentato un’iniezione di entusiasmo ancora maggiore, ma adesso il tecnico avrà più tempo per lavorare e preparare il prossimo impegno, prima della sosta.
Si suole dire che se sono rose fioriranno. Per il momento, però, qualche germoglio comincia a vedersi. Contro il Padova, squadra costruita per frequentare i piani alti della classifica, il Catanzaro ha dimostrato di poter giocare, creare e mettere in difficoltà un avversario di valore.
Adesso sarà fondamentale recuperare tutti gli uomini, trovare maggiore concretezza sotto porta e dare continuità a quanto di positivo si è visto nelle ultime due uscite. Il campionato delle Aquile, forse, è cominciato davvero ieri. E questa volta ci sono ragioni concrete per guardare al futuro con maggiore ottimismo.
Foto US Catanzaro 1929
Redazione 24


A me il Catanzaro di ieri è piaciuto molto.
Un passo ancora avanti in confronto a martedì. Calciatori più concentrati, più tonici, finalmente buon pressing, recupero palla, raddoppi e aiuto al compagno in difficoltà, calma olimpica su uscite dalla nostra area palla al piede. Più concentrati al netto di qualche errore tecnico-tattico che ci può stare, come nell’azione del loro gol, nessuno è perfetto. D’altronde staremmo a parlare con gioia di altro se avessimo avuto un pò di fortuna e un altro arbitro magari. Anche il cronista di Dazn ha valutato fallo su Iemmello in area e grande fortuna per un paio di salvataggi sulla porta e del loro portiere su Mosti che aveva tirato a botta sicura. Certo non tutto e stato perfetto ma la squadra sta crescendo nonostante al momento siamo senza attaccanti validi.