Ci sono lacrime di gioia.
Ci sono lacrime di rabbia.
Ci sono lacrime di delusione.
Ci sono lacrime di dolore.
Ci sono lacrime di sconforto.
Ci sono lacrime emotive.
Ci sono lacrime d’amore.
E poi ci sono le lacrime versate a Monza da tifosi, giocatori, allenatore, staff e presidente del Catanzaro.
Ecco, queste lacrime sono di un’altra categoria, non si possono spiegare, appartengono alla magia, alla fede, alla passione, alla bellezza di una squadra che ieri, pur nella sconfitta e nella ferocia delle regole del calcio, ha scritto una pagina di storia unica, incredibile, da raccontare e tramandare alle nuove generazioni. Ma adesso, quando ancora l’adrenalina scorre veloce nei nostri muscoli, quando negli occhi passano le istantanee di una serata che ci ha portato a un centimetro dalla Serie A, quando nelle orecchie continuano a rimbombare i cori incessanti di una immensa tifoseria, proprio adesso bisogna scrollarsi di dosso tutto questo e pensare al futuro. Perché non si può e non si deve disperdere il patrimonio costruito con sapienza dalla società, dal direttore sportivo Ciro Polito, dai giocatori e ovviamente da Alberto Aquilani.
Il Catanzaro negli ultimi tre anni si è sempre spinto ai Playoff, sorprendendo tutti. Ma in ogni stagione successiva ha praticamente ricominciato da zero, con un nuovo progetto, un nuovo allenatore e cambiando diversi giocatori. Ora, il gruppo giallorosso che si è spinto fino a un passo dal paradiso calcistico è pronto a compierlo nel prossimo campionato. A una condizione: facendo quel famoso salto di qualità chiesto da Iemmello nell’agosto 2025.
Un salto di qualità che non vuol dire spendere fiumi di soldi per acquistare giocatori di grido, ma poco disposti al sacrificio. Il salto di qualità si fa preservando la magia di un gruppo fantastico, guidato da un allenatore fenomenale, dal cuore grande. Le lacrime di Aquilani, le mani strette ai bambini, la voglia di non promettere nulla alla domanda sul futuro, sono una porta aperta alle speranze dei tifosi giallorossi. “Mi avete fatto provare emozioni uniche”, ha spiegato nel dopo partita. “Adesso parlerò con il presidente e capiremo”. I supplementari di Monza, si giocheranno in quell’incontro.
Cinquantuno anni fa, il Catanzaro perse contro il Verona lo spareggio di Terni per andare in A. Il presidentissimo Nicola Ceravolo andò negli spogliatoi a consolare la squadra, la trovò in lacrime. Si mise seduto al centro della stanza, poi disse con la sua voce inconfondibile: “Piangeremo anche tra un anno, ma di gioia. Perché saremo promossi”. Mantenne la promessa. Più o meno la stessa cosa ha detto sabato a fine partita un ragazzino (questo è il più grande acquisto fatto dal Catanzaro: le nuove generazioni tifano di nuovo per la squadra della città e non si fanno ammaliare dalle sirene del nord, dalla Kings League e diavolerie simili, tutto business e zero passione) ad Aquilani che lo stava consolando: “Saliamo se tu resti”.
Non abbiamo la sfera di cristallo, non sappiamo se il tecnico romano sceglierà di andare in A già quest’anno dopo il magnifico lavoro fatto. Ma se c’è una possibilità che resti, questa passa dalle parole che gli dirà il Presidente Noto. Anche a lui manca un centimetro per diventare un patron immortale, proprio come Ceravolo. Abbiamo una squadra ricca di giovani talenti (Liberali, Alesi, Frosinini, Antonini, Favasuli convocato in Nazionale maggiore, primo giocatore giallorosso a raggiungere un traguardo simile) tutti di proprietà dell’Uesse, abbiamo un capitano mio capitano come Iemmello, altri leoni come Pittarello, Pompetti, Pontisso, Petriccione. Abbiamo una chioccia come Brighenti. Abbiamo Cassandro che farà carte false per restare giallorosso, idem altri ragazzi.
Insomma, a questa macchina va fatto solo un tagliando, tre/quattro innesti e magari promuovere qualche ragazzo della Primavera. E poi ci sarebbe l’allenatore ancora sotto contratto che ha dato un gioco, un’anima, un cuore e una identità precisa al gruppo. Presidente Noto, trovi le parole giuste e se può dia le garanzie ad Aquilani e al diesse Polito (anche lui da trattenere) per provare a vincere il campionato di B. Usi la stessa passione che hanno messo nella finale i ragazzi, la sua squadra. Noi faremo la nostra parte, sempre di più. Magari anche in termini di abbonamenti: l’eventuale riconferma del tecnico romano varrebbe da sola l’apertura immediata della nuova campagna. E stia sicuro, Catanzaro saprà rispondere nonostante la crisi economica. Non disperdiamo un patrimonio simile, sarebbe questa la vera sconfitta, non quella di Monza.
p.s. Tra le lacrime versate allo stadio brianzolo, c’erano anche le mie. E c’ero anche a Terni nel 1975: avevo solo 5 anni, ma convinsi mio padre a portarmi. Ho solo dei flashback di quella giornata, ma anche un ricordo nitido: entrando nello stadio che mi sembrava enorme, vidi una marea giallorossa. Restai colpito, chiesi a mio padre: “Ma i tifosi del Verona non sono potuti venire?”. Mi rispose: “Ci sono, sono lì in fondo… Vedi, quel piccolo spicchio di curva…”. Da quel momento ho capito cosa vuol dire quando gli ultras urlano “Noi siamo il Catanzaro…”
Francesco Ceniti
foto dal web, l’esultanza di Roberto Mazzanti a Terni

