Porte chiuse a Giovino

Non per preparare qualche rivoluzione tattica da sottrarre agli occhi indiscreti, ma per un allenamento congiunto nel quale Giorgio Gorgone ha lasciato a riposo buona parte dei titolari e dato spazio soprattutto alle seconde linee.
Il Catanzaro ne ha fatti sei alla Vibonese. Tutto bene, dunque? Calma. L’avversario è apparso piuttosto inconsistente e il divario è stato tale da rendere complicato capire dove finissero i meriti dei giallorossi e iniziassero i limiti di chi avevano davanti. Qualche indicazione sarà certamente arrivata. Noi non l’abbiamo vista, Gorgone e il suo staff probabilmente sì. Ed è ciò che conta, considerando che un test del genere serve soprattutto all’allenatore per controllare condizione, movimenti e risposte di chi durante il campionato ha avuto meno occasioni. Intanto il tabellino qualcosa racconta. Reita e Arditi hanno segnato due volte a testa,

Frosinini ha aperto le marcature e Federico Di Francesco ha aggiunto il proprio nome alla lista. Minuti anche per Buso, schierato sulla trequarti e alla ricerca di spazio nelle rotazioni. Curiosamente, mentre le porte rimanevano chiuse al pubblico, dentro Giovino c’era una rappresentanza particolarmente nutrita della proprietà: Floriano e Gino Noto sugli spalti, Desiderio Noto a bordo campo. La famiglia ha dunque potuto osservare direttamente ciò che agli altri è stato lasciato soprattutto da immaginare. Niente processi e nemmeno promozioni dopo un 6-1 di fine settembre contro un avversario così poco probante. Reita, Arditi e Frosinini hanno fatto quello che potevano fare: mettersi in mostra. Buso ha aggiunto minuti. Gorgone ha preso appunti.
Se poi tra quegli appunti ci sia qualcosa destinato a cambiare il Catanzaro alla ripresa del campionato, lo scopriremo più avanti. Per adesso sappiamo soltanto che erano riservati. Come le porte di Giovino.
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Redazione 24

