Ci sono calciatori che indossano una maglia e altri che finiscono per sentirla propria. Jacopo Petriccione, con il suo modo di essere e di interpretare il calcio, è entrato a pieno titolo nella seconda categoria.
Cento presenze con il Catanzaro, raggiunte nella trasferta di Benevento e celebrate al Ceravolo, prima della gara con il Padova, con la consegna di una maglia speciale da parte del presidente Floriano Noto. Una stretta di mano, gli applausi del pubblico e quel numero 100 che racchiude quasi tre anni di emozioni.
Arrivato dal Crotone nel gennaio 2024, Petriccione ha conquistato Catanzaro senza proclami, con la qualità delle giocate, l’intelligenza tattica e quella personalità che distingue i calciatori importanti. Un regista capace di dare ordine alla manovra, ma soprattutto un professionista che ha saputo costruire un rapporto autentico con l’ambiente giallorosso.
In questi anni ha vissuto le grandi notti dei playoff, le speranze di Serie A, le lacrime di Monza e le difficoltà di una stagione che impone a tutti di ritrovare la strada. Nel frattempo, Catanzaro è diventata la squadra più rappresentativa della sua carriera per numero di presenze, mentre il legame con questa terra si è rafforzato anche fuori dal campo, con la scelta di vivere a Soverato insieme alla famiglia.
La maglia consegnata da Floriano Noto è il riconoscimento a un calciatore che ha saputo farsi apprezzare non soltanto per quello che fa con il pallone tra i piedi, ma anche per la serietà e il senso di appartenenza.
E proprio oggi, mentre il Catanzaro cerca di risollevarsi, c’è bisogno anche di uomini come lui. Di esperienza, lucidità e personalità. Di chi conosce il peso di quella maglia e sa cosa significa indossarla davanti a una tifoseria così passionale.
Cento presenze si possono contare. L’affetto e il rispetto di una città, invece, bisogna conquistarseli. Jacopo Petriccione ci è riuscito. E questa, forse, è la sua vittoria più bella.
Foto Us Catanzaro 1929
Redazione 24

