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Monterosi Tuscia: gli esordienti del girone C

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La squadra allenata dallo storico ex Menichini ospita i giallorossi nell’inedita sfida del “Rocchi”

Il sedicesimo turno del Girone C ci propone la prima storica sfida tra Monterosi Tuscia e Catanzaro. La giovanissima squadra viterbese è infatti al primo campionato tra i professionisti, traguardo raggiunto lo scorso anno dopo solo 17 anni dalla fondazione.

L’esordio in Serie C è stato sicuramente difficile per i nuovi della classe, ma la squadra è riuscita a raccogliere 15 punti nelle prime 15 giornate. Gli ultimi due raccolti sotto la guida di Leonardo Menichini, arrivato sulla panchina per sostituire lo storico allenatore della promozione, David D’Antoni.

Per l’ex difensore del Catanzaro tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80, ha raccolto già due punti nelle prime due partite grazie ai due pareggi esterni contro Juve Stabia e Vibonese. Arriva ora la sfida carica di emozioni per il mister dei laziali, tornato ad allenare i professionisti dopo l’esperienza con la primavera della Lazio.

Il Catanzaro invece arriva alla sfida dopo aver raggiunto la semifinale di Coppa Italia di Serie C sul campo dell’Albinoleffe. Gli ultimi 30 giorni delle aquile sono stati tutto tranne che esaltanti però. Solo 4 punti nelle ultime 5 sfide per la squadra di mister Calabro e situazione molto delicata con la vetta che è ora distante nove lunghezze.

Ennesima sfida delicata per le aquile, tornare a vincere per ritrovare fiducia e per restare in scia del gruppo di testa, diventa ora di fondamentale importanza per il destino della stagione giallorossa.

L’ANALISI TECNICO-TATTICA

Per ritrovare certezze ed allontanare il più possibile la retrocessione diretta, il nostro Menichini è ripartito dalla difesa. Dal suo avvento, il focus sembra essersi spostato sulla solidità della fase di non possesso, visto che al momento il Monterosi “vanta” la quarta peggior difesa del campionato, con ventitré gol incassati.

Menichini contro Juve Stabia e Vibonese ha sistemato i suoi con una difesa a cinque da baricentro basso, con poche licenze offensive ai difensori se non al momento di ripartire. Nelle due partite della nuova gestione non si è ancora visto Emmanuel Mbende, ex centrale della Viterbese con discreto senso della porta sui calci piazzati. Il camerunese è stato uno degli acquisti più importanti per i laziali e con le sue doti atletiche potrebbe aiutare la squadra a difendere con più coraggio e meno passività. Gli altri difensori sono Piroli, il capitano, Rocchi e Tartaglia, tutti corpulenti ma piuttosto macchinosi. Il rischio, con centrali di questo tipo, è di far saltare ogni tipo di protezione della porta se le distanze si dilatano.

Il centrocampo è il reparto che sembra avere i nomi più adatti alla categoria. Il nome noto ai tifosi del Catanzaro è Samuele Parlati, in giallorosso nella seconda metà della scorsa stagione. Titolari certi, nel terzetto in mediana del 5-3-2, dovrebbero essere Franchini e Di Paolantonio. Il primo può agire sia da vertice basso che da mezzala, posizione in cui gli viene più facile accompagnare l’azione e liberare il tiro. il vero protagonista, però, dovrebbe essere l’ex Avellino Adamo, che ha saltato l’ultima gara con la Vibonese. Adamo probabilmente è il giocatore più talentuoso in rosa, abile nel dribbling e in conduzione e per questo utilissimo sulle ripartenze, il modo in cui la squadra di Menichini preferisce attaccare. È così che nascono le occasioni più pericolose per gli attaccanti Polidori, Costantino e Buglio, che si giocheranno i due posti nell’attacco titolare. 

Tre punti per il Catanzaro sono l’unico modo per ripartire. Chissà che l’aria della provincia laziale, a lui cara, non possa rischiarare le idee a Calabro.

Samuele Cardamone e Emanuele Mongiardo

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