Fiducia e dubbi: il sentimento che accompagna ogni estate
Come spesso accade in sede di calciomercato e di programmazione della nuova stagione, anche quest’anno il popolo giallorosso vive sentimenti contrastanti. Da una parte c’è la fiducia che la società si è guadagnata sul campo per quanto fatto dalla promozione in Serie B in poi, con tre stagioni sempre vissute da protagonista; dall’altra c’è la classica preoccupazione che accompagna ogni estate, quando alle partenze si affiancano nuovi arrivi e sorgono inevitabilmente dubbi sulle certezze che vanno via e sui calciatori chiamati a sostituirle.
È una situazione fisiologica nel mondo del calcio. Poi, come sempre, sarà il terreno di gioco a smentire o confermare qualsiasi previsione, perché è il campo l’unico giudice davvero insindacabile.
Un cambiamento più profondo rispetto agli anni passati
Pur con il mercato ancora aperto e una squadra che, come si dice in questi casi, rappresenta un autentico cantiere in costruzione, è difficile negare che quest’anno l’asticella della preoccupazione si sia alzata leggermente. Il motivo è semplice: il Catanzaro che sta nascendo sarà profondamente diverso da quello che i tifosi hanno imparato a conoscere negli ultimi anni.
Basta guardare l’ultima partita della passata stagione, la splendida quanto amara finale playoff disputata a Monza. Dei ventitré giocatori inseriti nella distinta consegnata all’arbitro, salvo ulteriori sorprese, soltanto undici dovrebbero far parte della rosa anche nella prossima stagione. Quattro erano titolari imprescindibili – Pigliacelli, Antonini, Petriccione e il capitano Pietro Iemmello, – mentre gli altri tre sono Di Francesco, frenato dagli infortuni, D’Alessandro e i giovani Bashi, Verrengia, Frosinini, Alesi e Koffi. A rendere ancora più evidente la portata del cambiamento non ci sono soltanto le partenze già ufficializzate e quelle che potrebbero concretizzarsi nei prossimi giorni. A queste va infatti aggiunto anche l’addio di Alberto Aquilani, che ha chiuso la propria esperienza in giallorosso portando con sé gran parte del suo staff, dai collaboratori tecnici ai preparatori atletici.
Un nuovo ciclo è ormai iniziato
Nell’attuale organico figurano ancora Favasuli, Pompetti e Pittarello, ma anche il loro futuro appare in bilico e potrebbero aggiungersi all’elenco delle partenze. È vero che la società si è già mossa sul mercato in entrata, ma è altrettanto evidente che quello che abbiamo davanti agli occhi rappresenta l’inizio di un nuovo ciclo.
Un avvio di campionato che impone di farsi trovare pronti
Non è il momento di creare allarmismi. Il mercato è ancora aperto e c’è tutto il tempo per completare l’organico. È però giusto evidenziare come questa stagione presenti ostacoli che nelle annate precedenti non esistevano.
I lavori di ristrutturazione del “Ceravolo” costringeranno infatti il Catanzaro a disputare tre trasferte consecutive in avvio di campionato. Nelle prime cinque giornate soltanto una sarà giocata davanti al pubblico amico. Dal 22 agosto al 19 settembre saranno in palio ben quindici punti in meno di un mese, un tratto di campionato che potrebbe indirizzare fin da subito il cammino della squadra.
Servono giocatori pronti fin dal primo giorno
Proprio per queste ragioni il Catanzaro dovrà puntare su elementi capaci di incidere fin da subito. In Serie B nessuna squadra, ad eccezione delle grandi corazzate, può considerarsi completa ad agosto, ma in questo momento particolare serviranno giocatori pronti, siano essi calciatori esperti della categoria o giovani con prospettive importanti.
Anche perché c’è un aspetto da non sottovalutare: Pietro Iemmello, leader tecnico e carismatico della squadra, non ha potuto svolgere regolarmente la preparazione estiva. Raggiungere la migliore condizione richiede tempo e lavoro, motivo per cui sarà fondamentale costruirgli attorno un gruppo già competitivo e in grado di sostenerlo.
L’esperienza dello scorso mercato deve insegnare
L’auspicio è che non si ripeta quanto accaduto nella passata stagione, quando alcuni arrivi nelle battute finali del mercato non riuscirono a garantire un contributo immediato. Di Francesco approdò in giallorosso in condizioni fisiche non ottimali e iniziò a incidere soltanto a campionato inoltrato. Buglio, Oudin e Pandolfi, invece, trovarono poco spazio senza riuscire a diventare alternative realmente determinanti.
Questo non cancella minimamente lo straordinario percorso compiuto dal Catanzaro, culminato con una finale playoff che resterà nella storia recente del club. Tuttavia, un sottile filo di rammarico resta. Viene naturale chiedersi se, con quei calciatori pienamente inseriti nei meccanismi della squadra e nelle migliori condizioni fisiche, il loro apporto avrebbe potuto essere maggiore proprio nel momento decisivo della stagione.
Per questo motivo il Catanzaro dovrà cercare di completare la rosa con giocatori immediatamente utilizzabili, anche considerando le difficoltà iniziali legate al calendario e all’assenza temporanea del fattore Ceravolo.
La certezza si chiama società
In mezzo a questo inevitabile processo di cambiamento, però, una certezza è rimasta: la società. È rimasto il direttore sportivo Ciro Polito, ed è proprio da qui che l’ambiente giallorosso deve ripartire.
Il credito conquistato dalla dirigenza non nasce dalle promesse, ma dai risultati ottenuti. Dalla promozione dalla Serie C fino alle ultime stagioni da protagonista in Serie B, il Catanzaro ha dimostrato programmazione, competenza e capacità di sorprendere.
È questo il patrimonio che deve prevalere sulle inevitabili perplessità di questa fase. Le domande sono legittime, perché il cambiamento è evidente, ma il tempo per completare la squadra esiste ancora.
Ora non resta che attendere la chiusura del mercato, con l’auspicio che la società riesca a consegnare a Giorgio Gorgone una rosa competitiva e pronta ad affrontare una stagione particolare sotto molti aspetti.
Poi, come sempre, sarà il campo a emettere la sua sentenza. E il desiderio di tutto il popolo giallorosso è che ancora una volta il verdetto possa sorridere al Catanzaro.
Redazione 24

