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Cerignola, una squadra audace di nome e di fatto

Scritto da Emanuele Mongiardo

Nel girone C di Serie C, è più difficile che mai azzardare pronostici sulla lotta per i posti playoff. Alle spalle del trittico Catanzaro-Crotone-Pescara è impossibile stabilire delle gerarchie, e come candidate al quarto posto si sono alternate più squadre nel corso del campionato: prima la Juve Stabia, con la sua difesa ermetica, sembrava quella destinata a finire ai piedi del podio; poi è stato il turno delle sorprendenti Gelbison e Giugliano. Arrivati a gennaio, è ancora più difficile interpretare quella porzione di classifica. Il Pescara, infatti, vive un periodo di crisi e nemmeno il terzo posto sembra più così sicuro. Anche il Foggia sta attraversando un momento interlocutorio, e lo possibilità di vincere la Coppa Italia potrebbe distrarre gli uomini di Gallo dal campionato. L’Avellino è rinforzato col mercato di gennaio; Rastelli è una garanzia di risultati, ma il quarto posto è ancora lontano. Così, emerge dalle viscere della classifica l’Audace Cerignola, la grande sorpresa del girone C, una delle squadre più interessanti del campionato.

Quanto il Cerignola sia competitivo, il Catanzaro lo ha provato sulla propria pelle a settembre, in una gara riacciuffata all’ultimo da Pontisso. La partita d’andata era stata di certo condizionata dal sintetico e dalle ridotte dimensioni del “Monterisi”, ma i gialloblu avevano offerto una prestazione gagliarda, con il Catanzaro sempre sulle spine. Al “Ceravolo” il contesto cambierà, ma i pugliesi vengono da un filotto di tre vittorie e un pareggio in quattro partite: probabilmente, non c’è avversario più temibile in questo periodo. Il Cerignola ha accumulato 34 punti, solo cinque in meno del Pescara. Non ha numeri eccezionali in termini di differenza reti, ma basta osservare il modo in cui giocano gli uomini di Pazienza per accorgersi del loro valore.

Come gioca il Cerignola

Michele Pazienza, per il suo passato, è un mazzarriano doc. Adotta anche lui il 3-5-2, ma usa principi diversi da quelli del suo maestro, per quanto anche al suo Cerignola piaccia andare subito in verticale e, se possibile, attaccare in transizione.

In fase di costruzione, tra i tre centrali quello che si assume maggiori responsabilità è il terzo di sinistra Ligi. Ligi porta su il pallone se gli avversari non lo pressano e ha un buono piede nel gioco lungo. Funziona abbastanza bene l’intesa con Coccia, l’esterno della sua fascia: se l’ex Potenza trova lo spazio per attaccare la profondità, Ligi può pescarlo col suo mancino educato.

I quinti sono poi due punti di forza dei gialloblu. Sia Coccia che Achik hanno un passato da ali ed è chiara la loro propensione offensiva. Coccia gioca a piede invertito e questa è già una chiara indicazione sui suoi compiti: non si tratta del solito tornate utile solo per attaccare la profondità e il secondo palo, ma è un laterale in grado di portare palla, puntare l’uomo e convergere. Achik, invece, è il giocatore più talentuoso del Cerignola. Ha veramente un’ottima tecnica, è veloce ma sa mantenere il controllo nello stretto. In passato ha agito anche in zone più centrali e questo si riflette sulla sua visione di gioco. Achik è un buon rifinitore, aiutato da ottime qualità balistiche, sia sul cross che sui tiri. Il duello tra lui e Vandeputte sarà la chiave della partita: Vivarini dovrà fare di tutto per tenerlo basso, così da farlo soffrire in difesa e renderlo più gestibile nelle ripartenze.

In avanti Pazienza si affida alla coppia di peso D’Andrea-Malcore. Sanno entrambi farsi valere nei duelli aerei e infatti il Cerignola non disdegna di alzare da subito il pallone su di loro. Malcore, in particolare, si è affermato come uno dei migliori attaccanti della Serie C. È una punta dagli ottimi mezzi tecnici, a cui piace anche partecipare al gioco, ma che conserva lo spirito dei vecchi numeri nove per la varietà di soluzioni con cui può cercare la porta: di potenza, di precisione, magari con un pallonetto, oppure dopo essersi liberato con una sterzata.

Insomma, il Cerignola non solo è una squadra organizzata, ma possiede anche ottime individualità. È vero che i punti, nella corsa ai playoff, inizieranno a pesare anche per loro, ma il fatto di trovarsi per la prima volta tra i professionisti dopo così tanto tempo, potrebbe permettergli di giocare comunque con la mente sgombra. Le insidie di un avversario del genere le conosciamo. Sta a Vivarini e ai suoi trovare le contromisure.

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Emanuele Mongiardo

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