«Ogni tanto faccio riascoltare ai miei figli il racconto del gol di Perugia…una radiocronaca che paragono a quelle di Francesco Repice» inizia così la chiacchierata con il protagonista di questo nostro “Mi ritorni in mente”, Salvatore “Sammy” Accursi che ricorda come il gol del vantaggio di un Perugia- Catanzaro sia passato alla storia oltre che per la sua rete anche per la radiocronaca del nostro collega e amico Vittorio Giummo. Accursi di quel Catanzaro era il capitano, deciso a chiudere la carriera nella squadra calabrese alla quale da giovane calciatore aveva sempre guardato con interesse, che si ritrovò quel 16 ottobre 2011 a prendere per mano la squadra segnando il gol che ha rotto il ghiaccio sul difficile campo del Perugia: «La partita del “Curi” ci diede la consapevolezza che potevamo giocarci la promozione. Il gol del vantaggio è, per me, uno dei ricordi più belli…quando ci penso vedo ancora nitidamente la palla che parte, io che mi tuffo e, a mezz’aria, la colpisco di testa…onestamente non la vidi subito finire in rete ma mi accorsi che era gol guardando i miei compagni esultare!».
Aprendo lo scrigno dei ricordi, capitan Accursi ci riporta ad un’estate difficile, era appena iniziata l’era Cosentino e ancora non si aveva la certezza della ripartenza della Seconda Divisione della Lega Pro, e mentre era di ritorno da una vacanza all’estero ricevette la telefonata che poi lo avrebbe portato a vestire la maglia giallorossa: «Ricordo che stavo rientrando da un viaggio e ricevetti la telefonata di Ciccio Cozza. Il mister mi ha spiegato che sarebbe stato il nuovo allenatore del Catanzaro manifestando il suo interessamento. Sai…li per lì pensavo fosse uno scherzo…tanto che risposi ma dai smettila, ho capito che è uno scherzo dimmi chi sei e facciamola finita…in realtà era veramente Cicco Cozza al quale dissi che al mio rientro ci saremmo incontrati. Io avevo appena perso la finale per la promozione in Serie B con la Salernitana ed ero senza contratto ma dissi, all’incontro, che non mi sentivo di scendere in D…perché in quei giorni era una delle possibilità in gioco. Ci lasciammo con la promessa che se avessero disputato il campionato di Lega Pro io avrei firmato con il Catanzaro. E così è stato. Io sono arrivato direttamente a Cittanova, in ritiro, e la squadra era ancora tutta da costruire…abbiamo iniziato a lavorare con i giovani che non avevano grossa esperienza fra i professionisti e, strada facendo, la squadra è stata assemblata. Il gruppo- ci ha raccontato ancora Accursi-, inizialmente era stato costruito per altri obiettivi…poi arriviamo alla vigilia della prima gara con il Melfi e sui giornali leggiamo le dichiarazioni del tecnico che parlava di un gruppo vincente…noi, nello spogliatoio, ci siamo guardati un po’ così ma evidentemente lui ci aveva visto lungo sotto questo aspetto». E, come già accaduto con chi lo ha preceduto, anche capitan Accursi ha sottolineato il valore di quel gruppo esaltato dal lavoro delle figure che componevano lo staff tecnico. Il racconto di quella stagione finisce con gli spalti pieni nell’ultima gara con il Giulianova quando circa ottomila persone festeggiarono il ritorno in Prima Divisione, traguardo inaspettato ad inizio stagione ma fortemente inseguito e voluto da Cozza e i suoi uomini. E per il nostro capitano, come è finita la sua storia da giocatore giallorosso? Come finiscono le storie di tutti i campioni: «La stagione successiva decisi di fermarmi, il ginocchio mi dava problemi e la società decise di farmi entrare nello staff tecnico per continuare a dare il mio contributo a quel gruppo» e così Salvatore Accursi ha lasciato il calcio giocato per proseguire la sua carriera in altre vesti ma di Catanzaro porta nel suo cuore il ricordo «di una città che ci ha seguito con una passione immensa non facendoci mai mancare nemmeno lontano dal rettangolo di gioco il suo supporto».

