Ci sono distanze che nel calcio contano poco. Roma è a circa 600 chilometri da Catanzaro, ma per una sera è sembrata molto più vicina.
Il Club Pietro Iemmello ha ospitato il direttore generale Nicola Bignotti e il responsabile marketing Umberto De Stefano per un incontro che, più che un appuntamento ufficiale, ha avuto il sapore di una serata in famiglia.
Ed è forse proprio questo l’aspetto più bello. Perché ritrovarsi lontano dalla propria città per seguire una passione comune è una cosa; riuscire a costruire nel tempo un gruppo vero, fatto di amicizie, legami e condivisione, è qualcosa di diverso e per nulla scontato.
Il Catanzaro è il collante, naturalmente. Ma intorno ai colori giallorossi è cresciuta una piccola comunità nella quale ci si ritrova non soltanto per guardare una partita. Per molti il Club è diventato un pezzo di Catanzaro a Roma, un luogo dove sentirsi a casa anche quando casa è lontana.
La serata con Bignotti e De Stefano ha raccontato proprio questo. Si è parlato della squadra, del presente e del futuro, ma soprattutto si è stati insieme, con la naturalezza di chi condivide gli stessi colori e quel senso di appartenenza che la distanza, anziché indebolire, qualche volta riesce persino a rafforzare.
Non sono mancati i riconoscimenti, le foto e infine la torta giallorossa preparata per l’occasione.
Sopra, una frase semplice:
«Ovunque. Comunque. Catanzaro.»
In fondo c’è tutto qui. Nel ritrovarsi, nell’organizzare una trasferta, nel soffrire e festeggiare insieme. Nel riuscire a ricreare lontano dalla Calabria quel clima familiare che fa sentire meno distante la propria città.
Perché il risultato più bello del Club Pietro Iemmello non è soltanto aver riunito tanti tifosi del Catanzaro nella Capitale.
È averli fatti sentire a casa.
Redazione 24

