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Gorgone: «Le buone partite non bastano più» [VIDEO]

Scritto da Redazione

Il tecnico del Catanzaro dopo la sconfitta di Genova: «Tanta delusione e amarezza. Dobbiamo capire che servono altre cose: intensità, attenzione e capacità di diventare diversi nei momenti decisivi»

C’è soprattutto amarezza nelle parole di Giorgio Gorgone dopo il 2-1 subito dal Catanzaro contro la Sampdoria, nel giorno dell’80° compleanno dei blucerchiati. Una partita che le Aquile avevano interpretato positivamente per larghi tratti, ma che ancora una volta si è decisa negli episodi e negli errori commessi nella parte finale.

«Tanta, tanta delusione e tanta amarezza per come è finita questa partita», esordisce il tecnico giallorosso, convinto che il Catanzaro abbia disputato un buon primo tempo, ribattendo colpo su colpo a una Sampdoria dotata di qualità.

Il problema, secondo Gorgone, è stato il modo in cui la squadra è rientrata dagli spogliatoi. «Dovevamo rientrare nel secondo tempo in un modo diverso», spiega. L’avvio della ripresa ha visto la Sampdoria prendere campo, anche per inerzia, e il Catanzaro commettere errori che hanno finito per indirizzare la partita.

Tre episodi che pesano

Il primo gol nasce da una disattenzione difensiva: una palla rimasta pericolosamente in area dopo un colpo di testa, con Insigne lasciato libero di intervenire.

Poi, quando la Sampdoria è rimasta in dieci, il Catanzaro non è riuscito a sfruttare a pieno la superiorità numerica. «Era ovvio che si chiudessero, era ovvio che rimanessero bassi», osserva Gorgone. In quel momento sarebbe servita maggiore velocità nella circolazione della palla, per muovere il blocco blucerchiato e creare gli spazi necessari.

L’occasione è arrivata, con Pecorino, ma il Catanzaro non è stato sufficientemente fluido nella gestione di quella fase.

Poi l’episodio che ha deciso definitivamente la gara: un «infortunio clamoroso», come lo definisce Gorgone, che ha sancito la fine delle speranze giallorosse di portare a casa almeno un punto.

«Le buone cose non bastano»

È il concetto sul quale il tecnico insiste maggiormente. Il Catanzaro ha prodotto buone prestazioni, ha ricevuto complimenti, ma dopo cinque giornate il bottino è di appena tre punti.

«Le buone partite, i buoni 60-50 minuti, a quanto pare non bastano più», sottolinea Gorgone.

E proprio questo deve diventare il primo campanello d’allarme per una squadra che, secondo l’allenatore, deve imparare a cambiare pelle durante la partita.

«A un certo punto bisogna diventare anche qualcos’altro», dice con chiarezza. Non basta fare bene determinate cose: nei momenti decisivi occorre trovare soluzioni differenti, aumentare l’intensità e soprattutto evitare che gli episodi negativi cancellino quanto costruito nei minuti precedenti.

«Bisogna correre tanto»

La lunga pausa che attende il campionato sarà quindi fondamentale. Gorgone parla apertamente di un periodo nel quale lavorare soprattutto sulla condizione fisica e sull’intensità.

«Bisogna correre tanto, bisogna avere intensità, quindi stare bene fisicamente. C’è da pedalare, c’è da lavorare».

Il tecnico non vuole attribuire responsabilità ai giocatori per le situazioni pregresse che hanno condizionato la preparazione, ma considera necessario un cambio di passo.

Il ritorno in campo dopo la sosta dovrà quindi coincidere con un Catanzaro più intenso e più pronto a reggere la partita per tutti i novanta minuti.

Gli applausi dei tifosi non cancellano il rammarico

Ancora una volta il pubblico giallorosso ha accompagnato la squadra fino alla fine, nonostante la sconfitta. I tifosi presenti a Marassi hanno applaudito e cantato, riconoscendo l’impegno della squadra.

Gorgone lo sottolinea con emozione: «Mi dispiace molto per la gente che è venuta fin qui».

L’impegno, dunque, non viene messo in discussione. Ma proprio per rispetto verso i tifosi, secondo il tecnico, occorre fare un passo ulteriore.

«I complimenti che finiscono sempre con poco sono un campanello d’allarme»

È probabilmente la frase che sintetizza meglio il momento del Catanzaro.

«I complimenti che finiscono sempre con poco vuol dire che incomincia a essere un campanello d’allarme», ammette Gorgone.

Dopo cinque giornate, tre punti e diverse prestazioni giudicate positivamente, non è più sufficiente limitarsi a sottolineare gli aspetti incoraggianti. Servono risposte concrete.

«A me non basta fare quello che faccio, quindi bisogna trovare delle soluzioni diverse», afferma il tecnico, riconoscendo anche il proprio coinvolgimento: «Sono sicuro che il risultato poi influenza anche me».

E aggiunge un passaggio significativo: se una situazione si è verificata «almeno tre volte su cinque», sarebbe sbagliato non porsi delle domande e non alimentare qualche dubbio.

La pausa arriva dunque in un momento delicato. Il Catanzaro ha mostrato qualità e capacità di competere, ma non è riuscito a trasformarle in risultati. Gorgone lo sa e indica la strada: più intensità, maggiore lucidità nei momenti decisivi e la capacità di trovare «soluzioni diverse» quando la partita cambia volto.

Dopo cinque giornate, per le Aquile è arrivato il momento di trasformare i complimenti in punti.

Redazione 24

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5 Commenti

  • La verità è che sei un’ allenatore scarso. Continui s dire le stesse cose in tutti i post partita…Continui a insistere su Koffi… perché??? Arditi si può vedere?? Non credo che gli altri acquisti che non vendiamo mai siano peggio di quelli che giocano…continui a sbagliare i cambi. Non sai leggere le partite!! Iemmello quando passeggia per il campo và sostituito con un’ altro!!

  • Ora era il momento di licenziarlo perché c’erano 21 gg. per poter lavorare con il nuovo allenatore, ma la Società non intende caricarsi un altri contratto, per cui si torna nell’INFERNO probabilmente.

  • Abbiamo regalato almeno 6 punti giá in questo campionato con svarioni difensivi assurdi. Punti che peseranno perchè le partite serie devono ancora venire. Da un certo punto di vista siamo quasi al passo dell’anno scorso (se vinciamo la prossima siamo a 6 punti in 6 partite). Purtroppo però mostriamo una facilità nel perdere le partite che abbiamo in tasca, il che preoccupa tanto. Significa mancanza di concentrazione e grinta. Il goal preso a Genova è un qualcosa che non vedevo da anni in un campionato professionistico

  • ….. se vinciamo la prossima” ……
    Ma voi l’avete visto il Mantova giocare, solo un miracolo ci può salvare da un’altra sconfitta. Siamo in un vicolo cieco perché abbiamo sul groppone 4 (+ 1 la prossima) sconfitte, dopodiché la Società suo malgrado deciderà di esonerare Gorgone. Trovare ora un buon allenatore libero è difficile, ma anche se ciò accadesse finché reinquadra la situazione ne perdiamo altre due e arriviamo a 7 sconfitte e ultimo posto in classifica. Vai a risalire poi visto anche che le squadre più forti le dobbiamo ancora incontrare. La vedo nera, spero di sbagliarmi.

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