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Nella terra di Re Pietro… l’essenza è il presente!

Scritto da Vittorio Ranieri

Dopo i fasti dello scorso anno, coccole e attenzioni per i vari Pafundi, Dorval, Ruggero, Mosti e Pecorino sono

Ieri sera, facendo zapping tra i vari rotocalchi sportivi dedicati alla massima serie, a un certo punto, a molti di noi sarà sorto quasi il dubbio di aver sbagliato a pigiare sul telecomando. Infatti, direttamente o indirettamente, Catanzaro e il Catanzaro la facevano da padrone.

C’era Favasuli, capace di prendersi la scena e di prendere per mano il Napoli nella vittoria sul Bologna. C’era Alberto Aquilani balzare agli onori della cronaca col suo Sassuolo, facendo parlare di sé per gioco e mentalità.  E da quale settimana, poi, si continua a parlare di Alphadjo Cisse, finalmente senza l’accento sulla “e”, che, dalle nostre latitudini, abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare prima degli altri.

Tutto bello. Anzi, bellissimo tanti buoni motivi, come del resto gonfiare il petto d’orgoglio.

Ma c’è un piccolo particolare: quello è il Catanzaro di ieri.

Ma il calcio vive anche e soprattutto di presente e futuro!

Il presente giallorosso ha il volto e soprattutto i piedi di Simone Pafundi. Il piccolo “mago”, il nostro Harry Potter, che contro la Carrarese ha tirato fuori dal cilindro la giocata che serviva, lasciando poi a Re Pietro il compito di mettere la corona sulla prima vittoria.

Il presente è anche Dorval, uno di quei calciatori che quando sembra pronto al decollo ti fa allacciare le cinture, imbocca la pista e poi, improvvisamente, rallenta. Le qualità ci sono, adesso, bisogna soltanto capire quando spiccherà il volo, anche perché le qualità ci sono.

Il presente è una difesa che, in attesa, del miglior Ruggero (perché quello visto finora sembra ancora lontano parente dal giocatore ammirato nella serie B edizione 2024/2025) e di Imperiale, si aggrappa sempre di più ad Antonini, diventato quasi il punto di rifermo attorno al quale sistemare uomini e distanze.  A centrocampo, c’è sempre il nostro “modriccione”, ovvero Petriccione con le sue geometrie, ma urge come il pane che Mosti, magari chiarito l’equivoco tattico sul ruolo sin qui ritagliatogli dal tecnico, diventi punto di riferimento anche per via delle sue doti tecniche.

Non è il Catanzaro migliore, e, probabilmente ancora non può esserlo.

Si aspetta. Si aspetta soprattutto il ruggito di Pecorino, perché un centravanti può lavorare, lottare, aprire spazi e sacrificarsi, ma prima o poi deve cominciare anche a fare gol. E si aspetta una condizione fisica migliore, forse il vero ingrediente mancante per capire sino a dove possa arrivare questa squadra.

Nel frattempo c’è una certezza che attraversa passato e presente e si chiama Pietro Iemmello.

Nella terra di Re Pietro, come ha urlato sabato il telecronista di DAZN (a lui spetta doverosamente il copyright), è bello scoprire che quelli passati da Catanzaro oggi fanno parlare di sé e dell’Uesse sui palcoscenici più importanti.

Ma attenzione alla nostalgia, perfino quando è dolce e non è canaglia. Liberali, Favasuli, Cisse, Aquilani e tutti gli altri appartengono ormai all’album dei ricordi.

Pafundi, Dorval, Ruggero, Mosti e Pecorino e i tanti volti nuovi arrivati nella lunga estate del mercato giallorosso sono invece fotografie ancora da sviluppare. E nella terra di Re Pietro, oggi più che mai, l’essenza è il presente.

Autore

Vittorio Ranieri

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