L’Ufficio Scolastico Regionale ostacola l’inserimento dei bambini disabili

riceviamo e pubblichiamo

Esprimiamo la nostra solidarietà alle famiglie dei bambini disabili della nostra provincia privati di un diritto fondamentale, ovvero il sostegno fornito dalla scuola, dal momento che l’Ufficio Scolastico Regionale non fornisce risposte adeguate per risolvere il problema. Perciò sosteniamo anche noi la battaglia intrapresa dall’ANMIC – Associazione Nazionale Mutilatati ed Invalidi Civili che dal settembre scorso sta meritoriamente cercando di coinvolgere più soggetti possibili, sia in ambito politico che in quello della società civile ed associazionistica. Noi di “Petrusinu” vogliamo esserci, soprattutto dopo aver appreso che il problema non nasce a livello centrale, ovvero non è stato imposto dal Governo, ma si tratta piuttosto di una deficienza locale se è vero che l’ufficio scolastico non ha chiesto alcuna deroga al Ministero. Bene stanno facendo coloro i quali, seppur isolatamente, alzano la voce di fronte a quello che unanimemente è percepito come un sopruso. Non vorremmo che l’opinione pubblica ignorasse o non fosse resa partecipe di tanta disumanità con la quale vengono trattati i bambini disabili della nostra provincia e le loro disperate famiglie. Parimenti non vorremmo che la politica facesse orecchie da mercante rispetto ad un problema così delicato. E purtroppo, a parte il solito attivismo del movimento civico “Catanzaro nel cuore”, non rileviamo ad oggi prese di posizione e di condanna provenienti da altri settori della politica locale. La cosa in assoluto più grave di tutta la vicenda ci sembra il silenzio strafottente del dottor Francesco Mercurio, massimo dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale, il quale nonostante sia stato messo al corrente degli atti decretati dalla regione Sardegna e dalla regione Emilia Romanga con i quali i suddetti territori hanno ottenuto rispettivamente 120 e 211 posti in deroga sul sostegno, continua a negare l’esistenza di tali provvedimenti. Anzi, fa di più. Nega la possibilità di chiedere, di intervenire, di interrogarsi su una vicenda che drammaticamente interessa una fascia debole della nostra popolazione. Il dottor Mercurio non vuole nemmeno esercitare il suo diritto-dovere di interpellare il Ministero affinché ottenga una risposta. Si trincera  dietro  i  tagli  alla scuola e con ciò costruisce l’alibi del suo disinteressamento.   A questo punto, e così stando le cose, auspichiamo che le intenzioni dichiarate dall’ANMIC e dalle famiglie di rivolgersi alla Procura della Repubblica e ritirare i propri figli disabili dalla scuola sia messa in atto, cosicché l’ufficio scolastico sia obbligatoriamente  costretto a verificarne i motivi. Speriamo altresì che il Presidente della Repubblica – a cui è stata rivolta una accorata missiva – venga colto dal medesimo sdegno dei familiari che soffrono per colpe non loro. Ma prima di ascoltare lo sdegno di Napolitano, ci piacerebbe ascoltare lo sdegno di qualche politico nostrano: ci piacerebbe assistere ad un pressing costante sull’Ufficio Scolastico Regionale affinché questo sia obbligato a fare quanto hanno già fatto (e ottenuto) altre regioni italiane.

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Redazione

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