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Catanzaro, un punto per ripartire ma i dubbi restano

Scritto da Redazione

La conferma del tecnico non ha cancellato le perplessità: serve cambiare pelle, ritrovare compattezza e invertire la rotta. L’auspicio è che, come accaduto con Caserta e Aquilani, si riesca a trovare la quadratura del cerchio

Gorgone, il punto di Verona non cancella i dubbi: Catanzaro chiamato a ritrovare la sua identità


Lunedì il Catanzaro riprenderà gli allenamenti e sarà ancora mister Gorgone, insieme al suo staff, a dirigere la seduta e a preparare la squadra in vista della sfida contro l’Ascoli, in programma sabato 24 ottobre alle 17:15 allo stadio Nicola Ceravolo.
Senza tornare sulle voci di conferma o di esonero che hanno accompagnato gli ultimi giorni, alcune considerazioni sono inevitabili.

Il punto conquistato a Verona, alla vigilia quasi insperato dopo la brutta sconfitta contro il Mantova, ha sicuramente un valore. Ma il risultato, da solo, non può cancellare gli interrogativi emersi sul piano del gioco e della tenuta della squadra.


Il punto di Verona è prezioso, ma non basta a rassicurare


La domanda da cui partire è una: la prestazione del Bentegodi è stata davvero quella che la società si aspettava dopo la conferma del tecnico?
Nella nota diffusa cinque giorni fa, il club aveva ribadito la propria fiducia in Gorgone, accompagnandola però con un auspicio preciso: «a partire dalla prossima gara in trasferta», una prova convincente e in linea con gli obiettivi stagionali della società.
Il riferimento era chiaramente alla partita contro il Verona. Ecco perché, pur riconoscendo l’importanza del punto conquistato, sarebbe un errore confondere il risultato con una prestazione soddisfacente.
Senza neppure soffermarci sui numeri della partita, possiamo affermare che quella del Bentegodi è stata, per quanto visto, una delle prove più deludenti del Catanzaro in trasferta. Un paradosso, se si considera che proprio lontano dal Ceravolo erano arrivati finora risultati negativi.
Ma il calcio è anche questo: imprevedibile, capace di ribaltare le aspettative e di regalare un punto prezioso persino quando la prestazione non offre particolari motivi per sorridere. Il problema è che, adesso, serve qualcosa in più. Serve capire se quel pareggio possa rappresentare un punto di ripartenza oppure soltanto una parentesi positiva in un momento ancora complicato.


La squadra è davvero con Gorgone?


È l’interrogativo più delicato, al quale non è possibile dare una risposta certa. Qualche dubbio rimane, ma sarebbe altrettanto sbagliato trasformare le sensazioni in giudizi definitivi. Non conosciamo ciò che accade quotidianamente nello spogliatoio e non possiamo sapere fino in fondo quale sia il rapporto tra il gruppo e il proprio allenatore.
Ci sono, però, segnali che nel calcio vengono spesso interpretati come indicatori del clima che si respira all’interno di una squadra. Pensiamo alla corsa dei calciatori verso la panchina dopo un gol importante, agli abbracci collettivi con il tecnico, oppure al gruppo che, al termine della partita, si presenta compatto sotto il settore occupato dai propri tifosi.
Gesti che, da soli, non dimostrano nulla, ma che in determinate circostanze possono raccontare qualcosa in più di tante dichiarazioni di circostanza.
Senza andare troppo indietro nel tempo, ricordiamo le difficoltà iniziali vissute dal Catanzaro con Caserta e Aquilani. Anche in quelle occasioni non mancarono momenti complicati, ma nelle partite che contribuirono a dare una svolta alla stagione si videro abbracci, corse verso la panchina e festeggiamenti condivisi tra calciatori, allenatore e tifosi.
Sono immagini che restano nella memoria e che oggi inevitabilmente tornano alla mente. Non possono diventare una prova a carico di qualcuno, ma aiutano a comprendere quanto sia importante ritrovare unità e convinzione, soprattutto quando le difficoltà si accumulano.


Iemmello, i confronti e la necessità di cambiare pelle


Nel post partita del Bentegodi, Pietro Iemmello ha parlato di una serie di confronti tra proprietà, calciatori e tecnico. Un passaggio certamente significativo, anche se non sorprendente, considerando il momento attraversato dalla squadra e le riflessioni che inevitabilmente si sono aperte dopo la sconfitta contro il Mantova.
La presenza della proprietà a Giovino e il dialogo con il gruppo rappresentano elementi di un percorso che dovrà portare a individuare le soluzioni necessarie per uscire dalla crisi. Adesso, però, occorrono risposte concrete sul campo.
Gorgone, dal canto suo, ha ringraziato i ragazzi per la prestazione offerta a Verona, ha elogiato il direttore sportivo Polito e ha aggiunto che questa squadra deve cambiare pelle.


Un’espressione che può significare molte cose, ma che merita una riflessione. Probabilmente il Catanzaro dovrà imparare a essere più pratico, solido e concreto, senza intestardirsi nella ricerca del palleggio quando le condizioni della partita richiedono soluzioni differenti.
Il possesso palla e la costruzione del gioco sono stati per anni elementi caratterizzanti del calcio giallorosso, contribuendo anche a raggiungere risultati importanti. Ma ciò che ha funzionato in passato non può diventare un dogma. Il calcio impone adattamenti, soprattutto quando i risultati e le prestazioni suggeriscono la necessità di cambiare qualcosa.
Resta da capire se tutti i calciatori saranno pronti ad accettare questa trasformazione e se il tecnico riuscirà a trovare il giusto equilibrio tra le caratteristiche della rosa e le esigenze del momento. Perché cambiare pelle non significa necessariamente rinnegare la propria identità, ma trovare il modo migliore per valorizzarla nelle condizioni attuali.


Adesso serve ritrovare la squadra


La settimana che porta alla sfida contro l’Ascoli sarà importante proprio per questo. Non basterà preparare una partita sul piano tattico: bisognerà ricostruire certezze, restituire fiducia al gruppo e ritrovare quella compattezza che nelle stagioni migliori ha rappresentato uno dei punti di forza del Catanzaro.


La sensazione è che non servano processi anticipati, né facili entusiasmi dopo un pareggio. Servono equilibrio, lavoro e risposte. La società ha scelto di concedere ancora fiducia a Gorgone e sarà il campo, come sempre, a fornire le indicazioni più importanti.
Ai posteri l’ardua sentenza, verrebbe da dire. Ma noi, da tifosi, non possiamo che augurarci che questa storia trovi lo stesso epilogo positivo già visto in passato.
Con Caserta prima e Aquilani poi, il Catanzaro ha attraversato momenti difficili, riuscendo infine a trovare la propria strada. L’auspicio è che anche stavolta si possa individuare la quadratura del cerchio, ricomponendo le distanze e ritrovando una squadra capace di esprimere il proprio valore.
Perché rimanere in Serie B sappiamo quanto sia importante per i tifosi, per i calciatori e per tutta una città. Ma lo è altrettanto, se non soprattutto, per una proprietà che in questi anni ha investito, lavorato e costruito un percorso che nessuno vuole vedere compromesso.
Ora, però, servono fatti. Il pareggio di Verona può essere un primo passo, ma dovrà essere seguito da segnali concreti già contro l’Ascoli.
L’augurio è che il Catanzaro ritrovi se stesso prima che sia troppo tardi, che il gruppo si ricompatti e che Gorgone riesca a trovare le soluzioni necessarie per riportare le Aquile sulla strada giusta.

Perché al di là delle discussioni sul tecnico, dei moduli e delle responsabilità, l’obiettivo deve rimanere uno solo: salvaguardare la categoria e dare continuità al progetto giallorosso.

Redazione 24

 

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