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Catanzaro, vincono sempre gli altri

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I giallorossi battuti in casa ai playoff stavolta dall’Albinoleffe. La maledizione continua

«Una delle poche certezze della vita. A festeggiare al Ceravolo, al termine di una gara playoff, saranno sempre gli altri». Scrive così Fabrizio Scarfone, una delle anime storiche di UsCatanzaro.net, sul suo profilo Facebook. In queste poche parole è condensato il travaglio sportivo del Catanzaro, ancora una volta beffato in casa al termine del decimo play-off perso. Benevento, Sora, Acireale, Pescina, Cisco, ancora Benevento, Feralpi, Albinoleffe. Col vantaggio del fattore campo in gara unica, col vantaggio del fattore campo in gara di andata e ritorno, col vantaggio del doppio risultato a disposizione. In finale, in semifinale, nei quarti, negli ottavi. Le abbiamo viste tutte. E le abbiamo sempre perse.

L’attesa

Arriviamo al “Ceravolo” due ore prima della partita. Sembra di essere tornati ai vecchi tempi, quando i tifosi potevano entrare allo stadio. Piazza Martiri Ungheresi è gremita. Tamburi, bandiere, birra e cori d’incitamento per il Catanzaro fanno respirare un clima antico. Da dentro lo stadio, sino al fischio d’inizio e durante la partita, i cori si sentono come se la gente fosse dentro. Gli spalti sono desolatamente vuoti, tranne gli accreditati sistemati in tribuna centrale e in tribuna est. Il Catanzaro arriva a giocarsi l’ennesimo playoff fra le mura amiche, questa volta con il vantaggio di due risultati su tre. È inutile negare che la preoccupazione serpeggia fra i tifosi. La squadra vista a Gorgonzola non ha impressionato ed è sembrata la lontana parente di quella ammirata in campionato. Lo stop forzato di 28 giorni ha sicuramente influito ma la speranza che la squadra possa sciogliersi e tornare a correre c’è.

Cambi sulle fasce, ma l’Albinoleffe corre di più

Entrambe le squadre si presentano in campo con gli stessi moduli dell’andata. Calabro, però, ripresenta Contessa a sinistra e Garufo a destra. Fuori Porcino e il diffidato Pierno. Ma il Catanzaro in questa fase non ha davvero fortuna. Garufo al primo scatto si blocca e si aggiunge agli altri calciatori persi per la fase più importante del campionato. Senza Martinelli, Corapi, Risolo e lo stesso Garufo, il potenziale della squadra perde tantissimo, sia in qualità sia in termini numerici, poiché Calabro ruota sempre gli stessi calciatori. L’Albinoleffe, pur senza strafare, conduce la partita. I lombardi sembrano il Catanzaro della regular season per come approcciano la partita. Con un calcio semplice che parte del basso si appoggiano all’ariete Cori e mantengono il predominio territoriale. Non creano grossi pericoli ma arrivano sempre prima sulle seconde palle: un segnale di come andrà a finire.

Sprazzi di Catanzaro

Il Catanzaro cerca di interrompere la pressione dei lombardi con Di Massimo, ma il suo tiro termina sul fondo. Qualche timida giocata di Carlini, poi una ripartenza di Baldassin, che si danna con Verna in mezzo al campo per contrastare e ripartire. Un suo bolide viene respinto dal portiere dell’Albinoleffe. Poi poco più. A proposito di lentezza e ritardo di condizione complessiva, ci pensa Contessa a confermare tutte le preoccupazioni. Regala una palla in uscita a Cori e poi con un affannoso e tardivo recupero lo stende al limite dell’area. Punizione e incrocio dei pali: il secondo serio pericolo per la porta di Di Gennaro che, in precedenza, si era visto passare un pallone nell’area di rigore su cui Gusu non era arrivato per poco.

Sempre più indietro

La ripresa inizia con lo stesso cliché del primo tempo. Il Catanzaro prova qualcosa con Di Massimo e con Porcino che da un po’ più di gamba. I soliti Di Massimo e Baldassin si dannano l’anima. Ma è un fuoco di paglia. I minuti scorrono lentamente. Il tabellone luminoso sembra inchiodato. Zaffaroni come all’andata inizia la girandola dei cambi. Alla freschezza dimostrata già nel corso della prima partita e nel primo tempo visto al Ceravolo, aggiunge altri uomini in palla. Entrano Tomaselli e Gabbianelli, giocatori rapidi che possono creare problemi. Il più mobile e fisico Nichetti si sistema sulla mediana per distribuire gioco e palloni. Il Catanzaro non c’è più. Ha tirato i remi in barca e pensa solo a difendersi. L’Albinoleffe è costantemente sistemata nella metà campo giallorossa. Una punizione di Gelli dal limite è pericolosa solo per la posizione da cui calcia. Il tiro è telefonato.

La beffa

Calabro risponde con i soliti cambi che non incidono né tatticamente né fisicamente. A parte gli uomini sulle fasce, inserisce Evacuo e Parlati al posto di Curiale e Di Massimo. Manca meno di un quarto d’ora ma il Catanzaro è in balia dell’avversario. Emblematica è una ripartenza di Carlini in superiorità numerica, stoppato agevolmente da Canestrelli e da altri sette calciatori avversari che nel frattempo avevano recuperato. Sull’altra sponda, invece, accade il contrario. Un cambio di gioco di Mondonico pesca Tomaselli a sinistra. Pierno, spesso in inferiorità numerica sulla sua fascia, è leggermente fuori posizione. Saltato in velocità, è costretto a stendere l’ala lombarda. Nessuno raddoppia la marcatura, e la punizione dal fondo è sacrosanta. Sul pallone ancora Gelli, per la terza volta. Nessuno scoprirà mai se è un cross finito in porta o un tiro. Non lo capisce neanche Di Gennaro che non intuisce la direzione del pallone. La palla lo scavalca beffarda e si infila in porta. L’Albinoleffe è in vantaggio. Inutili i tentativi di recupero. Non c’è forza, non ci sono idee. L’Albinoleffe potrebbe addirittura raddoppiare.

Nessun processo, tanti interrogativi

Proprio quel Di Gennaro, autore di un grande torneo, è artefice dell’infortunio decisivo. Sarebbe riduttivo e ingiusto additare l’estremo difensore come protagonista della disfatta. Le cause purtroppo vanno ricercate altrove. Inutile fare processi. Il Catanzaro ha fatto un grande torneo. I limiti offensivi erano noti, spesso compensati con il carattere e con qualche giocata d’autore. Ma ai playoff i giallorossi sono arrivati in condizioni tutt’altro che esaltanti. Gli infortuni hanno decimato la squadra e sono stati sicuramente decisivi. È opportuno interrogarsi sulla preparazione atletica in questi 28 giorni di riposo e sulla gestione dell’infortunio di Corapi. Ma ormai serve a poco. A festeggiare sono sempre gli altri.

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10 Commenti

  • Se neanche il Bari con 5 nostri rinforzi ce l’ha fatta …arrivando dopo di noi ….
    Figurarsi noi che come età media potevamo fare il torneo dei veterani..Detto questo,se non cambiano regolamento…..come dice Aquila del nord….salire sarà sempre una lotteria

  • Nient’altro da aggiungere, spaccato perfetto di un altro play off sciagurato finito sempre al Ceravolo nel solito peggiore dei modi.
    Rimane il grande rimpianto, come nel 2019, di non aver fatto il possibile per rinforzare adeguatamente la squadra a Gennaio, acquistando o affidandosi a prestiti per la maggiore di scarsa rilevanza, buttando così alle ortiche un’altra grande opportunità per giocarsi la serie B…e la storia continua!

  • 68 punti secondo posto in classifica battute squadre come Ternana Bari Avellino Palermo e Juve Stabia e alla fine una punizione non impossibile vanifica tutto il lavoro di un anno. Che dire …..un’autentica maledizione….

  • Saluti…..Calabro per quello che aveva a fatto il massimo,come dice aquila non si puo andare avanti con questo modulo piu di 20 squadre per un posto in serie B……Come squadra ce’ tanto da fare ,…non basta sempre mettere una pezza vecchia su pantaloni bucati e, ora che si comincia con un po di giovani ……..noi tifosi da una vita intera di questa maglia meritiamo un po di piu ……comunque forza sempre 💛❤️…….una buona estate a tutti voi e state bene con questo maladetto covid.

    • Gli altri ce la fanno a vincere i play off, non vedo il perchè non possiamo riuscirci anche noi. Il cosenza arriva 5° e li vince, il Trapani arriva secondo e li vince. Noi per due anni ci siamo trovati nelle stesse situazioni e non abbiamo concluso niente.. La riforma se si farà o meno non ci interessa, intanto cominciamo a guardare in casa nostra e dare il meglio..

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