Leonardo La Cava si dimette dal Club M.Palanca

Riceviamo e pubblichiamo

Ho sempre messo il Catanzaro calcio davanti ad ogni cosa. L’ho fatto sottraendo persino del tempo agli affetti più cari, ma l’ho fatto soprattutto in assoluta onestà animato da una grande passione. Soprattutto in quegli anni (tantissimi) che da emigrante mi hanno portato ad un legame con la mia terra solo attraverso la fede calcistica a tinte giallorosse.

Forte, intensa e passionale è stata l’avventura all’interno del Club Massimo Palanca dove con un gruppo di tifosi autentici ci siamo esposti, soprattutto personalmente, chiedendo disperatamente aiuto quando in tempi non sospetti annunciavamo il fallimento dell’US Catanzaro Calcio, e successivamente e disinteressatamente abbiamo lavorato per la rinascita del calcio catanzarese sostenendo con orgoglio l’FC Catanzaro in tutti gli “stadi” di C2.

Oggi, la delusione è profonda nel rivedere il Signor Improta ricoprire la carica di Dg. Lo ritengo tra coloro che a servizio di Poggi e Parente è andato al di là del rispetto di quella maglia che ha vestito per tanti anni. (preferisco conservare un buon ricordo di Improta calciatore)

Il signor Improta sa bene che lui sapeva che l’U.S. Catanzaro non avrebbe avuto vita lunga. Il suo ritorno non può quindi che rappresentare un insulto alla mia passione.

Per questo motivo intendo dimettermi dal Consiglio Direttivo del Club Palanca anche in virtù della carica che ricopro, ovvero di addetto ai rapporti con la società e la tifoseria organizzata. Non riuscirei mai a stringergli la mano, non riuscirei mai a parlare all’interno del club senza dimenticare che il 10 luglio del 2006 ho pianto all’annuncio ufficiale della scomparsa dell’Uesse dal panorama sportivo italiano. La mia dignità mi impone di mettermi da parte augurando lunga vita al club e le migliori fortune all’FC che comunque continuerò a seguire con interesse e passione. Ho sostenuto Pittelli e ne vado orgoglioso, ma mi ha profondamente deluso richiamando gente che doveva rimanere nel dimenticatoio. Egregio signor presidente, si vince e si perde anche senza calpestare la dignità del tifoso.

Infine, chi pensa che i club sono superflui commette un grosso errore, nel bene e nel male sono quelli che mantengono viva l’attenzione sul calcio in particolare nella nostra città. E’ sono vivi soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà. Tutti, chi più o chi meno, nessuno escluso.

Leonardo La Cava

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Redazione

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