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Vivarini cambia, il Catanzaro perde ancora

Scritto da Redazione

Non basta il turnover a Reggio Emilia. Giallorossi sconfitti e con poche idee nell’ultima gara di un meraviglioso 2023

Ancora una sconfitta, la terza consecutiva, per il Catanzaro di Vivarini che chiude nel peggiore dei modi questo meraviglioso 2023, che ha riportato i giallorossi nel calcio che conta dopo più di un trentennio. La Reggiana di Nesta, con il minimo sforzo, porta a casa tre punti pesanti e si tira fuori dalla zona caldissima della classifica.

Un mare giallorosso

Allo “Stadio del Tricolore” di Reggio Emilia, Reggiana e Catanzaro si sfidano per la 19′ giornata del torneo di serie B, l’ultima del girone d’andata. Il settore ospiti comincia a colorarsi già due ore prima del fischio d’inizio. Sono tanti, da ogni parte d’Italia, accorsi all’ultimo ballo della regina del 2023. Alla fine saranno 1.400 i tifosi giallorossi a riempire la curva dedicata, contribuendo al record di presenze stagionale per la Reggiana (oltre 10mila spettatori).

Turnover forzato

La Reggiana di Nesta presenta solo due cambi rispetto alla gara vinta contro il Sudtirol. Dentro Marcandalli e Crnigoj, fuori Romagna e Portanova. Più corposo il turnover di Vivarini che deve rinunciare agli infortunati Donnarumma, Iemmello e Veroli e cambia ben quattro uomini rispetto al match perso contro il Brescia. Dal primo minuto giocano Situm per Katseris, Krastev all’esordio al posto di Krajnc, Pontisso per Ghion e D’Andrea, anche lui all’esordio dal primo minuto, per Biasci. Pertanto, il 3-4-2-1 del tecnico granata è fronteggiato da Vivarini con il suo 4-4-2 atipico e Sounas in appoggio ad Ambrosino.

Parte forte il Catanzaro

L’avvio del match è giallorosso. Il Catanzaro prende campo attraverso la fase di possesso. Nei primi minuti di gioco le due squadre costruiscono le occasioni per sbloccare il match. Il Catanzaro ci prova con Vandeputte e Sounas, ma l’occasione migliore capita sui piedi di D’Andrea che con un destro lambisce il palo a Bardi battuto. All’ottavo minuto la prima pericolosa disattenzione: un fallo laterale battuto dalla sinistra (simile alla rete subita a Venezia) sorprende la retroguardia giallorossa. Pieragnolo lancia Girma sulla sinistra che serve l’accorrente Gondo. L’attaccante deve solo spingere la palla in rete, ma colpisce Fulignati che compie un mezzo miracolo e respinge la goffa conclusione a porta spalancata dell’attaccante granata.

Il gol-partita

Dopo queste fiammate, inizia il dominio sterile del Catanzaro, con il suo giropalla che produce solo un tiro da fuori di Pontisso al 36′ controllato da Bardi. La partita diventa spigolosa, contraddistinta da tanti falli che alla fine porteranno a ben otto ammoniti, di cui cinque nelle fila giallorosse. La sfida si decide al tramonto del primo tempo. La rete arriva da una palla inattiva. Punizione a giro dalla trequarti di Kabashi, e Girma solo soletto a difesa piazzata trafigge di testa l’incolpevole Fulignati. È il gol decide il match, l’ennesimo subito in maniera sciocca dai giallorossi che soffrono maledettamente sulle palle alte.

La mancata reazione del Catanzaro

Nella ripresa chi si aspetta un Catanzaro arrembante e voglioso di recuperare lo svantaggio rimarrà deluso. La Reggiana arretra il suo baricentro e si racchiude sempre di più all’indietro alla ricerca delle ripartenze. Il Catanzaro è monotematico. Tanto possesso palla, pochissimi tentativi di andare a rete. Qualche incursione di Vandeputte dalla sinistra e una punizione di Ambrosino deviata da Bardi sono davvero troppo poco per impensierire i granata e pareggiare una partita tranquillamente alla portata dei giallorossi. La Reggiana nella ripresa tenta qualche ripartenza, sprecandola con Gondo e il subentrato Portanova. Il triplice fischio di Camplone sancisce la terza sconfitta consecutiva del Catanzaro che non ha cambiato passo neanche con i cambi apportati nella ripresa da Vivarini.

I cambi non cambiano

Infatti, gli ingressi di Biasci e Ghion per Sounas e Verna a inizio ripresa, quelli di Krajnc per Krastev, di Oliveri per D’Andrea e di Stoppa in luogo di Pontisso non hanno dato nessuna svolta. Anzi hanno generato più confusione se pensiamo che la corsia di destra era trafficatissima con ben tre elementi in quella zona. Contro una Reggiana chiusa occorreva dare ampiezza alla manovra anche perché Ghion, che cercava la percussione centrale s’infilava spesso in un tunnel cieco dove c’era abbondanza di calciatori in maglia granata. L’ingresso di Pompetti, passando a un centrocampo a tre, forse avrebbe potuto dare quel respiro in più alla manovra e lo scarico sulle corsie laterali poteva essere più efficace per aprire una difesa barricata a difesa dell’uno a zero.

Riposo e riflessione

Si chiude dunque il 2023 del Catanzaro: un anno fantastico che non può essere cancellato da qualche sconfitta ampiamente prevedibile in un campionato lungo, equilibrato e difficile come la serie B. I trenta punti conquistati e il settimo posto attuale alla fine del girone d’andata sono un ottimo risultato, quasi insperato a inizio stagione. Non per questo bisogna abbassare la guardia. Adesso serve un po’ di meritato riposo, una pausa per ricaricare le batterie. Servirà una riflessione fra area tecnica e società per analizzare ciò che ha funzionato e ciò che non è andato bene. Gli stop con Parma, Modena, Como, Venezia e Brescia sono stati contrassegnati da partite in cui i giallorossi non hanno affatto demeritato. Sconfitte che nel corso di un torneo così duro e difficile possono starci. È necessario soffermarsi di più sugli stop subiti ad Ascoli e Reggio Emilia dove sono emersi limiti evidenti che per forza di cosa vanno risolti.

Recuperare gli assenti

Le assenze dei due migliori attaccanti (Iemmello e Donnarumma) hanno condizionato molto, togliendo alla squadra qualità ed esperienza. A questo va aggiunta una condizione fisica calata. Le ammonizioni di ieri sono arrivate quasi tutte dall’arrivo in ritardo sulle seconde palle. Ma non possono essere solo queste la cause: servirà necessariamente intervenire per migliorare e rendere più completa la rosa, specie in reparti che sembrano maggiormente sguarniti. Il girone di ritorno, che inizierà in casa contro il Lecco nell’anticipo di venerdì 12 gennaio alle 20:30, sarà un altro campionato. Di certo non bisognerà perdere la propria identità: fare la partita costruendo gioco. Occorre però pensare anche alle possibili contromisure perché in alcune partite (vedi Ascoli e Reggiana) non sempre l’arma del bel gioco è redditizia. Le motivazioni del derby con il Cosenza, in particolare quelle viste nella ripresa, possono essere da esempio.

Un altro Catanzaro

Il Catanzaro dovrà imparare a gestire anche le partite “sporche”, quelle dove servono grinta e fisicità. Nella passata stagione Vivarini aveva le alternative per trasformare il suo bel Catanzaro in un Catanzaro diverso quando serviva tirare fuori gli artigli. L’ingresso di Cianci dava altre opportunità al tecnico (le partite con Viterbese e Picerno, oppure Monopoli quando serviva tenere palla per tenere lontano gli avversari) che oggi non ha. Troppi doppioni in rosa in particolare sulle corsie esterne, pochi elementi di fisicità ed esperienza, sono limiti che vanno colmati. C’è tutto il tempo per farlo attraverso il mercato di riparazione che non dovrà essere una rivoluzione. Mantenere la cadetteria è il primo obiettivo, tutto quello che verrà in più sarà ben accetto. Dopo questo splendido girone d’andata servono calma e professionalità da parte di tutte le componenti societarie. E il sostegno incondizionato di un pubblico meraviglioso che continuerà a riempire tutti gli stadi d’Italia. Le basi per fare bene e per costruire il Catanzaro del futuro ci sono.

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Redazione

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8 Commenti

  • Penso che non sia solo questione di uomini, ultimamente ma soprattutto ieri tutti sembravano degli zombi in campo. Loro nei contrasti ci anticipavano sempre, non abbiamo mai superato l’uomo uno contro uno, poco ritmo e convinzione. Più volte (noi tifosi lo diciamo da inizio campionato) ci si perde in leziosità inutili così ha dichiarato anche Vivarini, se lo dice lui che l’ha insegnato ai nostri calciatori !!!!
    Poi “esperti” ipotizzano sul web che Vivarini ha schierato la formazione di ieri, sapendola debole per mandare un messaggio alla società. Io non ci credo, ma se fosse vero sarebbe una bella cazzata. Quindi Vivarini non si parla più con i Dirigenti? Deve usare questo metodo per far capire che la rosa va potenziata? Ma le scelte dei calciatori non erano state condivise? Allora o il giornalista sportivo nonché tecnico era ubriaco oppure
    C’È DEL MARCIO IN DANIMARCA.

  • Agli allenatori del Web pongo alcune domande ;
    voi nel vs passato di calciatori avete mai giocato di mattina alle 12.?
    voi nel vs passato di calciatori avete mai giocato dopo 2 giorni di riposo ?
    voi nel vs passato di calciatori pensavate mai che la vs squadra del cuore potesse fare 30 punti dopo il girone di andata ?
    Allora se avete fatto tutto questo troverete una giustificazione alla sconfitta di ieri per non parlare dei vari regali fatti , ma voi ci pensate quanti punti avremmo fatto con la stessa squadra della serie C.
    E’ evidente che va puntellata ma cosa pretendete di piu’ da questi giocatori , da questo allenatore e da questa societa’ ? Buon Anno a Tutti .

    • Freccia, premesso che anche la Reggiana ( molti punti sotto di noi quindi teoricamente più debole) ha avuto gli stessi handicap, non ho nessuna critica da fare al nostro Catanzaro, da tifoso ci mancherebbe, ma è solo un’opinione sulla partita di ieri, non su tutto il campionato. Vogliamoci bene.

  • Ci sono voluti 30 anni per salire in C e ora voi in un solo anno volete andare in A?
    A fare cosa? figuracce?
    Devo ricordare gli esempi di Crotone, Cremonese e Frosinone
    O il Benevento che ora è tornato in C
    Spezia, Samp e Parma, vogliono salire in A e rimanerci, no fare la comparsata
    In campo non vanno i soldi ok, e Spezia e Samp lo stanno dimostrando. Io penso che noi con i nostri 15 milioni stiamo facendo un autentico miracolo.
    La squadra non va bene, non hai un sostituto di Iemmello, non hai sicurezze in difesa, non hai lo stadio
    Mi dite gentilmente dove cazzo dobbiamo andare? e io queste cose le dicevo anche quando eravamo secondi
    A tutti piace essere li in vetta, il primo elettrizzato sono io, ma bisogna stare con i piedi per terra
    Noto ci ha messo 6 anni per capire il calcio, la serie C, sbagliare. Appena lo ha capito, abbiamo ammazzato il campionato. Voi speravate di salire in B con Dionigi in panchina, in porta Nordi e in attacco Letizia, se ci penso mi viene da ridere per quanto erano scarsi..
    Volare basso e programmare nel medio/lungo periodo..
    Forza Aquile

  • Complimenti per l’articolo, analisi condivisibile ed accurata della situazione, aggiungerei che abbiamo una società sicuramente ambiziosa e che visto è assaggiato l’ebrezza di vedersi lo stadio sempre pieno, nonché l’esodo in trasferta dei tanti tifosi non vorrà certo deluderci e credo che farà di tutto per migliorare la squadra…. Io residente al Nord lo seguo ovunque insieme alla mia famiglia e sono orgoglioso del mio Catanzaro. Forza Aquile sempre…..

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