Avversario di turno

Brescia, un avversario esperto e solido per il Catanzaro

Scritto da Emanuele Mongiardo

Finalmente è arrivato il momento della post-season. Per una volta il Catanzaro si avvicina ad un playoff con serenità, con la certezza di aver disputato una stagione di successo in B e non con l’incombenza di dover vincere per abbandonare la Serie C. La sfida del Ceravolo di domani contro il Brescia sarà l’occasione per rifarsi del divieto di trasferta dello scorso marzo, che impedì ai sostenitori giallorossi di godersi una giornata di festa in casa dei gemellati bresciani.

Al di là del bel rapporto tra le due tifoserie, sul campo sarà sicuramente una partita dura, perché la gara secca segue logiche totalmente diverse dal campionato. Dopo l’1-1 del Rigamonti, il Brescia si è confermato squadra incredibilmente solida. È arrivato qualche pareggio di troppo, certo, ma da quella partita di marzo a oggi ci sono state solo due sconfitte: una in casa di una grande come il Venezia, l’altra al San Nicola contro il Bari, dove difatti le rondinelle avevano poco da giocarsi rispetto ai pugliesi. Per il resto sono arrivate tre vittorie e tre pareggi.

Come detto, un’eliminatoria su gara unica segue regole diverse rispetto al campionato. Il fatto di essere refrattari alla sconfitta, allora, è un punto a favore del Brescia. Certo, nei 120’ il pareggio qualificherebbe il Catanzaro. Ma anche in una gara d’attesa, come dovrebbe essere quella delle rondinelle al cospetto di un avversario propositivo come la squadra di Vivarini, l’occasione per colpire potrebbe arrivare in qualsiasi momento. È questa la forza della squadra di Maran.

Oltretutto, gli sconti diretti dimostrano come il Catanzaro soffra le caratteristiche del Brescia. Si tratta, infatti, di una squadra dalle grandi doti fisiche, che per via della possibilità di appoggiarsi sulle punte e poi avanzare ha creato problemi ai ragazzi di Vivarini su come pressare. Certo, a differenza del campionato non ci sarà Gennaro Borrelli, a segno nella gara di ritorno. Il centravanti napoletano, col suo metro e novantaquattro, era fondamentale per tenere su il pallone, far salire i compagni e poi far valere le proprie doti aeree in area di rigore. Un infortunio rimediato a Cosenza lo ha costretto a terminare anzitempo la stagione: qualche giorno fa ha anche dovuto operarsi.

Forse l’attacco potrebbe dare qualche problema a Maran, visto che anche Moncini, per sua stessa ammissione, ha ripreso solo ieri ad allenarsi insieme ai compagni.

Dal punto di vista tattico, il prossimo avversario del Catanzaro dovrebbe schierarsi con un 4-3-1-2. Sappiamo che in realtà l’identità del Brescia può essere molto fluida. A inizio stagione Maran aveva adottato la difesa a tre. Anche con il 4-3-1-2, poi, l’assetto può variare a seconda delle caratteristiche e magari passare al 4-3-2-1 con l’impiego congiunto di trequartisti come Galazzi e Bjarnason.

È facile immaginare che il Brescia si compatti nei minuti iniziali per intasare il centro. Dopodiché conterà sulla capacità dei giocatori più avanzati, Bianchi in particolare, di tagliare verso l’esterno per dare ampiezza e, contemporaneamente, uno sbocco in verticale. Una volta recapitato il pallone in avanti, mezzali come Bisoli e Besaggio impiegano poco a risalire il campo e fornire il proprio supporto.

Il Catanzaro, dal canto suo, dovrà sfruttare l’assenza di una torre come Borrelli per pressare in maniera ancora più decisa, visto che il Brescia sarà meno efficace con i lanci. In una partita a eliminazione diretta, comunque, ci sono tanti momenti da interpretare in maniera diversa. Bisognerà tenerlo a mente. Così come bisognerà tenere a mente che partite del genere durano almeno 95 minuti: anche qualora arrivasse un gol del Brescia, non bisognerà andare nel panico, perché le capacità per colpire ci sono.

La speranza è di ritrovarci tra una settimana di nuovo su questa rubrica.

Autore

Emanuele Mongiardo

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