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Il calcio nel silenzio: una sfida sospesa tra emozione e necessità

Scritto da Davide Tomaino

Catanzaro per blindare il quinto posto, Spezia a caccia di un miracolo in un clima segnato dal dolore nel giorno del lutto cittadino

Il “Ceravolo” si prepara ad accogliere la sfida dal tra Catanzaro e Spezia in modo differente dal solito. Non lo sarà per la collocazione dell’orario inusuale nel giorno festivo, che comunque ha fatto in modo che la indetta giornata giallorossa non abbia contribuito, come magari ci si aspettava, al ristoro delle casse societarie, e nemmeno per la mancanza dei tifosi nel settore ospite causa i soliti provvedimenti restrittivi che nulla hanno a che fare con lo sport.

Il clima attorno alla partita sarà inevitabilmente segnato dalla tragedia che ha colpito la città, lasciando un senso di smarrimento che va oltre il calcio e che accompagnerà i novanta minuti dei presenti allo stadio. In questo contesto, la gara assume contorni particolari, sospesa tra il bisogno di normalità e il peso emotivo del momento. Nel giorno del lutto cittadino.

A picco lontano dal Picco

Arriva uno Spezia con addosso i segni di una stagione tormentata. Un unico obiettivo, quello di far suo l’intero bottino per continuare a mantenere vivo quel flebile barlume di speranza a cui aggrapparsi in questi ultimi tre turni di campionato.

Il suo allenatore, Luca D’Angelo, ha suonato la carica a tutto l’ambiente; un ambiente che, sempre più distintamente, ode il ben più greve suono del de profundis.

Ultimi in classifica assieme a Reggiana e Pescara, contro la quale si prospetta un duello spietato all’ultimo turno; 4 punti dalla zona salvezza diretta ma molto lontana all’orizzonte dell’occhio più ottimista.

Un ruolino di marcia in trasferta da lumaca, ben 10 sconfitte in 16 partite riassumono una stagione fallimentare che ricorda molto quella del 2023/24.

Aquilotti sulle montagne russe

Allora proprio D’Angelo fu chiamato a risollevare le sorti degli aquilotti riuscendo a salvarsi con un solo punto di vantaggio dai playout. La stagione successiva, con i fratelli Esposito, prodi condottieri, arrivò a un passo dalla serie A. In questa stagione un esonero a novembre, dopo il terribile avvio, e un clamoroso ritorno un mese fa perché in Liguria ancora si crede che sia l’uomo dei miracoli.

Vale il detto aiutati che Dio ti aiuta, la società in realtà non si è aiutata affatto. Non con il cambio in panca in corso d’opera, Donadoni si è dimostrato ancora una volta non all’altezza del compito, né nel mercato di gennaio nel quale sono andati via elementi importanti come Salvatore Esposito.

Una sfida senza bomber

Uno Spezia che rispetto alla partita d’andata non ha più tra le sue fila cinque dell’undici iniziale, non potrà contare in attacco dell’apporto di Artistico e Vlahović infortunati e con qualche elemento in condizione precaria.

D’Angelo ha dichiarato che quando l’arbitro fischierà l’inizio della partita i giocatori dovranno correre, servirà la foga certo, ma anche la testa e il cuore per uscire con il bottino pieno dal Ceravolo. Il Catanzaro certo non sarà disposto a fare regali, una vittoria blinderebbe definitivamente il quinto posto se il Modena non riuscisse nell’impresa di sbancare Monza.

Una partita diversa dalle altre quindi, in campo si cercherà un significato che nei cuori, invece, non si riesce proprio a trovare.

foto copertina di Lorenzo Costa per uscatanzaro.net

Autore

Davide Tomaino

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