Catanzaro News Mi ritorni in mente

Mirarchi: “La mia Serie A? Il sombrero di Palanca in una partitella del giovedì”

Scritto da Daniela Critelli

«Con il Catanzaro ho vissuto tutta la mia vita calcistica, ho iniziato a sette anni e ho fatto tutta la trafila, tranne i giovanissimi che non c’erano nel settore giovanile giallorosso e per questo in quel periodo ho dovuto giocare con la Kennedy. Sono stato sul punto di esordire in prima squadra ma dopo l’esperienza ad Italia ’90 il Coni mi chiamò e decisi di salire su quel treno per iniziare la mia avventura professionale. Ricordo che, quando rifiutai il biennale che mi avevano offerto, l’allora segretario Sig. Larussa non credeva che mi avesse chiamato il Coni pensando che stessi rescindendo per approdare verso altri lidi. In realtà ho solo scelto di cogliere al volo un’opportunità professionale». Inizia così il racconto del protagonista di questa settimana della rubrica “Mi ritorni in mente”. La sua storia è indissolubilmente legata ai colori giallorossi e, se il calcio giocato è ormai un capitolo chiuso da qualche anno, il pallone continua a rappresentare il centro della sua vita professionale. Ogni giorno svolge il suo ruolo con dedizione, passione e spirito di servizio da presidente del Comitato Calabria della Lega Nazionale Dilettanti. Con Saverio Mirarchi abbiamo condiviso una piacevole chiacchierata, innanzitutto con un uomo di sport e, allo stesso tempo, con un grande tifoso del Catanzaro. Un legame autentico con i colori giallorossi che, da calciatore, lo portò anche a sfiorare l’esordio in prima squadra.

Saverio Mirarchi ha fatto parte di quella squadra Allievi che, guidata da mister Franco Cittadino, riuscì ad imporsi sulla Juventus nel torneo “Coscione”. Di quella squadra facevano parte tantissimi talenti come Gaetano Fontana, fresco allenatore della Triestina, Renato Mancini, Umberto Brutto, Antonio Criniti, Massimiliano Esposito (solo per citarne alcuni) che sarebbero presto diventati protagonisti con la formazione giallorossa. Di quel torneo Saverio Mirarchi ci racconta: «In semifinale abbiamo battuto il Monza e in finale ci ritrovammo davanti la Juventus allenata da Antonello Cuccureddu. Ricordo che Tonino Criniti, davvero un grandissimo giocatore, per ben due volte si presentò davanti al portiere e lo superò senza riuscire a segnare, perché dopo averlo scartato una prima volta torno indietro per superarlo nuovamente. Alla fine del primo tempo, mister Cittadino lo prese in disparte e scrollandolo gli disse che se tornava in campo e non segnava sarebbero stati guai…e anche io, onestamente, da capitano di quella squadra gli feci capire che per come stavamo giocando ci meritavamo di vincere la finale…la fine della storia la conosciamo, abbiamo vinto il torneo e questo è ancora uno dei ricordi più belli che conservo del mio periodo con il Catanzaro».

Quel periodo, per Mirarchi, è stato davvero un’esperienza formativa importante: «Sono stato fortunato perché ho lavorato con tecnici di grandissimo livello come Adriano Banelli, lo stesso Franco Cittadino, Enrico Nicolini e Fausto Silipo che oltre a formarmi dal punto di vista tecnico ci hanno trasmesso importantissimi valori etici. A loro devo molto perché ho appreso il modo più sano per fare sport». Da tifosissimo giallorosso, Mirarchi si vanta di non aver tifato per nessuna altra squadra di Serie A visto che non ne sentiva la necessità perché la Serie A l’ha vissuta da raccattapalle riuscendo a giocare anche con Palanca, che si è dovuto marcare nella partitella del giovedì che ha segnato il ritorno di O’Rey in giallorosso: «La sua prima palla- ci ha raccontato riferendosi al bomber giallorosso- fu un sombrero sulla mia testa, mi superò, provo la conclusione e riuscì a segnare…e chi se lo scorda…». Mirarchi ha anche sottolineato la bellezza del percorso che il Catanzaro ha intrapreso in questi ultimi anni, soprattutto sotto il profilo del gioco, riuscendo a riportarlo ai fasti della Serie A che con il Monza le Aquile hanno sfiorato. Da presidente del Comitato Calabria ha investito molto sui giovani, puntando a rafforzare le rappresentative calabresi, esperienza che ha portato molti giovani talenti di casa nostra a vestire la maglia della nazionale dilettanti ma soprattutto ad avere opportunità importanti per le loro carriere. Il presidente Mirarchi si congeda da noi fiducioso che il “suo” Catanzaro possa proseguire il percorso virtuoso di queste ultime stagioni e continuare ad essere quel modello che tutti hanno sottolineato essere.

 

 

Autore

Daniela Critelli

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