Intervistiamo

I “no” alla discarica di Alli del consigliere Sergio Costanzo

Mentre in città s’iniziano a vedere qualche cassonetto dell’immondizia svuotati, per via dell’operazione “tampone” così definita dal sindaco Abramo, una nota del consigliere comunale, Sergio Costanzo, ritorna sul problema che riguarda l’ampliamento della discarica di Alli.

“L’Ho detto ieri, lo ripeto oggi, scrive Costanzo, l’ampliamento della discarica di Alli, così come concepito, pur con gli emendamenti presentati è una decisione a dir poco scellerata che condanna un quartiere, non è funzionale alla risoluzione del problema rifiuti e soprattutto rende la città schiava di decisioni in cui il capoluogo non ha nessun potere. Solo oggi la Regione Calabria si ricorda che Catanzaro è capoluogo”. E’ quanto scrive il consigliere comunale di Catanzaro Sergio Costanzo.
Oggi che la deve far diventare capoluogo della spazzatura. Io continuo a non starci a questi ricatti della politica”.

Non ci sto da consigliere comunale eletto con oltre mille voto, non ci sto come padre che vorrebbe che i suoi figli crescessero in una città vivibile e pulita. Dire di no alla discarica di Alli non è una questione di pregiudiziale politica o un dispetto che si fa a questo o a quello è un dovere morale di coerenza e rispetto verso il mandato dei cittadini e verso una posizione assunta di recente, che se pure non riguardava direttamente il territorio della città, nella sostanza poneva la stessa questione sulla quale l’unanimità delle opinioni è stata forte e palese. Ci sono ben 5 ragioni per le quali il mio no alla discarica di Alli è forte ma soprattutto motivato. Perché sull’argomento si può discutere e si possono trovare soluzioni alternative che pure vanno studiate. Ma ci sono questioni di merito e di principio dalle quale non si può prescindere. Dico non alla discarica di Alli perché tutti insieme abbiamo detto no alla discarica della Battaglina.

Dico no perché ancora vanno definiti i livelli di responsabilità amministrativa e politica rispetto al tema delle discariche e la Regione non ci ha fatto sapere cosa accadrà nelle alte Province. Dico no perché sarebbe prendere in giro se stessi e gli altri pensare che qualsiasi Prefetto, in quanto rappresentante del Governo, possa accettare che un impianto serva solo una zona e non tutta la Regione per non dire oltre. Dico no perché quella è una zona abitata e non possiamo assumerci la responsabilità di firmare la probabilità che la gente possa avere dei danni alla salute per una nostra scelta che, questo non possiamo dimenticarlo, ricadrà anche sui nostri figli, ecco perché oggi più che mai deve essere oculata. Dico no per una valutazione di tipo ambientale, in quella zona c’è un fiume che scarica a mare nelle zone di Simeri e quello è un comprensorio che ha già risentito degli effetti di una centrale termoelettrica.

Ribadisco che non esiste pregiudiziale politica nelle mie parole, di cui mi assumo tutte le responsabilità di amministratore, né tanto meno siamo qui a fare dispetti a chicchesia, siamo stati eletti per dare un indirizzo di governo della comunità che ci ha scelti e non possiamo pensare sempre di far passare le decisioni sopra le teste dei cittadini che ci hanno accordato la loro fiducia. Il mio no è un sì alla programmazione, alla concertazione, al buon senso e alla volontà di risolvere un problema che pure c’è, ma senza nascondere la polvere sotto il tappeto, bensì eliminandola definitivamente per aspirare a dare alla città quell’aspetto pulito che merita”.

Autore

Redazione

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