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La presentazione di Foresti e Cerri

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Nella lunga conferenza stampa di presentazione del nuovo staff dirigenziale il presidente Noto ha affrontato molti temi fortemente sentiti

Le dichiarazioni del presidente Noto

In tre anni siamo entrati senza avere alcuna esperienza e da quando abbiamo rilevato la società non abbiamo avuto alcun secondo fine, nessuno scopo imprenditoriale nè tanto meno ci sono di mezzo iniziative che coinvolgano l’amministrazione comunale.

Abbiamo fatto questa scelta per un grande senso di responsabilità sociale in quanto crediamo che il Catanzaro sia importante per il territorio e anche per la passione autentica che ci coinvolge.

Spesso ci dicono che siamo senza passione, ma ci sono stati tanti episodi che testimoniano il contrario, come ad esempio la squalifica subita in prima persona per troppa foga.

Questi anni sono trascorsi velocemente. Il primo anno avevamo la spada di damocle dell’urgenza per rilevare la società e salvarla dalla vecchia proprietà e tutta al stagione è passata con i processi sportivi, mentre sul campo ci siamo salvati con largo anticipo.

Il secondo anno siamo partiti con un nuovo progetto ottenendo risultati storici con il grande rammarico del rigore di Castellammare che forse avrebbe potuto cambiare la storia di quella stagione. Purtroppo la tradizione negativa dei playoff non ci ha abbandonato, forse perché siamo arrivati troppo stanchi a quell’appuntamento.

Il terzo anno abbiamo scelto di fare grandi investimenti allo scopo di creare una rosa altamente competitiva. C’è stata grande delusione perché avevamo creduto di poter raggiungere il risultato sportivo sperato.

Il lockdown ha del tutto cambiato le carte in tavola. Nel complesso non possiamo che giudicare positivamente la nostra esperienza alla guida del Catanzaro, restituendo dignità alla piazza che è tornata ad essere ambita, soprattutto per chi detiene il pacchetto di maggioranza.

Abbiamo fatto esperienza e tesoro degli errori commessi nella consapevolezza che solo chi opera sbaglia. La nostra idea non è che lo sport vada misurato con il raggiungimento dei risultati sportivi, ma soprattutto con ciò che ruota intorno al calcio.

Se la pensassimo diversamente, diremmo che il fine giustifica i mezzi. Siamo consapevoli che lavorando bene i risultati arriveranno, ci sono tanti esempi che ci dicono questo.

Comprendo la delusione da parte di tutti, ma non dobbiamo essere disfattisti. I tifosi devono credere nei colori giallorossi, tenendo presente che abbiamo avuto anche problemi legati al Covid, non vuole essere una scusante ma bisogna prenderne atto senza pensare che sia tutto finito, anzi bisogna pensare al mondo che verrà dopo la pandemia.

Tanti imprenditori hanno lasciato le squadre o non le hanno iscritte. Noi come società non abbiamo mai detto questo per rispetto verso la piazza e la storia del Catanzaro, eppure abbiamo avuto e abbiamo problemi.

Il nostro gruppo è sempre stato vicino alla città e questo non va dimenticato, altrimenti si perdono di vista dei valori importanti in cui crediamo. A Catanzaro molto volte il calcio viene inteso in senso divisivo, mentre per noi è unione.

Noi siamo stati dal sindaco a manifestare le nostre preoccupazioni per quello che stava accadendo e ci siamo aperti alla possibilità di far entrare nuovi soci. Questo per rafforzare la società esattamente come è stato fatto in altre realtà, come ad esempio Lecce che oggi vanta cinque gruppi imprenditoriali.

Ora siamo in attesa di una risposta dal sindaco. Siamo felici se entreranno nuovi soci e disponibili anche a cedere la società al 100% restando come sponsor. Questo non significa prendere le distanze, ma è altrettanto chiaro che se ciò non dovesse accadere, le nostre scelte e i nostri obiettivi potrebbero cambiare.

Il nostro amore per i colori giallorossi non ci ha mai fatto ragionare in termini speculativi. Lungi da noi l’idea di fare polemica, oggi inizia un’era nuova nella convinzione che l’Aquila tornerà a volare alto anche perché ci siamo strutturati meglio rispetto al passato.

Leggo stralci dai social, persone che sono state licenziate dall’uesse perché sospettate di rubare ai calciatori. Persone che denigrano il nostro lavoro perché in quanto proprietari di alberghi presentavno il doppo delle tariffe abituali.

Queste persone si permettono di denigrare il Catanzaro e la famiglia Noto, noi che siamo rispettati e amati in tutta la Calabria. La penso come Umberto Eco sui social e cioò che è stato dato diritto di parola a una legione di imbecilli.

Guardiamo al futuro con grande passione, coerenza e continuità presentando la nuova stagione con due figure, un direttore sportivo e un direttore generale. Effettivamente ci siamo accorti di aver commesso un errore perché la figura del direttore generale sia importante per una società di calcio.

La scelta di prendere due figure totalmente slegate dall’ambiente catanzarese è stata voluta. A loro abbiamo dato due obiettivi: ottimizzazione del budget e compiere un percorso con un allenatore giovane.

I nomi che stiamo valutando sono due. Il futuro allenatore sarà caratterialmente forte, cosi da resistere all’impatto con una piazza come Catanzaro, e che abbia vinto, nonostante negli ultimi anni abbiano vinto allenatori che non avevano grandi curricula.

Tifosi e giornalisti devono essere maturi, capire che si può vincere anche senza grandi nomi. Vorrei anche ricordare con grande affetto la figura del presidente Cosentino, anche lui ha fatto tanto per il Catanzaro lasciando una società sana.

Non mi sento di dire che puntiamo alla B visto il livello del prossimo campionato, bisogna essere realisti. L’obiettivo è disputare un campionato di vertice ma non faremo investimenti milionari.

Quando ho avuto il primo colloquio con Foresti e Cerri, ho valutato e richiesto prima di tutto la compatibilità tra i due perché la base per fare bene è lavorare in sintonia.

L’allenatore che verrà dovrà iniettare la cattiveria agonistica che è mancata l’anno scorso ad una squadra talmente forte che si specchiava sulla propria qualità.

Le dichiarazioni del direttore generale FORESTI

Onorato di essere in questa magnifica piazza che sognavo fin da bambino. Ho sempre lavorato al Nord, poi sono arrivato nel girone c e ho sempre visto Catanzaro come un obiettivo a cui arrivare.

Sono consapevole che sia una piazza difficile, ma sono anche consapevole di aver sempre instaurato un rapporto ottimo con tutte le tifoserie con le quali mi sono interfacciato.

Ho conosciuto imprenditori di un certo livello con i quali mi sono trovato benissimo. La fortuna che ho avuto ad arrivare qui dovrò essere bravo a ripagarla con il lavoro.

Per me il lavoro è inteso 24 ore al giorno, anche perché ho scelto di non avere con me la mia famiglia. Arrivo da Viterbo passando per Siena. Quando ho parlato con Noto ero in una situazione molto avanzata con la società toscana.

Essere venuto qui è stato un fulmine a ciel sereno ma non avrei mai potuto snobbare una proposta di questo valore. Ho trovato una società molto organizzata, ma è chiaro che se mi hanno chiamato, qualcosa mancava e sarà da fare.

Ho esperienza in ambienti difficili e so che a Catanzaro, avendo una storia importante, i problemi si possono moltiplicare. Le strutture che ho visto finora sono ottime, al momento è l’ultimo dei nostri problemi.

Ho svolto vari ruoli all’interno delle società di calcio e credo che per una proprietà sia importante sapere che un direttore abbia consapevolezza di alcune dinamiche societarie, soprattutto di quelle legate all’investimento economico.

Le dichiarazioni del direttore sportivo CERRI

Sono orgoglioso di questo incarico nella consapevolezza che essere DS a Catanzaro è un traguardo per la carriera di ogni professionista.

Questa società vuole strutturarsi e ognuno di noi deve dare un piccolo contributo per il raggiungimento di obiettivi importanti. Sono dell’idea che per fare bene il proprio lavoro, bisogna conoscere la storia della società e io quella del Catanzaro la conosco bene perché alcuni dei protagonisti del passato mi hanno aiutato ad iniziare la carriera da calciatore a Piacenza.

Non voglio fare promesse, posso solo garantire che darò l’esempio per questo creeremo un gruppo di lavoro compatto. Partiremo con tanto entusiasmo da trasmettere ai giocatori e alla piazza.

I giocatori dovranno sentire l’importanza della maglia che indossano. Non so quanto ci impiegheremo, ma Catanzaro è destinata a salire perché l’intenzione è quella di costruire una società sempre più forte è strutturata.

Interverremo anche sul settore giovanile, con la consapevolezza di avere un professionista di alto livello che ha la maglia incollata addosso, Carmelo Moro. Aiuteremo i giovani validi ad emergere.

La squadra attuale è di qualità, ma il Catanzaro del futuro dovrà avere un’anima combattiva, così come il suo allenatore che intendo come un vero e proprio condottiero. È troppo presto per parlare di mercato.

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