Iniziato processo “Poseidone”, 23 gli imputati

Ha preso il via oggi a Catanzaro, dopo i diversi rinvii disposti nei mesi scorsi, il processo per i 23 imputati coinvolti nell’inchiesta “Poseidone”, su presunti illeciti che sarebbero stati commessi nel settore della depurazione in Calabria. L’udienza, dopo la costituzione delle parti, è iniziata con un’eccezione preliminare avanzata dall’avvocato Luigi Gullo che ha sostenuto la presunta incompetenza territoriale del collegio catanzarese a giudicare i suoi assistiti dovuta al fatto che i reati loro contestati sarebbero stati commessi a Paola (Cosenza). I giudici (presidente Adriana Pezzo, a latere Emanuela Folino e Domenico Commodaro) hanno respinto l’eccezione confermando la propria competenza poiché i reati sarebbero stati commessi a Paola e Catanzaro. Il processo è stato infine rinviato al 27 aprile – dal momento che il collegio giudicante aveva oggi una composizione diversa da quella prevista – quando la parola passerà ai pubblici ministeri Giuseppe Borrelli e Valeria Biscottini ed anche alle difese per l’inizio del dibattimento – l’accusa ha già chiamato a deporre quattro investigatori che svolsero le indagini -.

Tra le persone che siedono sul banco degli imputati c’è Giuseppe Chiaravalloti, ex presidente della Giunta regionale calabrese, nonché legale rappresentante pro tempore del Commissariato straordinario per l’emergenza ambientale; Domenico Antonio Basile, ex assessore all’Ambiente della Regione Calabria; Giovambattista Papello, ex responsabile unico del procedimento presso l’ufficio del commissario. E poi, ancora, diversi funzionari pubblici ed imprenditori: Pietro Salvatore Abiuso, in qualità di responsabile unico del procedimento relativo ai lavori di realizzazione del depuratore di Isola Capo Rizzuto (Crotone); Romano Agostini, Antonio Caliò, Salvatore Russetti, Giuseppe Mazzitello, componenti della commissione giudicante per l’affidamento dell’appalto per la costruzione del nuovo impianto di depurazione di Catanzaro Lido e di vari collettori fognari nonché, Mazzitello, dirigente generale del Dipartimento ambiente della Regione Calabria; Vincenzo Arcuri, direttore dei lavori relativi all’adeguamento dell’impianto di depurazione di Santa Maria del Cedro (Cosenza); Bruno Barbera, commissario dell’Arpacal; Francesco Casamento, imprenditore; Luigi Cimino, legale rappresentante della Ati Impec srl – Cofain srl; Claudio Decembrini, responsabile unico del procedimento presso l’Ufficio del commissario per l’emergenza ambientale; Serafino Gallo, responsabile unico del procedimento, Antonio Esposito, e Asnora Porcaro, componenti dell’ufficio di direzione lavori di potenziamento dell’impianto di depurazione di Scalea, nonché Luigi Cesare Maria Milillo, collaudatore, e Gaetano Manganaro, legale rappresentante dell’Ati Epuroxy, aggiudicataria dei medesimi lavori; Demetrio Melissari, responsabile del Dipartimento provinciale Arpacal di Vibo Valentia; Francesco Nicolace, responsabile del servizio territoriale di ispezione, vigilanza e controllo presso l’Arpacal di Catanzaro; Luciano Pelle, dirigente di servizio del Dipartimento Ambiente settore 2 dell’assessorato regionale all’Ambiente; Vincenzo Restuccia, imprenditore; Salvatore Fidotti, incaricato della ditta Impec srl.

Le accuse complessivamente contestate vanno dall’associazione per delinquere alla concussione, allafalsità ideologica del pubblico ufficiale in atti pubblici, omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale, favoreggiamento personale, truffa, tentata turbata libertà degli incanti, abuso d’ufficio. L’inchiesta “Poseidone” fu avviata nel 2005 dall’allora sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Luigi de Magistris. Nel 2007, dopo che la delega all’indagine fu revocata a de Magistris con quello che ha dato il via alle note vicende conclusesi con denunce e controdenunce all’autorita’ giudiziaria di Salerno, il caso passò al collega Salvatore Curcio, fino ad arrivare, nel 2009 nelle mani del procuratore aggiunto di Catanzaro, Giuseppe Borrelli, che in cinque mesi la portò a compimento con un avviso di conclusione delle indagini emesso a settembre 2009.

Del 3 giugno 2011, infine, la decisione del giudice dell’udienza preliminare che ha mandato sotto processo 23 imputati, ed ha pronunciato anche 11 proscioglimenti, nonché una condanna ed un’assoluzione nei confronti degli unici due indagati che hanno scelto il rito abbreviato – Giovanni Angotti, componente della commissione giudicante per l’affidamento dell’appalto per la costruzione del nuovo impianto di depurazione di Catanzaro Lido, che è stato condannato a dieci mesi di reclusione, e Domenico Sodaro, che è stato assolto – rispetto al quale si attende il processo d’appello.

Autore

Salvatore Ferragina

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