Dalla Curva

Il Blocco ’29 lancia la giornata dell’orgoglio giallorosso

Appuntamento davanti al “Ceravolo” domenica 6 marzo alle 14. «Dimostriamo di esserci. Il Catanzaro siamo noi»

È un appello alla città. È un appello alla tifoseria a stringersi per un giorno di nuovo sotto la bandiera giallorossa che rischia, nella prossima stagione, di non sventolare più nelle curve degli stadi. Il Blocco ’29, riunito ieri sera al Club Banelli di Santa Maria, ha scelto un manifesto-appello per lanciare una sorta di “giornata dell’orgoglio”. L’obiettivo è sempre lo stesso: cercare di sensibilizzare la città per dare un futuro al Catanzaro Calcio. L’appuntamento è per domenica 6 marzo, dalle 14 in poi, davanti ai cancelli del “Ceravolo”, proprio mentre all’interno del tempio andrà in scena il derby con la Vigor Lamezia.

Sono tre i destinatari dell’appello. Innanzitutto i tifosi, chiamati a esserci, a far sentire la propria voce, «a non delegare», per dimostrare di «essere vivi e di voler combattere», per non dimenticare i sacrifici fatti da chi non c’è più, per far capire alle nuove generazioni «che cosa ha rappresentato il Catanzaro» e trasmettere loro «l’amore verso la squadra della loro città». I tifosi emigrati sono invitati a mandare un segno di solidarietà, di vicinanza all’iniziativa.

Ma l’appello è rivolto anche alla città, intesa come classe politica e imprenditoriale. Ai politici si chiede, come sempre, un sforzo per rimettere al centro della scena il Catanzaro che, in un passato non troppo lontano, ha regalato tanto lustro alla città, oltreché benefiche ricadute sul suo tessuto economico e sociale. Accanto agli eventi, agli spettacoli, alle mostre, avere «una società calcistica degna di un capoluogo di regione» può essere un volano per il commercio, per le strutture ricettive, per l’aggregazione sui tre colli. 

L’ultimo destinatario dell’appello è la classe imprenditoriale, invitata a «non restare indifferente al declino di una storia e di una città che le ha dato tanto». E il Blocco garantisce il suo appoggio a un’eventuale «nuova proprietà che possa ripercorrere le gesta di Ceravolo».

In definitiva, l’appello del Blocco (che verrà diffuso in città attraverso dei manifesti) vuole riunire almeno per un giorno tutte le anime della tifoseria, in nome dell’orgoglio e dell’appartenenza.

Ivan Pugliese

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Questo il testo integrale del manifesto-appello del Blocco ’29 per la giornata del 6 marzo.

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NOI SIAMO IL CATANZARO – TUTTI ALLO STADIO
Il Catanzaro Calcio è fallito per la seconda volta in cinque anni. 

L’invito che rivolgiamo a tutti i tifosi, ai club e ai gruppi della curva, alle donne e agli uomini, agli anziani e ai bambini ancora innamorati di questi colori è di ritrovarsi domenica 6 marzo, dalle 14.00 in poi, davanti ai cancelli del nostro tempio, il “Nicola Ceravolo”. Ancora una volta insieme per dire con forza agli imprenditori, ai politici, a tutta la città che i tifosi del Catanzaro ci sono, sono vivi e vogliono combattere.

Invitiamo anche i tifosi della provincia, della regione e gli emigranti a fare qualcosa, A NON DELEGARE a darci un segno di vicinanza, di solidarietà, a non lasciare solo il loro Catanzaro. Dimostriamo che Catanzaro e i suoi tifosi non sono morti.

Nel momento peggiore della storia calcistica catanzarese dimostriamo tutto l’orgoglio del nostro passato e della nostra storia. Facciamolo per chi pensa che il Catanzaro Calcio non esista più e  per tutti quelli che hanno dato tanto ai nostri colori, per tutti i tifosi che non ci sono più e per i nostri figli. Facciamolo per le nuove generazioni, perché sappiano che cosa ha rappresentato il Catanzaro e possano crescere con l’amore verso la squadra della loro città che non sia il Catanzaro.

Impegniamoci tutti insieme ad appoggiare con forza una nuova proprietà che possa ripercorrere le gesta del Presidentissimo Nicola Ceravolo, con passione e con gesti concreti per ridarci il nostro Catanzaro. Impegniamoci tutti a pretendere dalla classe politica catanzarese una società calcistica degna di un capoluogo di regione che non può vivere solo di eventi sporadici. Basta con dirigenti incapaci e divisioni inutili.

Impegniamoci affinché la classe imprenditoriale catanzarese non rimanga indifferente al declino di una storia e di una città che tanto ha dato loro.

Il Catanzaro può ricominciare da qui. Dimostriamo che noi ci siamo e che NOI SIAMO IL CATANZARO.

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