Un viaggio così intenso, spericolato, pieno di emozioni che ancora mi scuotono. Siamo arrivati a un passo dal sogno, spinti dalla passione di un popolo magnifico con cui siamo diventati un corpo unico. Un legame autentico che ci ha dato speranza fino all’ultimo secondo. E nel dolore di esserci fermati a un centimetro dal traguardo, resta l’orgoglio per quello che abbiamo costruito insieme: una splendida avventura umana, oltre che sportiva.
Tutto si è incastrato alla perfezione: una squadra fantastica, che ha abbracciato un’idea e l’ha coltivata con fiducia ed entusiasmo, sempre, anche nei momenti difficili, anche con avversari sulla carta più forti. Che ha saputo trovare e poi mantenere il difficile equilibrio tra umiltà e ambizione. Capace di sognare tenendo sempre i piedi per terra. Ragazzi e giocatori seri e con un cuore enorme, a cui devo tantissimo.
Una società competente, appassionata e sempre presente. Guidata dal romanticismo del presidente Noto e sostenuta dalla visione di Ciro Polito, un direttore di immenso talento ma anche una persona speciale che sa prendersi cura degli altri e creare un ambiente di grandi valori.
Una tifoseria che ha trasformato ogni partita in una comunione sentimentale tra squadra e territorio, che ci ha accompagnato e sostenuto ovunque facendoci sentire il peso e il privilegio di rappresentare questi colori.
Tutte le persone che hanno contribuito con il loro lavoro a creare quest’alchimia unica.
Lasciare tutto questo è doloroso: una delle decisioni più sofferte che abbia mai preso. E se alcuni di voi saranno delusi, lo capisco. Il calcio è un percorso fatto di bivi e di scelte, e quella che ho davanti è una sfida che sento di dover affrontare.
Porterò con me ogni istante di questo cammino, l’affetto ricevuto e la consapevolezza di aver vissuto un’esperienza umana e professionale unica. Grazie a ogni singola persona con cui ho condiviso quest’anno indimenticabile.
Non so se questo sia davvero un saluto, perché una parte di me resterà sempre a Catanzaro.


Premetto che ognuno è libero di fare ciò che crede meglio per sé stesso, ma sono sempre le solite frasi e parole di chi è passato e ha vissuto il Catanzaro… Vorrei trovare qualcuno una volta buona, che alle sue belle parole, accompagni i fatti, sennò restano solo belle parole e frasi di circostanza…
SEI un PAGLIACCIO come tanti, questa è la cosa milgiore per il Catanzaro ( parole tue dopo la finale di Monza) andartene???
bene ti auguro come molti fratelli GialloRossi di fare la fine che meridi…
gli UOMINI rispettano gli impegni presi (contratto di lavaoro incluso) e non cambiano lidi a seconda di chi paga di più (è ammirabile il nostro Presidentissimo ad aver cercato di trattenerti con contratto quadriennale, aumento contraturale e allestimento di una rosa altamente competitiva) ma tu sei quello che sei sono le azioni a parlare.. puoi scrivere paorle a miele per gli allocchi..
io ti seguirò e gioirò quando non mangerai neanche il panettone…. hai fatt oquello che hai fatto perchè eri a CATANZARO, e la squadra qui butta il sangue per onorare la maglia mica l’allenatore ovvero tu!
comesiamo andati avanti??? con le individualità!!! non c’ra nessuno schema d’attacco… le sottopunte che ingolfavano… i buchi a centorcampo paurosi… ma ce li siamo dimenticati?
per me comesi dice a CATANZARO sei un OMINICCHIO it risparmi il peggio ovvero un QUAQQUARAQUA’
e da oggi non parlare del CATANZARO che non sei degno
aspettiamo che tu faccia la fine di VIVARINI (altro lestofante) e di CAPUEMUNTUNA CASERTA…
come hai provaot l’ebbrezza del centimetor dalla serie A avrai la giusta ricompensa ESONERO prima di NATALE,
predicavi UMILTA’ e poi ti sei perso per una manciata di spicci…vergognati anche se non lo farai perchè sei un mercenario come tanti..
Con questo gesto hai infangato quello che di buoni avevi fatto qui sui Tre Colli..
per me sei una parentesi chiusa ad aeternum
PAGLIACCIO