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Paganese: il ritorno di Grassadonia

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Match tra due delle squadre a quota 11 punti. Calabro per fare il bis di vittorie, Grassadonia per riscattare i mesi horror sui tre colli

Domenica importante quella che sta per arrivare per Paganese e Catanzaro. Le aquile di mister Calabro partono per Pagani con la voglia di aumentare il contatore delle vittorie stagionali, dando seguito a quella di martedì al Ceravolo, i campani invece accoglieranno le aquile motivati sicuramente dalla voglia di rivalsa che trasmetterà il proprio allenatore. Grassadonia e i giallorossi di nuovo sullo stesso campo, ma da avversari questa volta dopo i tre mesi a cavallo tra 2019 e 2020. Mesi molto difficili sia per la guida tecnica che per le aquile che da lì a poco avrebbero riabbracciato mister Gaetano Auteri fino al playoff perso contro il Potenza. Per il mister salernitano terza esperienza sulla panchina della Paganese, arriva al terzo capitolo della storia dopo non essere riuscito a salvare il Pescara in Serie B.

Gli stellati arrivano alla sfida a pari punti con la squadra guidata da mister Calabro, frutto di un inizio di campionato tutto sommato positivo. Gli innesti estivi hanno infatti alzato la qualità complessiva della rosa che ora punta a fare qualcosa in più rispetto alla salvezza tramite playout della scorsa stagione. Castaldo e Piovaccari inevitabilmente sono diventati sin da subito gli uomini copertina della squadra stellata. Nelle prime sette di campionato, l’apporto dei due esperti navigati è stato già di cinque goal complessivi. Fronteggiarli sarà un bel test per la tenuta della difesa giallorossa, che fino ad ora ha preso solo goal su palla inattiva.

Oltre che per la difesa, la partita di domenica sarà inevitabilmente una bella prova per l’intera squadra giallorossa. Le aquile sono chiamate a ripetere quanto fatto contro la Fidelis Andria in termini di risultati, cercando di limitare al massimo le fasi di intermittenza durante tutto l’arco dei novanta minuti. La Paganese deve invece riscattare la brutta sconfitta contro il Campobasso dell’ultimo turno. Da queste mese di campionato probabilmente si capirà realmente fin dove la squadra biancoazzurra potrà spingersi nella regular season del girone C.

L’ANALISI TECNICO-TATTICA

Della Paganese, i primi nomi che saltano all’occhio sono ovviamente quelli di Gigi Castaldo e di Federico Piovaccari. Di Castaldo, l’Ibrahimović della categoria, c’è poco da dire. Una leggenda del calcio meridionale, capace di fare la differenza alla soglia dei quarant’anni. Anche in questo inizio di stagione l’ex capitano della Casertana ha offerto il suo contributo con tre gol. Se vede la porta, difficilmente Castaldo calcia fuori dai pali. Senza dimenticare i soliti saggi di protezione palla e gioco aereo. Piovaccari invece è una novità della categoria. Con i capelli brizzolati, sembra pure più attempato del compagno di reparto. Anche lui, però, è in grado di raggirare qualsiasi difensore del girone C.

La difesa giallorossa, in questo senso, non potrà permettersi distrazioni. Nel secondo tempo, contro la Fidelis Andria, l’atteggiamento è stato troppo passivo: centrocampisti e attaccanti hanno smesso di pressare, regalando così la propria metà campo agli avversari. I pugliesi, per fortuna, non avevano le armi per affrontare una difesa puntuale come quella composta da Martinelli, Fazio e Scognamillo. La Paganese, invece, con Piovaccari e Castaldo può rendersi molto più pericolosa sui cross, per questo sarà meglio evitare di appiattirsi troppo in fase difensiva. Soprattutto contro un crossatore come l’ex Matteo Zanini.

Di contro, la Paganese si è dimostrata davvero fragile. Quinta peggior difesa del campionato, sembra avere problemi sia a livello collettivo che individuale. Grassadonia deve per forza migliorare il rendimento senza palla se vuole dare supporto adeguato ad una batteria di attaccanti efficiente. La squadra, se prova a portare più uomini sopra la linea della palla in fase offensiva, si allunga e si espone a transizioni. Come se non bastasse, tra rigori regalati e spazzate maldestre, i difensori centrali e gli esterni del 3-5-2 si sono dimostrati inclini ad errori banali: a volte la Paganese è poco competitiva perché le basta poco per farsi male senza motivo. 

Uno dei problemi strutturali più gravi riguarda la difesa del lato debole. Colpa della scarsa attitudine difensiva degli esterni, imprecisi nel mantenere le distanze giuste dai centrali. Sui cross, l’esterno opposto spesso collassa verso il centro dell’area, lasciando del tutto scoperto il lato cieco. Se il Catanzaro riuscisse a muovere palla come nel primo tempo con l’Andria e a creare traversoni da posizione vantaggiosa verso il secondo palo, potrebbe godere di un vantaggio tattico notevole. La Paganese, insomma, ha debolezze chiare, ideali per mettere in fila un’altra vittoria.

Samuele Cardamone e Emanuele Mongiardo

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3 Commenti

  • Grassadonia che dopo umilianti critiche a Catanzaro, è andato in serie B e ora è a pari punti con noi, con una rosa nettamente inferiore. Calciatori che dopo esperienze negative qui da noi, se ne vanno dopo tanto fischi, e da altre parti vanno a mille. A Catanzaro non capiamo un cazzo di calcio, chiudete i distinti..
    FORZA MAGICO

  • E’ stato un pessimo allenatore. Ha smembrato una squadra nata per vincere e l’ha ridotta ad una squadra mediocre… Nessun rimpianto. Semmai con tutto il rispetto per gli ex Firenze e Zanini domani cerchiamo di vincere

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