La Striscia

Il Catanzaro c’è!

Scritto da Redazione

Una partita d’altri tempi contro un avversario storico. Il Catanzaro risorge nel giorno più complicato

La sfida al “Massimino” esercita sempre un fascino particolare. Sono ben ventisette i precedenti ben distribuiti fra tutte le categorie del calcio professionistico eccezion fatta per la Serie A. Peccato per il divieto imposto (mai comunicato ufficialmente) ai tifosi giallorossi mascherato da limitazione a soli trenta biglietti vincolati al possesso dell’odiatissima tessera. La conseguenza è un un settore ospiti  desolatamente vuoto data la rinuncia in segno di protesta dei gruppi organizzati. L’eccezione è rappresentata da Giampiero, unico temerario a colorare di giallorosso lo stadio catanese.

Giampiero, unico a colorare di giallorsso il settore ospiti del “Massimino”

Il Catanzaro di mister Vivarini arriva al match in un momento di stallo. La posizione di classifica non rispecchia esattamente le ambizioni iniziali di tifosi e società e il pareggio casalingo contro il Palermo non è stato ben digerito dall’ambiente giallorosso. Dall’altra parte c’è un Catania desideroso di allontanarsi dalla zona play-out e rinfrancato dalla bella prestazione in casa della capolista Bari.

Oltre le suddette difficoltà, il Catanzaro deve far fronte anche ad una rosa di convocati alquanto ristretta  (solo 19 i calciatori partiti per la Sicilia) per via delle squalifiche di Cianci e Carlini, per il mercato in uscita che vede fra i partenti Porcino e Curiale non convocati, oltre agli infortunati di lungo corso come Tentardini e Rolando e il forfait di Iemmello, impegnato a recuperare una condizone atletica accettabile prima di scendere in campo.

Per fronteggiare il Catania, Vivarini adotta il 3-4-1-2 con con Sounas leggermente più avanzato a supporto degli attaccanti Biasci è Vazquez. Sugli esterni rientrano Vandeputte a sinistra mentre sull’altra sponda è confermato il francese Bayeye. Maldonado all’esordio e Verna sono i centrocampisti centrali. La difesa davanti a Branduani è la solita.

Si parte con il minuto di silenzio perché anche Catania vuole ricordare Gianni Di Marzio. Al fischio d’inizio si ha subito l’impressione di avere davanti un altro Catanzaro. I giallorossi di Vivarini pressano alti e il 4-3-3 proposto da Baldini va subito in difficoltà.

Nonostante qualche errore di misura nella transizione del pallone, il predominio territoriale del Catanzaro è evidente. Le occasioni per passare in vantaggio nella prima frazione di gioco sono tante. Nell’ordine si segnalano un colpo di testa sprecato da Verna su azione d’angolo, due tentativi con tiri di destro di Vazquez, una conclusione di Sounas, un destro bello ma impreciso di Vandeputte.

Di contro il Catania prova un inserimento con Albertini che reclama un penalty, ma è evidente che Maldonado lo anticipa sovrapponendosi con il corpo. È davvero un bel Catanzaro che riesce a macinare gioco ed esegue alla lettera i dettami tattici di Vivarini provati in continuazione in settimana durante gli allenamenti. La nota stonata per i giallorossi arriva dall’arbitro Monaldi di Macerata che distribuisce cartellini  al minimo contatto. Alla fine saranno cinque i gialli rimediati dalle Aquile, letteralmente berasgliati dal direttore di gara apparso incapace di gestire una gara dai toni agostinici importanti ma mai al di sopra delle righe.

Il gol del vantaggio di Biasci

La ripresa inizia con lo stesso cliché del primo tempo. L’unica differenza importante è che Biasci trova subito la rete dopo soli due minuti. L’ex attaccante patavino bagna il suo esordio dal primo minuto con un goal di pregevole fattura nato dal controllo di petto di una corta respinta di Ropolo e dal diagonale di destro potente e preciso.

Il Catania è ora ancor più frastornato e il raddoppio dei giallorossi arriva dopo nove minuti. L’azione è frutto di una micidiale ripartenza accompagnata da ben quattro elementi. C’è una punizione di Russini che ai tifosi catanzaresi fa venire i brividi perché la rete dell’andata al Ceravolo è nata dalla stessa identica posizione di battuta. Questa volta l’attaccante prende la barriera anche grazie ai piccoli accorgimenti adottati da Branduani nel posizionamento dei compagni. Sulla respinta in evidente superiorità numerica, Biasci riesce a rubare palla a un ingenuo Albertini e servire Vandeputte che con freddezza batte Sala di destro.

Sullo 0-2 Baldini inizia con la girandola dei cambi e trasforma la sua squadra in un 4-2-4 prettamente offensivo. Entrano l’attaccante Sipos e Russotto che contro la sua ex squadra prova sempre a dare qualcosa di più. Il Catanzaro non soffre ma un traversone di Albertini con Sipos che si svincola dalla maracatura e calcia verso Branduani procura un giusto rigore per gli etnei causato da un’ingenuità di Bayeye.

L’attaccante croato si fa respingere la conclusione e mentreil  pallone sta per uscire dall’area di rigore, l’esperienza di Russotto ha la meglio sul giovane Bayeye che pur in vantaggio sgambetta l’avversario. Dal dischetto va Moro che spiazza Branduani e riapre la contesa.

Malgrado il colpo subito, il Catanzaro non va in difficoltà. Nel frattempo Vivarini decide di cambiare buttando nella mischia Bjarkason al posto di Vandeputte e Bombagi al posto di Biasci. La vera paura per i giallorossi arriva al 77^ quando Martinelli in alleggerimento serve Branduani all’indietro senza accorgersi di Sipos in agguato. L’attaccante salta Branduani che sta per calciare a rete ma Scognamillo compie un vero miracolo in scivolata e stoppa la conclusione che avrebbe potuto consegnare l’immeritato pareggio agli etnei.

Scampato il pericolo, le Aquile tengono il campo con intelligenza  sfiorando il terzo gol in un paio di circostanze. Gli ultimi minuti sono caratterizzati dal nervosismo dei calciatori di casa ma al di là degli ingressi in campo dell’ex Welbek e di Cinelli, il Catanzaro conquista tre punti meritatissimi.

Scognamillo, man of the match

Al triplice fischio la sensazione è quella di aver assistito ad una gara d’altri tempi, sofferta, avvincente, gagliarda. La vittoria è ciò che serviva per dare fiducia e autostima ad un gruppo di lavoro che deve scrollarsi di dosso  sul prosieguo del torneo che adesso vedrà il Catanzaro affrontare fra le mura amiche nel giro di tre giorni Picerno e Avellino.

La vittoria di Catania è utile soprattutto per l’ambiente, logorato da un trentennio di buoni propositi sistematicamente disattesi.  L’ennesima stagione in chiaroscuro ha fatto affiorare vecchie ruggini e soliti sospetti di scarso impegno e spogliatoio polveriera. La realtà è che quando i risultati stentano ad arrivare, tutto si amplifica e tutti finiscono nel tritacarne di una realtà che vuole semplicemente scrollarsi di dosso il tanfo della Serie C.

E allora il sangue e arena di Scognamillo che salva su Sipos ed esulta come se avesse segnato, la caparbietà di Biasci nel recuperare il pallone e scaraventarlo in porta, il cerchio finale della squadra in mezzo al campo, sono tutti segnali ai quali aggrapparsi per riflettere e mettere finalmente da parte inutili polemiche.

Il Catanzaro lotta. Il Catanzaro vince. Il Catanzaro c’è!

Foto di copertina e foto nel pezzo: uscatanzaro 1929

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Redazione

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