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Come se fosse la prima volta [VIDEO]

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Emanuele Panza
Scritto da Emanuele Panza

Sette giorni fa il ritorno al “Ceravolo”. Oggi spalti di nuovo off-limits. Ecco il nostro racconto

È stata una gioia effimera quella del ritorno allo stadio. Sette giorni dopo, siamo stati nuovamente catapultati nella triste normalità di questo assurdo 2020. Eppure, l’ennesima domenica senza calcio, non può che evocare quello che comunque ha rappresentato un momento storico per il calcio a tinte giallorosse al tempo del coronavirus: il ritorno al “Ceravolo”.

A segnare questo traguardo non poteva che essere una partita di grande tradizione come quella tra Catanzaro e Foggia. Al di là della vittoria e degli spunti di analisi, ciò  che è rimasto è il concentrato di emozioni scatenato dalla visione del più iconico luogo di culto del tifo catanzarese: lo stadio.

Assistere dal vivo all’incontro tra Catanzaro e Foggia è stato come rivivere la prima volta con tutto il carico di emozioni tipiche di un evento che resta scolpito nel cuore e nell’anima. L’odore del caffè pre-partita, la sigaretta fumata nervosamente prima del fischio d’inizio, il profumo dell’erbetta del campo di gioco, ma soprattutto i commenti e le urla che finalmente sono tornati ad accompagnare ogni azione giallorossa.

Avere la possibilità di provare nuovamente il brivido dell’azione offensiva, di stringere i denti su ogni contrasto, di muovere la testa istintivamente quasi come se stessi giocando la partita in prima persona, è stata una sensazione perfettamente riassunta da un tifoso intervistato prima del match: “Sento le farfalle nello stomaco”.

È proprio questo moto interno che ci fa sentire vivi e parte integrante di un qualcosa di più grande ed eterno. Qualcosa che nasce molti giorni prima del fischio d’inizio e continua ininterrottamente fino alla partita successiva.

In questo caso, vivere Catanzaro-Foggia è stata un’esperienza unica nel suo genere, a tratti controversa. Svegliarsi cosciente del fatto che quello sarebbe stato il giorno del ritorno, mangiare nervosamente con il pensiero già alla gara, aprire l’armadio e afferrare con convinzione le sciarpe giallorosse rimaste chiuse per troppo tempo, completare gli ultimi preparativi e uscire di casa.

Tradizioni e abitudini che mai avremmo pensato di dover abbandonare per oltre sette mesi. Riviverle tutte in una sola volta non ha avuto prezzo nonostante i risvolti negativi della medaglia: vedere la Ovest semivuota, non sentire i cori incessanti durante i novanta minuti, l’impossibilità di sedersi vicini e abbracciare lo sconosciuto di turno al gonfiarsi della rete. Un conto amaro da pagare per la grave emergenza sanitaria.

A tutto questo va aggiunto la carica emotiva legata al minuto di silenzio in ricordo Fabrizio Ferrigno e Jole Santelli, due personaggi così diversi eppure in grado di unire il pubblico giallorosso in un minuto di silenzio autentico, sentito, di quelli che testimoniano civiltà e rispetto.

Dopo questa parziale ripartenza, le nuove disposizioni anti contagio hanno di fatto chiuso nuovamente le porte degli stadi. Una scelta che finirà per dividere, come del resto tutto il dibattito intorno alle restrizioni causate dalla diffusione del contagio.

Di certo c’è solo che il calcio senza gente è qualcosa di infinitamente triste e privo di senso. Il nostro augurio è che presto gli spalti di tutta Italia possano tornare a riempirsi e tingersi di colore in tutta sicurezza.

Di seguito il nostro video racconto del ritorno sugli spalti del “Ceravolo” durante Catanzaro-Foggia.

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Emanuele Panza

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