Ci sono giornate in cui il calcio sembra divertirsi a mettere insieme storie lontane. Campi e maglie diverse, protagonisti che hanno preso altre strade. Poi basta seguire il filo e, in qualche modo, si torna sempre lì: al Ceravolo.
L’immagine più recente è quella di sabato. Pafundi vede il movimento di Iemmello e gli consegna il pallone della vittoria. Pietro fa il resto. Il Ceravolo esplode e il Catanzaro conquista finalmente i primi tre punti della stagione.
Una giocata che racconta qualcosa in più di un gol. Da una parte Iemmello, ormai identità e riferimento di questo Catanzaro. Dall’altra Pafundi, giovane talento arrivato per trovare spazio, continuità e fiducia.
Il capitano e il ragazzo. Le radici e il futuro.
E mentre il Ceravolo festeggia, altrove riaffiorano storie che conosciamo bene. Favasuli continua a mettersi in mostra, Cisse si è già fatto vedere, Aquilani prosegue il proprio percorso da allenatore. E aspettiamo Liberali, perché a Catanzaro abbiamo conosciuto bene il suo talento.
I loro successi appartengono naturalmente a loro. Ma una parte della loro strada è passata da qui. Hanno conosciuto il Ceravolo, la pressione di questa piazza, la possibilità di giocare, sbagliare, crescere e riprovarci.
Ed è forse questo uno dei segnali più interessanti di quanto sia cambiato il Catanzaro.
Per anni abbiamo guardato il grande calcio da lontano. Oggi capita sempre più spesso di guardarlo e riconoscere qualcuno che dal Ceravolo è passato.
Dietro c’è il percorso costruito dalla proprietà Noto, che ha restituito stabilità, credibilità e una dimensione nazionale al club. E dentro questo percorso ci sono anche le scelte di Ciro Polito, alcune riuscite e altre inevitabilmente meno, ma con una linea che appare chiara: continuare a cercare talento e dare spazio ai giovani.
Lo si è fatto negli ultimi anni e lo si sta facendo ancora oggi, con una rosa nella quale non mancano ragazzi da aspettare, far crescere e valorizzare. Non sappiamo chi riuscirà ad arrivare lontano. Lo dirà il campo. Ma è già importante che Catanzaro sia tornata a essere una piazza nella quale un giovane possa venire per giocarsi una possibilità vera.
Il Ceravolo può così essere contemporaneamente casa e vetrina.
Casa per Iemmello, che qui ha trovato qualcosa che ormai va oltre il calcio. Vetrina e palestra per chi arriva giovane e deve ancora trasformare il talento in continuità.
Favasuli, Cisse e Liberali raccontano, ciascuno a modo proprio, questa possibilità. Aquilani rappresenta l’altra faccia della stessa storia: anche un allenatore può passare da Catanzaro, misurarsi con una piazza importante e portare quell’esperienza nella tappa successiva.
Poi si torna a sabato.
Pafundi inventa, Iemmello segna, il Ceravolo esplode.
Forse non poteva esserci fotografia migliore. Il ragazzo che deve ancora costruire la propria storia serve l’uomo che la storia recente del Catanzaro la sta già scrivendo.
È anche questa la strada che Noto e Polito stanno provando a percorrere: radici forti e attenzione al futuro, uomini che sappiano cosa significa questa maglia e giovani ai quali concedere la possibilità di crescere.
Per questo fa piacere vedere Favasuli e Cisse protagonisti, seguire Aquilani e aspettare Liberali. Non perché quello che faranno appartenga al Catanzaro, ma perché un pezzo del loro viaggio è passato da qui.
E magari tra qualche anno accadrà ancora. Guarderemo una partita, riconosceremo un altro ragazzo e ricorderemo quando correva sul prato del Ceravolo.
Perché qualcuno arriva, cresce e riparte. Qualcun altro resta e diventa casa.
Dal Ceravolo al mondo. Con un filo giallorosso che continua a correre.
Foto Lorenzo Costa per UsCatanzaro.net

