Non è una partita come le altre. La trasferta di Benevento rappresenta uno snodo delicato per il Catanzaro, chiamato a reagire dopo la pesante sconfitta contro l’Ascoli e a voltare pagina proprio nel momento in cui la società ha deciso di cambiare guida tecnica, affidando la squadra a Michele Mignani al posto di Gorgone. È l’inizio di una nuova fase, con la necessità di ritrovare in fretta compattezza, fiducia e risultati.
Il calendario non concede pause e il tempo per preparare la sfida è pochissimo. Mignani avrà a disposizione appena un paio di giorni per conoscere più da vicino il gruppo, prendere le prime decisioni e provare a trasmettere le proprie idee. Troppo poco per immaginare una rivoluzione tattica compiuta, ma forse sufficiente per intervenire sugli aspetti più urgenti: atteggiamento, attenzione, disponibilità al sacrificio e capacità di restare dentro la partita anche nei momenti difficili.
Perché, prima ancora dei moduli e delle scelte degli uomini, al Catanzaro serve ritrovare quella scintilla che nel calcio può cambiare il volto di una squadra. La voglia di reagire, di non lasciarsi trascinare dagli ultimi risultati e di trasformare la delusione in una risposta concreta sul campo.
Formazione, tanti dubbi per Mignani

Il cambio in panchina apre inevitabilmente nuovi interrogativi: quale sistema di gioco sceglierà il tecnico? Confermerà parte delle soluzioni adottate dal predecessore oppure proverà a modificare qualcosa già dal primo appuntamento? Al momento, azzardare un undici iniziale è praticamente impossibile.
Le partite ravvicinate e le assenze di Pecorino e Giovane complicano ulteriormente le valutazioni. Mignani dovrà confrontarsi con il gruppo e con le informazioni raccolte dai reduci dello staff rimasti, valutando soprattutto le condizioni atletiche dei singoli. Potrebbe diventare importante anche chi, finora, ha trovato meno spazio: in una fase così delicata, energie fresche e motivazioni possono offrire risposte preziose.
La priorità, però, non sarà inventare qualcosa a tutti i costi. Servirà prima di tutto restituire ordine a una squadra che ha mostrato fragilità evidenti. Dopo il pesante 1-6 incassato contro l’Ascoli, il Catanzaro deve ritrovare equilibrio, compattezza e la capacità di affrontare le difficoltà senza disunirsi.
Dai senatori all’ultimo componente della rosa: serve una reazione

Mignani avrà le sue responsabilità, ma sarebbe ingeneroso chiedergli di risolvere in pochi giorni problemi che richiedono tempo e lavoro. La prima risposta, adesso, deve arrivare da chi scende in campo.
Dai cosiddetti senatori fino all’ultimo componente della rosa, tutti sono chiamati a dimostrare di avere compreso il momento. Non basteranno le dichiarazioni di circostanza, né la speranza che il semplice cambio di allenatore possa cancellare quanto accaduto. Occorreranno atteggiamento, sacrificio, attenzione e soprattutto personalità.

Chi indosserà la maglia giallorossa dovrà dimostrare di voler lottare su ogni pallone, aiutare il compagno e restare dentro la partita anche quando le cose non andranno per il verso giusto. È questo il primo segnale che la tifoseria si aspetta: vedere una squadra ferita, ma non rassegnata; in difficoltà, ma ancora capace di reagire.
Oltre 400 tifosi al “Vigorito”: la maglia va onorata
C’è poi un aspetto che merita di essere sottolineato. Nonostante la classifica e la pesante battuta d’arresto, il Catanzaro non affronterà da solo la trasferta campana. In un giorno lavorativo, saranno oltre 400 i tifosi giallorossi pronti a raggiungere il “Ciro Vigorito” per sostenere le Aquile.
Un dato che racconta la forza di un legame che non si spezza per una sconfitta, neppure quando fa male. Ma il sostegno dei tifosi porta con sé anche un’aspettativa legittima: rispetto per la maglia, per la storia della società e per chi continua a seguire la squadra anche nei momenti più complicati.
Non si può pretendere che una partita cancelli tutto, ma si può pretendere che la squadra mostri un volto diverso. I tifosi saranno al loro posto, pronti a fare la propria parte. Ora tocca ai calciatori rispondere sul terreno di gioco.
Redazione 24

