Il primo amore non si scorda mai… ed è Giallorosso!

Un vecchio amore per una nuova generazione recitava un adesivo di qualche anno fa. Questo sentimento nasce malgrado gli anni bui, oggi ci viene raccontato da Federica classe 1989.

Ricordo che mi mettevano timore
quei poliziotti davanti ai cancelli, quella marea di sfegatati che gridavano,
quei fischi che si udivano dagli spalti. Quanti anni avessi la prima volta che andai al Nicola Ceravolo non lo
ricordo più, ma che non mi è piaciuto me lo ricordo come se fosse ieri. Poi una
domenica di parecchi anni dopo, qualcosa dentro di me mi spinse a ritornare in
quel posto che da bambina tanto mi metteva timore e che tanto mi aveva impressionato.

Forse la voglia di dare una giustificazione a chi tanto si dannava l’anima ogni
domenica per una squadra di calcio (in primo luogo mio padre), il desiderio di
comprendere una passione che non condividevo. Quello che mi spinse ad
affrontare di nuovo ciò che ritenevo una seccatura non l’ho ancora capito. So
però che quel giorno fu particolare, quanto speciale e memorabile. Una della
persone con cui quella domenica andai allo stadio nel vedermi mi chiese al
quanto stupito: ”Tu vieni allo stadio?!”. Io risposi di si, e dentro di me non
ero ancora convinta di quello che stavo facendo, stavo andando a passare due
ore di noia, due ore a guardare uno spettacolo per me incomprensibile, due ore
perse per uno sport odioso. Ma non era più come prima, qualcosa di magico
investiva la gente sugli spalti. La stagione offriva una terza giornata di
campionato che vedeva Catanzaro contro Fasano. Un minuto di raccoglimento, un
applauso e finalmente il fischio d’inizio. Tutti guardavano concentrati verso
il campo e io cercavo di capire qualcosa osservando i movimenti dei calciatori.
Poi un fallo, un fuorigioco, una punizione, un calcio d’angolo (cose per me
inconcepibili), un calcio di rigore negato e finalmente un goal. Lo stadio è
venuto giù, e anche io. Quel giorno uscendo ho capito che la passione per il
Catanzaro era fatta per me e io ero fatta per avere questa passione. Promisi a
me stessa che da quel giorno l’avrei seguita sempre quella mitica squadra dai
colori giallorossi. Domenica dopo domenica iniziavo a capire sempre di più
qualcosa di questo difficile mondo del calcio e soprattutto l’amore cresceva e
il Catanzaro diveniva per me sempre più importante.

Furono soprattutto le prime
delusioni a farmelo capire, a farmi comprendere che non è sempre tutto rose e
fiori, e che la squadra va sempre sostenuta fino in fondo, fino alla fine, non
va mai abbandonata. Ora mi ritrovo con un cuore che batte forte per questi
colori: giallo come la luce e rosso come il fuoco. E adoro quegli undici
ragazzi che ogni domenica si scontrano per questa squadra. La squadra del mio
cuore.

Il mio appello va a chi ha perso la speranza, a chi
si dice deluso da troppi anni di fallimenti e non più disposto a sopportare.
Accorrete di nuovo tra le file giallorosse! Dopo mezzanotte viene l’alba! Non
vi nascondete dietro le sconfitte e le sofferenze che il Catanzaro vi ha
portato. Pensate piuttosto a tutte le volte che l’avete vista trionfare in
serie A accanto a grandi squadre, a tutte le volte che l’avete vista crollare e
ricomporsi; ora la palla è stata passata a voi, è la vostra passione che dovete
tirare fuori, perché la passione non può morire. Fate sentire che ci siete, se
sarete voi a volare… VOLERANNO ANCHE LE AQUILE!!!

Federica Mauro

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Redazione

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