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Opportunità o attesa? Tre settimane possono essere un’eternità

Scritto da Vittorio Ranieri

Pausa troppo lunga, soprattutto, per un Gorgone in difficoltà ed un ambiente sportivo in crisi di risultati.

Il noto giornalista Paolo Condò, al termine di Venezia-Lazio, parlando su Sky della posizione di Stroppa (proprio il tecnico che l’hanno scorso ha strapazzato il campionato di B) ha ricordato una delle leggi non scritte del calcio: una lunga sosta può diventare una spada di Damocle per gli allenatori in difficoltà.

Tre settimane senza giocare sono tante. Forse troppe. Soprattutto per gli allenatori in difficoltà e per gli ambienti sportivi in crisi di risultati.

In fondo, quando si gioca ogni tre giorni, una volta a settimana, c’è sempre una partita alla quale aggrapparsi. Quando invece il pallone si ferma, cominciano a giocare alti componenti: riflessioni, dubbi, telefonate. E soprattutto il tempo che diventa logorante. E, dalle nostre parti, dopo il naufragio di Marassi, di tempo per pensare ce ne sarà parecchio.

Un’altra sconfitta che, oltre ad essere la quarta in cinque giornate, fa male per come è arrivata.

Gli errori individuali spiegano gli episodi, ma non sempre spiegano le partite: ed è forse questo il punto sul quale Gorgone dovrà interrogarsi durante queste tre settimane. Anche perché il Catanzaro continua a dare l’impressione di avere più qualità di quanta riesca a trasformarne in calcio.

Eppure qualcosa non torna.

A Marassi è mancata soprattutto la capacità di leggere il momento. Curiosamente proprio quella che il tecnico aveva indicato alla vigilia come una delle chiavi della partita, evidenziando come sarebbe stato necessario capire i diversi momenti della gara. Quando la Samp è rimasta in dieci, il Catanzaro avrebbe dovuto prendere possesso della partita. È successo quasi il contrario.

E allora il problema non è stabilire oggi se Gorgone sia o meno in discussione. Questa è materia della società, non dei processi giornalistici del giorno dopo.

Il problema è capire se queste tre settimane possono essere un’opportunità o un’attesa.

Gorgone, prima di Marassi, aveva indicato (a mio avviso correttamente) la sosta come una preziosa occasione per portare alla migliore condizione chi era arrivato in ritardo. Del resto, un po’ tutti eravamo convinti che il vero campionato di questa squadra, rivoltata come un calzino in estate, sarebbe iniziato a ottobre.

Adesso, il significato della sosta, sfugge a qualsiasi chiave di lettura.

Se è vero che il tecnico avrà (tanto) tempo per lavorare è pur vero che il tempo nel calcio è una medicina strana. quando vinci non basta mai, quando perdi, improvvisamente, diventa lunghissimo.

E stavolta, al Ceravolo, la sveglia suonerà soltanto fra tre settimane, che, ci mancherebbe, possono servire per costruire una squadra. Ma sono anche abbastanza lunghe per cominciare a logorarsi… di domande.

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Vittorio Ranieri

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