La cosa peggiore, tornando da Genova, è quel pensiero che non ti lascia: l’abbiamo buttata via. E insieme alla rabbia arriva la preoccupazione, perché le sconfitte fuori casa sono diventate quattro e la vittoria sulla Carrarese è già troppo lontana per consolarci.
Ci eravamo concessi un po’ di sollievo. Ne avevamo bisogno. Ma oggi bisogna ammettere che il Catanzaro è in difficoltà e che quanto fatto finora non basta. Tre punti in cinque partite impongono una riflessione seria a tutti, anche a chi avrebbe buoni motivi per sentirsi al riparo dalle critiche.
Non c’è bisogno di ripercorrere ogni azione di Marassi. L’errore finale lo abbiamo visto, ci siamo arrabbiati e continueremo a pensarci. Ma sarebbe comodo far finire tutto lì, sulle spalle di chi ha sbagliato quel pallone. Questa squadra deve ancora trovare un’affidabilità che le permetta di raccogliere quanto costruisce e di reggere quando la partita diventa difficile.
Gorgone è il primo a doverci mettere mano. Da un allenatore ci si aspetta che sappia riconoscere ciò che non funziona e abbia il coraggio di correggerlo, anche rinunciando a qualcosa delle proprie idee. La sosta gli offre tempo, una possibilità importante dopo un avvio così. Dovrà usarla per dare alla squadra riferimenti più chiari e scegliere gli uomini che, oggi, possono offrirgli maggiori garanzie.
Non pretendiamo che in tre settimane risolva tutto. È però giusto aspettarsi di vedere un Catanzaro più ordinato, capace di aiutare chi ha il pallone e di proteggersi quando lo perde. Una squadra nella quale chi entra sappia cosa deve fare e chi è in difficoltà trovi una mano. Sono richieste alla portata di un gruppo professionistico. Su questo il tecnico deve incidere, e alla ripresa il suo lavoro dovrà riconoscersi.
Ma Gorgone non può giocare le partite al posto dei suoi calciatori. E qui il discorso riguarda soprattutto i più esperti, quelli ai quali ci si affida quando le cose prendono una brutta piega. Da loro ci aspettiamo lucidità, attenzione, la capacità di richiamare un compagno e di assumersi una responsabilità.
Chi conosce il campionato e questa piazza deve farsi sentire. Ci sono giovani da accompagnare, nuovi arrivati da inserire, momenti nei quali una parola detta in campo può evitare un errore. Il peso dello spogliatoio si vede anche così. In queste settimane vorremmo che fossero proprio i giocatori più rappresentativi a pretendere di più, da sé stessi prima ancora che dagli altri.
Anche Polito deve interrogarsi su questo avvio. La squadra l’ha costruita lui e ne condivide le responsabilità. È il momento di sedersi con l’allenatore e parlare chiaramente: che cosa manca, che cosa si può cambiare, come utilizzare meglio gli uomini a disposizione. Se alcuni equilibri immaginati in estate non si trovano, bisogna prenderne atto.
Il direttore ha esperienza sufficiente per sapere che una rosa va giudicata quando gioca. I nomi e le aspettative, a settembre, devono cominciare a diventare rendimento. Difendere il proprio lavoro significa anche riconoscere dove occorre correggerlo. Da Polito ci aspettiamo presenza, confronto e risposte.
E la proprietà Noto deve esserci, con la fermezza che questo momento richiede. Nessuno dimentica quanto ha fatto per il Catanzaro. La riconoscenza resta, ma non rende meno legittima la preoccupazione di oggi. Proprio perché sappiamo quanto è costato arrivare fin qui, chiediamo che questo patrimonio venga custodito con attenzione.
La società ascolti tecnico e direttore, chieda spiegazioni, verifichi il lavoro. Faccia sentire sostegno e pretenda una reazione. Sarebbe sbagliato lasciarsi prendere dalla fretta, quanto convincersi che basti aspettare perché tutto torni a posto.
Le tre settimane di sosta serviranno a recuperare condizione, provare soluzioni, consolidare le intese. Serviranno anche a parlarsi senza cercare ogni volta un’attenuante. Ognuno dovrà accettare una critica, una correzione, magari una panchina. Il bene della squadra passa anche da rinunce così.
Nel frattempo, lasciamo ai tifosi il diritto di essere arrabbiati. Chi ha seguito il Catanzaro a Genova, chi lo ha aspettato davanti alla televisione, chi continua a organizzare le proprie giornate intorno a questa maglia non chiede di vincere sempre. Ma ha diritto di chiedere che occasioni come quella di sabato non vengano sprecate con tanta facilità.
Il Catanzaro ha tempo per rimettersi in piedi. Adesso, però, quel tempo va usato bene. Alla ripresa vorremmo poter dire che la sconfitta di Genova è servita a qualcosa. Tocca a chi allena, a chi gioca e a chi dirige fare in modo che sia così.
Una riflessione riguarda anche chi racconta ogni giorno questa squadra, noi compresi. La passione ci accompagna e a volte rende più difficile mantenere la giusta misura. Per questo dobbiamo sforzarci di capire, fare domande e dare ai lettori elementi per giudicare, riconoscendo ciò che funziona senza sorvolare sui problemi. Anche da parte nostra serve lucidità: nelle parole, nei giudizi e nel peso che diamo a una vittoria o a una sconfitta.
Harp


facciamo pena,
una squadra senza spina dorsale, demotivata scendono in campo perchè sono pagati per farlo non hanno amore orgoglio e soprattutto ATTRIBUTI, non si fanno rispettare VERGOGNATEVI TUTTI.
Ieri IEMMELLO doveva essere sostiuito (camminava in campo e ovviamente sbagliava passaggi ma non lo cmabia perchè le volte precedenti che lo ha sostituito il CATANZARO HA PERSO ma ier ha perso lo stesso con lui),
ma soprattutto CANDELA, CANDELA è un CESSO IMMANE, invece di andare incontro al pallone si è ALLONTANATO dall’azione e gliolo lascia a quello della samp.. semplicemente vergonoso CANDELA è il TERZO gol che fa fare, uno con il vicenza, uno con il pisa (entrambi gol di testa con lui che non ha marcato l’uomo) e questo di ieri..
CANDELA peggio di BETTELLA deve andarsene subito (ma gorgone non lo capisce???)
PECORINO è il terzo GOL che si mangia ava i pedi storti????
ci divoriamo tanti “rigori in movimento”;
capitolo Gorgone non azzecca un cambio (coffi non è assolutamente un giocatore da serie b) forse è sponsorizzato da POLITO per cui ha la titolarità ma è scarso come la merda (con rispetto per quest’ultima)
fa giocare gli stessi quando cè Garnica che è forte, tchauuna anche, reità (insomma quell oche abbiamo preso dal Genoa) altrettanto forti frosini l’anno scorso era quasi sempre titolare… Alesi gioca bene a centro e non sulla fascia… ma di cosa parliamo? non abbiamo un’ala destra mettiamo DORVAL che è un mancino e renderebbe molto di più a sinistra..
fai giocare DIi FRANCESCO titolare a sinistra e FROSININI titolare a destra..
nulla da dire su IMPERIALE e RUGGERO
MOSTI dovrebbe essere + grintoso
PETRICCIONE fermo non recupera se perde palla si ferma
insomama gorgone è stata per me una delusione totale pensavo fosse milgiore..
forse da lezioni di filosofia (dato che è soprannominato il filosofo) e non di pallone
una squadra che norde dovevamo mangiarceli e ci hanno preso a calci nel culo, non abbiamo vinto un contrasto e quell ici hanno fatot neri per grinta foga e giocare a pallone..
e quello che scrivo è sotto gli occhi di tutti ed è realtà come sono reali i TRE punti in CINQUE patite..
questi giocatori tranne poche eccezzioni NON ONORANO LA MAGLIA, VERGOGNATEVI!!
Complimenti per la disamina ora la parte piu’ difficile e’ recuperare i giocatori dal punto di vista mentale nonche’ fisico .