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Monopoli: l’anno della ricostruzione

Scritto da Emanuele Mongiardo

L’ultimo atto di una stagione senza playoff

L’ultima partita di campionato è sempre un momento emozionante, a prescindere dagli obiettivi. È il momento in cui si tirano le somme, in cui si valutano il processo e il valore della rosa, più difficili invece da esaminare in un contesto dal forte impatto emotivo come i playoff, dove il caso gioca una parte tutt’altro che secondaria. Il Catanzaro, in questo senso, non può che essere soddisfatto: una squadra competitiva contro chiunque, che ha la possibilità di raggiungere la miglior posizione possibile per la post-season; il Monopoli invece ha vissuto una stagione, vista dall’esterno, di ridimensionamento. Dopo essere stata una delle sorprese più liete degli ultimi due campionati, la squadra pugliese, impoverita dalle cessioni di alcuni degli uomini più importanti del ciclo di Scienza, non è riuscita a raggiungere i playoff: «Ci è successo di tutto. Si sono messi anche di mezzo errori di valutazione, e quando lavori coi giovani ci può anche stare. Non è una stagione dove la classifica è la priorità. Il bilancio ci deve vedere orgogliosi»

Una stagione, insomma, di ricostruzione, in cui si è messo di traverso anche il covid. A marzo è scoppiato un focolaio tra i biancoverdi, con oltre venti contagiati di cui quindici calciatori. Per i gabbiani quindi si tratta dell’ultima gara stagionale. Sbagliato pensare però che per il Catanzaro sarà facile. Il calcio di Scienza è fatto di intensità e concentrazione, le sue squadre rendono scomoda a chiunque la partita. Il tecnico ci ha tenuto a sottolineare la serietà dei suoi in conferenza stampa: «A Catanzaro faremo la nostra onesta partita, sperando di vedere bene in mostra alcuni tra quelli che non hanno avuto moltissimo spazio. A inizio girone di ritorno eravamo in grande slancio, e senza il focolaio dei contagi di marzo saremmo stati dei seri candidati ai playoff».

Secondo le parole dell’allenatore, dunque, potrebbero scendere in campo alcune seconde linee. Gli esperimenti in alcune posizioni, peraltro, sono obbligatori: Soleri, punta centrale, e l’ex Riggio sono squalificati; il centrocampista Piccinni resterà fuori per infortunio. La pressione è tutta sul Catanzaro. Gli uomini di Calabro dovranno utilizzare la stessa freddezza chirurgica con cui hanno vinto le ultime due partite, senza eccellere ma con la consapevolezza che il momento propizio sarebbe arrivato.

L’ANALISI TATTICA
Scienza è uno degli allenatori dallo stile più marcato del girone C. Nella stagione in cui il 3-5-2 non l’ha fatta più da padrona, l’ex tecnico del Brescia è rimasto fedele al suo credo. Un calcio diretto e di notevole impatto fisico, che nella migliore delle ipotesi rende impossibile all’avversario costruire palla a terra.

Il Monopoli si compatta nel suo blocco medio e occlude il centro. Pur all’interno di un sistema a zona, si provano a creare duelli individuali, in modo da sporcare ogni ricezione e imporre il contatto fisico da dietro all’avversario. Se diventasse impossibile far circolare palla, il Catanzaro potrebbe ricorrere a una ricerca più diretta delle punte, in modo da usarle come parete e permettere ai centrocampisti di correre in avanti e raccogliere le loro sponde.

In fase offensiva i biancoverdi preferiscono costruire sulla sinistra, il lato di Paolucci e Zambataro. Paolucci è il numero dieci, un interno di centrocampo di notevole tecnica, abile a nascondere la palla e a giocare a testa alta. Classe ’96, forse è a lui che si riferisce Scienza quando parla di lavoro coi giovani che deve rendere orgogliosi. Per come tratta la palla, Paolucci sembra destinato ad ambire a qualcosa di più dei playoff in Serie C. Basta vedere il modo in cui passa il pallone d’esterno, o la frequenza con cui ricerca la giocata di fino, magari un tacco o un dribbling stretto. Al talento, poi si sommano i numeri, notevoli in rifinitura visti gli otto assist. Se riesce a ricevere al centro, Paolucci conduce e scarica palla verso le punte, per poi farsela restituire e creare dalla trequarti in sù. Accanto a lui sulla corsia sinistra c’è Zambataro, esterno a tutta fascia con ottime doti atletiche, capace di dare profondità senza palla e autore di cinque reti, segno di come la propensione offensiva lo porti ad attaccare l’area in corsa.

In avanti, vista l’assenza di Soleri, da segnalare soprattutto De Paoli e Bunino, entrambi alti intorno al metro e ottantacinque e chiamati a proteggere la palla spalle alla porta e ad allungare la difesa giallorossa, alternandosi nel fornire la profondità e l’appoggio incontro.

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Emanuele Mongiardo

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