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Foggia, una stagione tormentata in panchina

Scritto da Emanuele Mongiardo

Non c’è stata pace quest’anno per il Foggia. Quella che doveva essere, sulla carta, una delle squadre migliori del girone C, ha vissuto una stagione tribolata, condizionata da ben quattro cambi in panchina. L’ultima volta che i satanelli hanno incontrato il Catanzaro, intorno allo Zaccheria c’era un clima di ritrovata fiducia. Fabio Gallo, dalle ceneri della gestione Boscaglia, aveva saputo costruire una squadra solida e competitiva, capace di battere il Crotone e di fermare sullo 0-0 l’armata di Vivarini. Con il tecnico lombardo i rossoneri avevano trovato una propria identità: 3-5-2 compatto, costruzione che passava dai piedi degli esterni, gioco diretto e transizioni veloci. Con questa formula, il Foggia aveva risalito la classifica e si candidava ad essere una possibile outsider per i playoff. A dimostrarlo c’era stata la gran partita disputata allo Scida di Crotone: contro la seconda in classifica e senza Costa, probabilmente il miglior giocatore in rosa, i pugliesi avevano offerto una prestazione gagliarda, fatta di concentrazione difensiva e ripartenze letali. Dopo essere andato in vantaggio e aver sfiorato più volte lo 0-2, il Foggia aveva subito il pareggio negli ultimi minuti a causa di uno sfortunato autogol.

Da lì in poi erano arrivate l’immeritata eliminazione dalla Coppa Italia per mano della Juventus NextGen e una vittoria per 3-0 sulla Juve Stabia. A fine febbraio, però, la notizia che gela tutti: Gallo rassegna le dimissioni. Alla base della decisione, alcune scelte poco chiare della società nei confronti del tecnico, tra voci di possibili esoneri e promesse di rinnovo. Dopo Gallo è toccato a Somma prendere in mano la panchina rossonera. Un interregno breve, in cui per alcune giornate i pugliesi avevano anche superato il Pescara al terzo posto. Somma, però, non è riuscito a trovare continuità di risultati e così si è arrivati a nuove dimissioni e al quarto allenatore: Delio Rossi.

Rossi è una figura storica del calcio a Foggia, protagonista allo Zaccheria sia da giocatore che sulla panchina, dove negli anni ‘90 aveva cercato di inserirsi nel filone dei seguaci di Zeman. La carriera dell’ex tecnico di Lazio e Palermo non la scopriamo certo oggi. In Serie A Rossi ha saputo raggiungere ottimi risultati, coniugati ad un gioco fresco e capace di valorizzare i giovani. Sono lontani, però, i tempi di quel magico 4-3-1-2 del Palermo, con Pastore alle spalle di Miccoli e Cavani. La carriera dell’allenatore ha preso una parabola discendente negli ultimi anni. Prima della chiamata di Canonico, Rossi non allenava da quasi tre anni. L’ultima presenza in panchina risaliva a dicembre 2020, con l’Ascoli. Dopo così tanto tempo lontano dai campi, era fisiologico appoggiarsi alle poche certezze di una squadra che ha subito troppi cambi di gestione.

Come gioca il Foggia

Così, nonostante una carriera costruita sulla difesa a quattro, in questa nuova avventura Delio Rossi è partito dal 3-5-2 che il Foggia ha sempre adottato dal momento dell’arrivo di Gallo. I risultati, per adesso, sono stati incoraggianti. Sono arrivate infatti due vittorie: 0-1 sul difficile campo del Messina e un 3-0 casalingo contro il Giugliano.

Rispetto ai predecessori, da Rossi dovremmo aspettarci un calcio più offensivo, anche se per adesso la manovra ha continuato a rimanere soprattutto verticale. La squadra preferisce attaccare in campo lungo, con le transizioni, appoggiandosi alla qualità e alla corsa di Costa e al gioco spalle alla porta di Robert Ogunseye. L’ex centravanti del Modena è il perno degli attacchi dei rossoneri. Nonostante la stazza si tratta di un giocatore mobile, che svaria su tutto il fronte per farsi dare palla e far salire la squadra. Una volta che la manovra passa dai suoi piedi, tocca a lui smistare verso gli esterni, così da raggiungere il fondo e occupare l’area per il cross.

Negli ultimi mesi, comunque, ci sono state anche novità positive per i satanelli. Sono sbocciati, infatti, due giovani come Iacoponi e Frigerio, entrambi classe 2001. Iacoponi ha un buono spunto in dribbling. È veloce e può causare problemi nell’uno contro uno. Dei due, però, Frigerio sembra quello destinato davvero a fare carriera in categorie superiori. Scuola Milan, è dotato di un’eccellente capacità di inserimento. Le sue corse dalla seconda linea sono una delle insidie più grandi per la partita di domani.

Catanzaro-Foggia in Serie C non è mai una partita banale. Ci sono tutte le condizioni per salutare il Ceravolo con uno spettacolo degno di una stagione indimenticabile.

Autore

Emanuele Mongiardo

5 Commenti

  • Nella stagione 2000 2001 io messina calcio vince il girone c di serie C accedendo alla serie B e avvia i lavori di costruzione del nuovo stadio Franco Scoglio. Un impianto da 38 mila posti che nel giro di qualche anno sostituisce lo storico Celeste. Le risorse vengono destinate allo stadio nel frattempo la squadra si impoverisce e jnizia la debacle. Da allora il vecchio celeste da 16 mila posti ospita la seconda squadra di prima categoria e il nuovo scoglio il messina con una presenza media di 800 spettatori in uno stadio da 38 mila. Questo è quello che vogliono quei maledetti detrattori del ceravolo. Meditate gente

  • Prima dello stadio, bisogna partire da un centro sportivo come si deve, dove cresceranno i nuovi aquilotti.
    Pulcini, allievi, Beretti, Primavera e Prima Squadra
    TuttI insieme
    Dove i giovani crescano, ammirando i più grandi..
    inculcare sin da piccoli il concetto di CATANZARESITÀ

    Altrimenti c’è il rischio che prendano cattive strade, tipo diventare juventini come esserenonessere

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