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Catanzaro-Potenza 1-1: l’analisi tecnico-tattica

Il Catanzaro sbatte sul muro del Potenza evidenziando uno sviluppo del gioco lento e sterile unito ad una condizione ancora deficitaria degli uomini chiave

Il Catanzaro rischia la beffa al “Ceravolo” ma grazie ad un rigore realizzato da Cianci pareggia una partita che si era compromessa. Il Potenza parte meglio dei giallorossi sotto il profilo della personalità ma si blocca dopo l’uscita di Romero per infortunio.

I sistemi di gioco

Il Catanzaro scende in campo con un 3-4-2-1 fluido che si trasforma in 5-3-1-1 in fase di non possesso palla complici i movimenti a scalare di Vandeputte e dei due giocatori esterni.

I lucani si schierano con un 5-3-2 in fase di non possesso palla e con un 4-4-2 asimmetrico in fase di possesso con il pacchetto difensivo abile a scalare verso il lato sinistro, Sepe bravo a posizionarsi sulla linea di centrocampo e Ricci ad alzarsi leggermente tra le linee.

Gli interpreti

A difesa della porta giallorossa si posiziona Branduani. Il terzetto difensivo si compone con Scognamillo sul centro-destra, Fazio centrale e Martinelli sul centro-sinistra. Sui lati Rolando a destra e Porcino a sinistra. In mezzo al campo si posizionano Verna Cinelli con Vandeputte Carlini dietro le spalle di Vazquez. 

La fase di possesso palla

Brutto primo tempo da parte dei padroni di casa che si dimostrano lenti nella costruzione del gioco. Tali difficoltà compromettono lo sviluppo e non consentono di mettere in moto i giocatori di maggiore qualità offensiva.

Antonio Cinelli

 

Molto interessanti, invece, i continui interscambi di posizione tra Verna Rolando sulla fascia destra e Vandeputte Porcino dal lato opposto, smarcamenti attraverso i quali il Catanzaro cerca di creare superiorità numerica esterna senza riuscire però a sviluppare azioni pericolose.

Ad inizio ripresa mister Calabro sostituisce Cinelli, spesso impacciato con la palla tra i piedi, con Risolo. La manovra inizia ad essere più fluida e il Catanzaro conquista campo e calci piazzati. I tiri da fermo sono affidati al destro di Vandeputte che, pur non esprimendo tutto il suo potenziale, ogni qualvolta calcia dà l’impressione di creare pericoli alla squadra avversaria.

Gli uomini di Gallo sembrano intimoriti e non riescono a togliere la testa dalla propria metà campo. I giallorossi creano una ghiotta occasione da gol con “El Cabezon” Vazquez ma la palla non entra.

Il Potenza sembra alle corde e il pubblico di casa si aspetta la giocata vincente, magari dalla panchina. Al 64′ Calabro ci mette del suo e cambia, o meglio, non cambia sistema di gioco ma uomini. Decide di rimanere fedele ai tre difensori centrali e sostituisce Rolando e Porcino con Bombagi e Bearzotti.  Vandeputte viene spostato insolitamente sulla sinistra, a tutta fascia, Bearzotti occupa la posizione di esterno destro e l’ex Teramo Bombagi si posiziona insieme a Carlini dietro Vazquez. La squadra inizia ad attaccare in modo confuso, il mister se ne accorge e decide di cambiare ancora. Al 72′ fuori Carlini e dentro Cianci per far coppia con Vazquez in attacco.

Pochi minuti più tardi gli ospiti superano la metà campo per la prima volta nella ripresa e su doppia azione da calcio d’angolo trovano il gol con Matino marcato da Bombagi. 

Una volta in svantaggio mister Calabro effettua il cambio tattico che avrebbe potuto fare in precedenza. Sostituisce Scognamillo con Tentardini, rinuncia ad un difensore centrale e forma una difesa a quattro. Il Catanzaro prova il forcing finale prevalentemente per via esterna e grazie ad un rigore trasformato da Cianci riesce a pareggiare la partita.

La fase di non possesso palla

Nelle situazioni di prima pressione il Catanzaro si dimostra meno aggressivo del solito e il Potenza alterna la costruzione bassa a quella diretta verso l’attaccante Romero abile nel duello aereo.

Nei casi in cui gli ospiti creano palla aperta, i padroni di casa costruiscono linee di attesa formando una difesa a cinque con le scalate dei due esterni e un centrocampo a tre con il supporto di Vandeputte. 

Nella ripresa, come detto in precedenza, i lucani sollecitano poco la solida difesa giallorossa che viene perforata solo a seguito di un’azione da calcio d’angolo.

Calci piazzati

Nelle punizioni laterali a sfavore il Catanzaro marca a zona lasciando spazio per facilitare l’uscita di Branduani. Nei corner invece i giallorossi si dispongono con una marcatura a zona mista con due o tre giocatori a zona e gli altri a marcare a uomo. Da evidenziare come nei calci piazzati a sfavore tutti i giocatori vengono coinvolti a difesa della porta e mister Calabro rinuncia a posizionare giocatori in smarcamento preventivo per facilitare un’eventuale transizione.

Tuttavia rimane il rammarico per il gol subito. Non si comprende il perché un giocatore dotato di buon tempismo come Matino viene marcato da Bombagi nella doppia azione che ha portato al gol ospite. Eppure dopo l’uscita dal campo di Romero sostituito dal più “piccolo” Volpe, i padroni di casa avrebbero dovuto guadagnare un marcatore. Disattenzione tecnica che stava per costare una sconfitta al Catanzaro.

Cos’ha funzionato?

Buona organizzazione difensiva. Il Catanzaro, tranne che nell’azione del gol, si è difeso bene e nel complesso Branduani non è stato mai chiamato agli straordinari.

In fase di possesso si è notato un buon timing negli smarcamenti di coppia sulle fasce tra centrocampisti ed esterni.

 

Cosa non ha funzionato?

Lo sviluppo del gioco è stato lento e sterile. La lentezza della manovra non ha favorito i giocatori che avevano il compito di ricevere palla in zona di rifinitura e di conseguenza il Catanzaro ha faticato a creare azioni pericolose. Inoltre alcuni giocatori non sono apparsi in buona condizione fisica, su tutti Cinelli. Non c’è dubbio che si tratta di un grande giocatore per la categoria ma forse la sua gestione dovrebbe essere diversa. Sarebbe meglio inserirlo gradualmente negli ingranaggi della squadra aspettando al contempo un miglioramento della sua condizione fisica.

Infine, gli accorgimenti tattici di Calabro non hanno prodotto gli effetti sperati. Nel miglior momento della squadra le sostituzioni del mister hanno portato confusione.  Con il Potenza ormai alle corde è mancato il coraggio di mettere mani al sistema di gioco, rinunciando ad un difensore per accrescere il potenziale offensivo. Scelta che il mister ha fatto solo a seguito del gol subito e quando ormai non c’era più nulla da perdere.

Giovanbattista Romeo

 

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Giovanbattista Romeo

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