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Catanzaro Foggia 2-1: l’analisi tecnico-tattica

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Scritto da Davide Greco

Il Catanzaro si aggiudica i tre punti ai danni della matricola Foggia che non sfigura. Gran gol di Carlini in semirovesciata.

Settimana di cordoglio per la comunità giallorossa che ha vissuto la dolorosa perdita del presidente della Regione Calabria, ma soprattutto quella di Ferrigno. Sotto gli spalti desolatamente vuoti per il distanziamento sociale campeggiava uno striscione in memoria del sindaco.

Match combattuto da entrambe le squadre, grande agonismo in campo e qualche fallo di troppo hanno caratterizzato la sfida fra aquile e satanelli. Vincono i padroni di casa grazie a una prodezza di Carlini che in semirovesciata ha fulminato l’incolpevole Fumagalli a poco più di un quarto d’ora dal termine.

Formazioni

Mister Calabro ha deciso di iniziare con l’inedita coppia d’attacco Evacuo Di Piazza con quest’ultimo impiegato nel ruolo di seconda punta. Giallorossi schierati con il 3-5-2 che vedeva Branduani in porta, Riccardi Fazio e Pinna in difesa, Garufo Baldassin Corapi Verna e Contessa a centrocampo, Evacuo e Di Piazza in avanti.

Marchionni alla guida del Foggia ha cambiato le carte in tavola rispetto alle precedenti uscite schierando un modulo quasi a specchio. Nel 3-4-1-2 degli ospiti fra i pali Fumagalli, in difesa Germinio Anelli e Gentile, a centrocampo Kalombo Raggio Garofalo e Ndiaye, sulla trequarti Curcio dietro le punte Dell’Agnello e D’Andrea.

Primo Tempo

Il Catanzaro ha iniziato molto forte costruendo un paio di buone occasioni non concretizzate da Di Piazza. La seconda di queste in particolare è nata da un break a centrocampo di Contessa che ha innescato il contropiede. L’ariete giallorosso dopo circa 40 metri di campo è riuscito a superare il portiere allargandosi sulla destra ma la conclusione è finita sopra la traversa.

Proprio Contessa è stato fra i migliori in campo. In quasi tutte le occasioni da rete si è reso protagonista con scambi rapidi e cross ben confezionati sulla corsia sinistra. Intorno al quarto d’ora dopo l’ennesimo break giallorosso è ancora Contessa a servire Evacuo che dal limite dell’area fa partire una rasoiata che si insacca alle spalle di Fumagalli.

L’inizio del match è stato decisamente a favore dei giallorossi che hanno approfittato dei corridoi verticali lasciati liberi dagli ospiti, decisamente sbilanciati in avanti e non in grado di trovare la necessaria profondità di manovra. Cosa questa che ha spesso offerto repentini cambi di fronte.

Tatticamente spavaldo, il Foggia ha cercato spesso il lancio lungo a superare la mediana trovando, peraltro, nelle due torri una buona capacità di controllo e appoggio utili per far salire la squadra. Tuttavia nella fase iniziale è mancata la necessaria precisione nel secondo passaggio, cosa questa che ha appunto favorito i padroni di casa abili nella fase di interdizione e decisamente più intelligenti nell’immediata verticalizzazione.

Il demerito dei giallorossi è di non aver concretizzato tre nitide occasioni da rete, il Foggia ci ha creduto e con il passare dei minuti è riuscito ad aumentare il tasso di pericolosità nella trequarti del Catanzaro finché poco prima dello scadere l’arbitro ha assegnato un penalty per atterramento di Curcio.

Dopo aver subito il pari i giallorossi si sono riversati in avanti cercando la via del gol, Di Piazza ha centrato clamorosamente il palo dopo l’ennesimo ottimo lavoro di Contessa sulla corsia sinistra.

Secondo tempo

Le squadre sono andate negli spogliatoti con il dubbio se fosse arrivato il momento di cambiare qualcosa. Dubbio subito chiarito da mister Calabro che ha iniziato la ripresa mandando in campo Curiale e Carlini al posto di Di Piazza e Verna.

Deciso ad aggiudicarsi il match, Carlini si è inserito fra le linee avversari facendo ripetendo esattamente lo stesso lavoro di Curcio. Il risultato è che il gioco si è impantanato a centrocampo fra una serie di energici contrasti e corridoi chiusi che hanno penalizzato lo spettacolo.

L’ingresso di Di Massimo prima e Casoli più tardi hanno pesato nell’equilibrio del match ponendo fine ad una fase di gioco confusionaria.

Il Catanzaro è andato dunque all-in calando il suo poker d’assi: Carlini fra le linee, Di Massimo a svariare sul fronte offensivo, Curiale a dare profondità e Casoli a dettare legge sulla corsia destra.

Le prime scintille si sono viste intorno al 70esimo minuto quando Fumagalli ha sventato una doppia rapida conclusione di DiMassimo e Casoli. Ma il gol era solo rimandato di una manciata di secondi.

Ancora un’incursione di Casoli sull’out destro ben seguito da Fazio che crossa di prima intenzione, a centro area c’è Carlini colpevolmente solo che in semirovesciata trafigge Fumagalli per il gol del definitivo vantaggio giallorosso.

Il Foggia perde Anelli (rosso diretto) per una scorrettezza ravvisata dall’arbitro, ma c’è da dire che il numero 5 ospite già nella prima frazione di gioco si era reso protagonista di tre falli al limite del regolamento nei confronti di Baldassin, Di Piazza e Corapi. La sua partita finisce meritatamente prima del tempo.

Gli ospiti con l’uomo in meno rischiano di capitolare quando Di Massimo in contropiede si porta a spasso la difesa ospite spostandosi da destra e sinistra e incrociando sul secondo palo. Palla a lato di un soffio, ma segnatura che sarebbe stata più che meritata per la giovane punta in prestito dalla Triestina.

I concitati minuti finali vedono Curiale sfiorare di testa sull’ennesimo cross di Contessa e infine Branduani sventare poderosamente una micidiale botta di Gentile su calcio da fermo.

Considerazioni

La differenza tecnica fra le due squadre si è vista, ma in futuro sarà meglio concretizzare la gran mole di occasioni create perché nel calcio conta chi la mette dentro e oggi sarebbe stato un delitto concedere punti a un avversario decisamente più modesto.

Dunque un Catanzaro sfortunato. Avrebbe potuto dilagare e invece ha corso il rischio di essere raggiunto nel finale come già capitato contro la Paganese. Dall’altro lato buon Foggia, che tuttavia paga lo scotto di essere stato allestito in ritardo e che comunque ha dimostrato di non avere alcun timore reverenziale contro formazioni più organizzate.

Il Catanzaro visto oggi ha prevalso per la capacità di aggredire gli spazi sfruttando le corsie laterali meglio dell’avversario. Contessa si è messo in evidenza in ambo le fasi, ma è in quella offensiva che ha fatto la differenza.

Gran lavoro svolto dal reparto avanzato che ha giovato particolarmente della posizione di Di Piazza nel ruolo di seconda punta. L’attaccante giallorosso ha sempre avuto un gran controllo di palla tenendo il marcatore distante e allargandosi sulla corsia per sfruttare gli inserimenti di Baldassin e Contessa. Quando Di Piazza si è proposto in area lo ha fatto con ottimo tempismo, ma senza trovare la via del gol. Partita decisamente buona la sua.

In mediana c’è stato tanto lavoro sporco da fare. Il gioco di Corapi e Verna è apparso poco spettacolare, ma è comunque stato determinante nel grado di incisività della manovra e capacità di interdizione. Tanta lucidità senza riflettori.

Anche la fase difensiva merita buoni voti e in questo caso bisogna ricordare che Curcio e Dell’Agnello sono stati due autentici lottatori. Anche difettando della capacità di anticipo e di contrasto aereo, Fazio nell’inedito ruolo di centrale ha ben diretto la linea di difesa trovando in Corapi un sicuro punto di riferimento tutte le volte che c’era da ripartire.

L’errore di Vibo è stato corretto. Corapi più basso ha dato maggior sicurezza al reparto arretrato che di fatto non ha mai buttato via un pallone. Chiaramente nella prima frazione di gioco si è dovuto rinunciare a Carlini, ma il gioco espresso dalla squadra è apparso molto convincente grazie alla capacità di ripartire velocemente.

Per una buona parta della ripresa il gioco è ristagnato a centrocampo senza che nessuna delle due squadre riuscisse a prevalere. I due moduli a specchio si sono annullati a vicenda rendendo poco produttive le posizioni di Carlini da una parte e Curcio dall’altra.

Per quel che riguarda le aquile, Corapi e Carlini possono coesistere. Occorre tuttavia trovare un elemento del reparto difensivo che in fase di possesso sia capace di scalare di posizione irrobustendo la mediana affinché la linea deputata all’aggressione o riconquista sia in grado di supportare lo schiacciamento degli avversari nella loro trequarti.

Non disponendo di questo indispensabile equilibrio i giallorossi si espongono facilmente a pericolose transizioni negative concedendo troppi spazi.

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Davide Greco

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